<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433</id><updated>2011-08-02T13:00:35.207+02:00</updated><title type='text'>affido condiviso</title><subtitle type='html'>due genitori per ogni bambino</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-8623167229469743036</id><published>2007-07-10T23:03:00.000+02:00</published><updated>2007-07-10T23:04:23.432+02:00</updated><title type='text'>Conferenza Nazionale sulla Famiglia</title><content type='html'>Resoconto GESEF&lt;br /&gt; Conferenza Nazionale sulla Famiglia&lt;br /&gt;Firenze 24-25-26 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre: l’assente inaccettabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Prendo a prestito il titolo di un libro - famoso quanto apprezzato - dello psicoanalista Claudio Risè, per riepilogare lo spazio vuoto che  la Conferenza ha volutamente lasciato tale, per l’intero percorso dei suoi lavori.&lt;br /&gt;     Andiamo per ordine. Le sessioni in cui si è articolata la Conferenza erano 10, ciascuna suddivisa in due o più sottotematiche. Ogni sessione è stata aperta da un relatore con una propria introduzione scritta.&lt;br /&gt;I lavori, che si sono svolti nella giornata di venerdì,  sono consistiti nell’intervento da parte di ogni partecipante – con un tempo a disposizione di 5/7 minuti e la possibilità di una successiva replica – per esporre i risultati della propria attività e le proposte (anche in forma documentale scritta) da fornire al Ministro. Al termine della sessione il coordinatore ha effettuato una sintesi immediata delle argomentazioni trattate, mentre il rapporteur - presente senza mai intervenire - aveva il compito di elaborare quanto emerso nel corso dei lavori in una relazione di indirizzo, da esporre pubblicamente al Governo la mattina successiva. &lt;br /&gt;     Occorre rilevare che, in generale,  le relazioni introduttive alle sessioni riguardanti le tematiche di nostro interesse (diritto di famiglia, tribunali, servizi sociali, relazioni familiari e generazionali, violenza intra ed extra familiare, contesto socio/educativo, condizionamenti culturali ecc.)  proiettano una visione molto aderente alla realtà che conosciamo. &lt;br /&gt;Forti le critiche per l’inadeguatezza operativa e professionale dei Servizi,  per l’incapacità del sistema sociale a fronteggiare la fragilità delle famiglie da cui discende il disagio e la devianza giovanile, per la violenza insita nel meccanismo di “tutela del minore”, per il contesto mediatico/culturale da cui  “cattivi maestri” attentano all’unitarietà solidale della famiglia  predicando l’individualismo narcisistico.  Anche se gli accenti non affondano mai sulle responsabilità di chi a monte ha tollerato ed incentivato tale deterioramento,  è innegabile una autocritica da parte degli stessi relatori,  in quanto operatori istituzionali        .  &lt;br /&gt;     La delegazione Gesef era iscritta a partecipare alla Sessione Famiglia, Violenza e Riparazione. &lt;br /&gt;La relazione di apertura della psicoanalista Simona Argentieri ha evidenziato i molteplici aspetti, più o meno evidenti,  della violenza intrafamiliare,  ivi compresa quella agita dalla donna sui figli e en passant sull’uomo. Insomma un colpo al cerchio ed uno alla botte. Censurando comunque l’ossessivo ricorso unidirezionale alla psicologia per le vittime, ed al sistema giudiziario per i carnefici. Ed invocando la sensibilità degli operatori di far emergere ed allearsi con la parte sana degli individui, onde aiutarli in tempo utile a superare il negativo che li spinge a reazioni violente.&lt;br /&gt;     Splendido l’intervento dell’ospite Germano Bellussi, 77enne avvocato e psicologo. Ha esordito stigmatizzando la figura materna portatrice  inadeguata anche del ruolo paterno, e l’assenza culturale del padre: “…il problema non è l’assenza fisica, si pensi agli emigranti la cui fotografia appesa in cucina era un simbolo per i figli…..”  Ostile alla patologizzazione ossessiva di qualunque comportamento senza appropriata contestualizzazione, all’incerto confine tra pedofilia e naturale contatto fisico e la conseguente paura che frena gli atteggiamenti maschili. Duro sul fronte giudiziario: “…disastro laddove psicologia e diritto si incontrano, entrambi incapaci di dare risposte……..Realmente abusato o meno, la violenza più grave nei confronti del bambino è quella compiuta da parte degli operatori nel corso del processo….”&lt;br /&gt;     Un altro coordinatore, l’Avv. Marco Scarpati responsabile della associazione Ecpat, nel corso del proprio intervento gli ha fatto eco: “…..magistrati ed avvocati come elefanti in una cristalleria: anche quando l’abuso sul bambino non c’è stato, una volta usciti la cristalleria è in frantumi. Chi rompe, però, i danni non li paga mai.” &lt;br /&gt;     Dopodichè tra i partecipanti  ai lavori - un centinaio circa in maggioranza donne - solo una trentina si sono iscritti a parlare. &lt;br /&gt;     E’ così cominciata la processione delle operatrici anti-violenza, che si alternavano al microfono snocciolando il repertorio completo del piagnisteo femminista:  i  maschi tutti assassini, stupratori, pedofili, ricattatori,  sfruttatori, massacratori dovunque nel mondo e anche sfregiatori di volti in India e Pakistan. E  giù statistiche e dati a conferma dell’ecatombe femminile in atto, che mostrano solo la punta dell’iceberg; ancor più spaventose le cifre del sommerso. &lt;br /&gt;E poi: fanatiche invocazioni  per la rapida approvazione del DdL Pollastrini contro la violenza di genere, per l’inasprimento delle sanzioni già esistenti senza sconti di pena indulti e patteggiamenti, per la carcerazione preventiva, per trattamenti sanitari obbligatori a picchiatori violentatori e pedofili, per l’estensione a tappeto di politiche di rieducazione maschile a cominciare dalle elementari. &lt;br /&gt;Ed ancora:  rappresentazione del proprio operato come missione salvifica universale finalizzata a far emergere il sommerso, a scovare la violenza dovunque si annidi, ad abbattere il muro di silenzio, a supportare le donne affinché tutte acquisiscano consapevolezza e si riconoscano come vittime liberandosi dai sensi di colpa. Una missione che necessita pertanto di maggiori finanziamenti oltre che di più concreto  riconoscimento istituzionale che consenta a tutti i centri di costituirsi parte civile nei processi. In pratica per spillare soldi ai poveracci trascinati in tribunale con procedura d’ufficio anziché a querela di parte.&lt;br /&gt;Superfluo aggiungere  il coro unanime in favore dell’approvazione del DdL sui DICO.&lt;br /&gt;     Le signore si susseguivano con padronanza, convinte della condivisione della platea alla loro verità e conseguenti istanze. Sennonché la platea ha cominciato a rumoreggiare. &lt;br /&gt;Un paio di avvocati hanno guadagnato il microfono obiettando che, soprattutto in fase separativa, la violenza unilaterale guardacaso si registra sul versante opposto. &lt;br /&gt;     Arrivato il mio turno ho sfruttato al massimo i pochi minuti a disposizione. Dopo una sintetica panoramica delle ricerche internazionali, da cui risulta che le violenze intra coppia sono appannaggio di entrambi i sessi a pari merito, mentre gli abusi sui bambini e gli infanticidi sono un primato femminile, ho smantellato la valenza scientifica della ricerca Istat, illustrando come contraltare quella della Gesef  concernente l’uomo-padre vittima. Ho concluso  - utilizzando anche un secondo intervento - con la necessità di un cambiamento socio-culturale che riconosca valore e dignità alla figura paterna e ponga fine alla conflittualità tra i sessi, allo sbilanciamento di potere ed alla violenza che ne deriva; per arginare altresì il disagio giovanile, l’ infelicità delle donne, lo sfacelo delle responsabilità familiari. Proponendo al governo soluzioni operative adeguate.&lt;br /&gt;     Lo stupore ha gelato la sala. Evidentemente le interlocutrici non sono abituate al contraddittorio, tantomeno ad essere smascherate da dati inoppugnabili presentati da un’altra donna. E nessuna ha osato contestarli. Cosicché gli interventi successivi si sono articolati su due versanti: chi ha tentato di fare marcia indietro, affermando che ovviamente non tutti gli uomini sono violenti, anzi sono già in azione gruppi maschili internazionali che riconoscono pubblicamente la violenza degli altri e la combattono per non rendersi complici (Campagna del Fiocco Bianco). &lt;br /&gt;La responsabile della ricerca Istat sui maltrattamenti alle donne si è sentita in dovere di precisarne e suffragarne la metodologia. &lt;br /&gt;Altre hanno invece  sputato veleno.  &lt;br /&gt;Una sedicente regista, che da un laboratorio teatrale ha distillato un centro anti-violenza (Le Nereidi - Siracusa) , ha ringhiato che se anche qualche uomo-padre viene ricattato economicamente o accusato strumentalmente, compensa  quelli molto più numerosi che non pagano gli alimenti o sono abusanti impuniti. &lt;br /&gt;Un’altra, missionaria in un Centro anti-maltrattamenti friulano, l’ha sparata grossa: a lei si rivolgono anche uomini in cerca di aiuto, proprio quelli  già transitati nelle Associazioni di padri  che ne raccontano  cose indicibili. Una terza ha proclamato deleteria la legge sull’Affido Condiviso, che pone ulteriormente la donna sotto ricatto, già soggetto debole per antonomasia. &lt;br /&gt;     Nel frattempo il borbottio è diventato un boato: coadiuvata dagli avvocati ho interrotto  ogni intervento, ho rumorosamente rintuzzato ogni parola, senza remore ed al limite della maleducazione, quasi stupita che nessuno mi  invitasse a  lasciare la sala.&lt;br /&gt;     L’ultimo attacco è partito contro la coordinatrice. Al termine della giornata la prof.ssa Isabella Merzagora Batsos ha riassunto così il risultato dei lavori: occorrono nuove leggi sanzionatorie e l’approntamento capillare di servizi  per arginare la violenza maschile contro donne e bambini; la donna resta soggetto debole sul piano economico, quindi in assenza di pari opportunità l’affido condiviso non è applicabile (sic); gli uomini, a cominciare da quei pochi presenti in sala, devono attivarsi per sciogliere il nodo della complicità e  in sinergia con le donne combattere la violenza agita da altri uomini,  rieducandoli attraverso la costituzione di gruppi di mutuo-aiuto.&lt;br /&gt;Punto&lt;br /&gt;     Mentre si disegnava sui volti delle femministe una evidente soddisfazione, è piombata sulla prof.ssa l’esplicita accusa di  parzialità, per aver ignorato tutte le istanze emerse nel corso dei lavori difformi  dalla sua personale ideologia, già in precedenza delineata, la cui affermazione in quel contesto appariva criminale. E in ogni caso, attraverso il rapporteur che aveva l’obbligo di inoltrarli, sarebbero pervenuti  alla Ministra Bindi documenti scritti relativi all’intervento della Gesef,  oltreché una denuncia circa la malafede con cui la coordinatrice aveva riassunto la sessione tematica, peraltro interamente registrata. &lt;br /&gt;     Arriviamo così a sabato mattina&lt;br /&gt;Di fronte ad una platea di circa tre mila persona, dove in prima fila sedeva il gotha governativo (è arrivato anche il Presidente del Consiglio) e partitico, i rapporteur hanno iniziato a leggere le relazioni riassuntive.&lt;br /&gt;In sintesi:&lt;br /&gt;     Ripetuta infinite volte la parola famiglia, il concetto era però riferito non ad un soggetto unitario ma esclusivamente alle donne che, solo loro, si prendono cura di bambini, adolescenti, anziani, handicappati, giovani in cerca di lavoro e casa. Soluzioni  quindi prospettate per categorie: handicap, anziani, asili, accesso al lavoro per le donne, accesso a lavoro ed alla casa per i giovani onde facilitare la costruzione di nuove famiglie. Tese ad alleggerire le donne da così schiaccianti pesi, o quantomeno a monetarizzarn le  funzioni.&lt;br /&gt;     Nessun accenno al fatto che denatalità e scarsa attitudine a riprodursi dei giovani maschi possa imputarsi anche alle conseguenze della separazione. E che magari questi preferiscano subire  il ricatto morale – comunque controllabile - delle loro madri,  piuttosto che rischiare di subire – vita natural durante e senza difesa - quello economico e giudiziario del sistema che regola separazione ed affido dei figli che verranno. &lt;br /&gt;Senza  considerare la tendenza peggiorativa insita nei Dico, peraltro acclamatissimi. &lt;br /&gt;     Politiche per la famiglia colorate di rosa. La donna al centro di ogni discorso apologetico circa le sue funzioni di accudimento. Pertanto risorse convogliate per servizi di supporto esclusivamente in suo favore, con operatori affidabili (anche questi perlopiù in rosa)  necessariamente emancipati dalla condizione di  precariato. Oppure tassazione agevolata alle aziende purché facilitino orario flessibile e assolutamente rispettose dei  congedi parentali (con retribuzione al 70% anziché al 30%) e di maternità. &lt;br /&gt;Ebbene sono le donne che reggono il mondo.&lt;br /&gt;     Sorge spontanea una domanda: ma come hanno fatto le nostre nonne, e tutte le generazioni precedenti, a reggere il mondo con una caterva di bambini attaccati alle gonne, la fatica non flessibile nei campi e nelle filande, quando i servizi non esistevano, gli elettrodomestici erano fantascienza, gli emolumenti statali neppure una aspirazione e la depressione post-partum un lusso per rarissime privilegiate?  E i loro figli sono cresciuti perlopiù galantuomini.  Se paragonate all’attuale generazione femminile - così travagliata da infiniti  disagi e bisogni - quelle passate  avrebbero dovuto estinguersi da tempo. Eppure, dacché  si hanno statistiche anche rudimentali, il numero di vedove surclassa di gran lunga quello dei vedovi. Misteri di genere!  &lt;br /&gt;     Le donne, grazie alle quali il mondo tira avanti, aspirano ad impegnarsi anche nel lavoro esterno alla famiglia: purché  quel mondo si adeguai alle loro esigenze. Solo così – si è detto – potranno realizzarsi pienamente  senza penalizzare il tasso di natalità.  &lt;br /&gt;     Nessuno ha osato affermare che - preclusa la possibilità di occupare posizioni di potere - gran parte delle donne-madri è ben felice di starsene a casa quando qualcun altro è in grado di mantenerla adeguatamente. Difatti non si ha notizia di casalinghe contrapposte a mariti operai in miniera o negli altiforni, in nome di un paritetico diritto al lavoro.&lt;br /&gt;     Si utilizzano esclusivamente maternità o genitorialità. Padre e paternità aleggiano, ma restano innominati.&lt;br /&gt;Solo il  reddito è degno di  considerazione: si ipotizzano detrazioni fiscali da convogliare obbligatoriamente alla partner sotto forma di monetizzazione dei compiti di cura. Facendo finta di ignorare che  qualunque padre di famiglia monoreddito già mette nelle mani della partner (onére od onore?) l’intero stipendio per la gestione del ménage. Per contro, il fatto che un quarantacinquenne possa perdere il lavoro è  problema neppure sfiorato: donne con figli senza reddito sono già tutelate.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;     Separazione e divorzio: anch’esse parole innominate. Si parla di fragilità della famiglia, la cui soluzione viene prospettata con il rafforzamento della mediazione familiare. Il rapporteur ha ammesso che da una famiglia che si sfascia, ne escono due inevitabilmente impoverite: sembrava un saggio e promettente esordio. Sennonché  due frasi avanti ha concluso che, come avvenuto nella sua Regione, occorre istituire un fondo statale che versi alla madre separata il dovuto quando l’ex marito è inottemperante. Lo Stato si rifarà poi sul medesimo, intimorito, giacché avere a che fare con lo Stato esattore non è la stessa cosa che avere a che fare con una povera madre indifesa.&lt;br /&gt;     Arriva per ultimo il rapporto sulla violenza domestica. Eravamo preparati ad ascoltare la catastrofe come sintetizzata  dalla coordinatrice di sessione Isabella Merzagora Batsos, ed invece…..Nulla di tutto ciò è stato ufficializzato. Silenzio sul piagnisteo cui siamo abituati. Tutto è stato ridotto alla solitudine cui è lasciata la  neo mamma, ed alla conseguente angoscia matrice di tutte le violenze. Tra le righe: la violenza domestica più eclatante ed allarmante è quella perpetrata dalle madri depresse che sterminano i figli. Soluzione: deprecarizzare l’intervento delle strutture….. promuovere una evoluzione dei consultori….. (con) figure professionali chiare, volti concreti che ristabiliscano il dialogo, tengano aperta la relazione della famiglia con l’esterno e facciano maturare relazioni di fiducia. Non poteva mancare, comunque il rapido accenno al potenziamento dell’Osservatorio sulla Pedofilia. &lt;br /&gt;L’onda ideologica del femminismo radicale e guerrafondaio non è passata. Almeno ufficialmente. Ne auspichiamo la definitiva deriva. &lt;br /&gt;     La chicca finale: dove reperire i fondi per interventi così capillari alla famiglia, visto che sembra non essere più in grado di far fronte a nessuna delle sue funzioni? Semplice: inasprimento fiscale per i single. &lt;br /&gt;Sposati, divorziati, che siano padri o meno, anche da defunti (si pensi alle pensioni di reversibilità) gli uomini continueranno a pagare per tutti, senza ottenere nulla in cambio. Quando va bene&lt;br /&gt;     Una domanda inespressa affiora continuamente. &lt;br /&gt;Ci dica Ministro Bindi, un padre separato/divorziato  che ha con se i figli secondo tabelle prestampate  in vigore presso tutti i tribunali italiani: due weekend al mese, due pomeriggi a settimana, venti giorni d’estate, una settimana durante le vacanze natalizie, pasqua e compleanni ad anni alterni, è un single o una famiglia?&lt;br /&gt;Potrà usufruire del quoziente familiare riguardo ad utenze e tassazioni, oppure, oltre a mantenere due case i figli per intero e spesso anche la ex moglie,  verrà ulteriormente tartassato in quanto single?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Spavone - GESEF&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-8623167229469743036?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/8623167229469743036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=8623167229469743036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/8623167229469743036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/8623167229469743036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2007/07/conferenza-nazionale-sulla-famiglia.html' title='Conferenza Nazionale sulla Famiglia'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115923078061607382</id><published>2006-09-26T01:02:00.000+02:00</published><updated>2006-09-26T02:33:00.673+02:00</updated><title type='text'>Affidamento condiviso e pari genitorialità</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 0);"&gt;Affidamento condiviso e pari    genitorialità:&lt;br /&gt;  un'opportunità mancata?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Seminario Organizzato dal &lt;a href="http://www.dsg.unito.it/Ricerca/convegni_e_seminari.htm"&gt;Dipartimento di Scienze Giuridiche&lt;/a&gt; e il    &lt;a href="http://hal9000.cisi.unito.it/wf/CENTRI_E_L/C-I-R-S-De/"&gt;CIRSDe&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;   Torino, 25 settembre 2006, ore 16.00&lt;br /&gt;  Dipartimento di Scienze Giuridiche&lt;br /&gt;  Via S. Ottavio n. 54 - Torino&lt;br /&gt;  Sala 3, I piano&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;  Relatori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="570"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;         &lt;td width="13"&gt;&lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="1" width="13" /&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td colspan="2" bgcolor="#f7f3f7" valign="top" width="557"&gt;       &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;        &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;         &lt;td valign="top"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="2" cellspacing="2" width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;   &lt;td class="cv_text"&gt;   &lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/delboca.jpg" name="image1" alt="" align="left" border="1" height="82" hspace="4" vspace="0" width="82" /&gt;   &lt;strong&gt;Daniela Del Boca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniela Del Boca ha conseguito il Phd all'University di Wisconsin-Madison; e' Professore di Economia Politica presso l' Universita di Torino e Visiting professor a New York University. E' stata consulente dell'OCSE, del' European Commission e dell'ISFOl. E' Direttore del &lt;a set="yes" href="http://www.child-centre.it/"&gt;Centro CHILD&lt;/a&gt;. Fa parte della &lt;a href="http://www.lavoce.info/chisiamo/index.php?action=26"&gt;redazione di &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/chisiamo/index.php?action=26"&gt;www.lavoce.info&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si occupa di tematiche che riguardano di economia della famiglia e del lavoro con particolare attenzione al ruolo delle istituzioni. &lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;  &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt;        &lt;/tr&gt;        &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;!-- Fine Tabella Curriculum --&gt;                &lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="10" width="1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="570"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;         &lt;td width="13"&gt;&lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="1" width="13" /&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td colspan="2" bgcolor="#f7f3f7" valign="top" width="557"&gt;       &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;        &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;         &lt;td valign="top"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="2" cellspacing="2" width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;   &lt;td class="cv_text"&gt;   &lt;img src="http://www.lavoce.info/authors/images/saraceno.jpg" name="image1" alt="" align="left" border="1" height="82" hspace="4" vspace="0" width="82" /&gt; &lt;strong&gt;Chiara Saraceno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiara Saraceno è professore ordinario di Sociologia della famiglia presso la facoltà di Scienze politiche di Torino, dove insegna anche sistemi sociali comparati. Coordina il dottorato di ricerca sociale comparata e presiede il Centro interdisciplinare di studi delle donne di quella università (&lt;a href="http://hal9000.cisi.unito.it/wf/CENTRI_E_L/C-I-R-S-De/"&gt;CIRSDe&lt;/a&gt;). Per diversi anni ha fatto parte della Commissione di Indagine sulla Povertà e l'esclusione sociale presso la Presidenza del Consiglio e dal 1999 al 2001 ne è stata la presidente Ha rappresentato l’Italia in diversi organismi internazionali. Le sue ricerche, spesso di tipo storico-comparativo, riguardano le trasformazioni della famiglia, le politiche sociali, i mutamenti nei comportamenti delle donne e nei ruoli di genere, la povertà.  &lt;a href="http://www.lavoce.info/authors/view.php?id=43&amp;cms_pk=2195&amp;amp;from=index&amp;aut_pk=53"&gt;Collabora alla redazione di &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/authors/view.php?id=43&amp;amp;cms_pk=2195&amp;amp;from=index&amp;aut_pk=53"&gt;www.lavoce.info&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;  &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt;        &lt;/tr&gt;        &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;!-- Fine Tabella Curriculum --&gt;                &lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="10" width="1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="570"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;         &lt;td width="13"&gt;&lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="1" width="13" /&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td colspan="2" bgcolor="#f7f3f7" valign="top" width="557"&gt;       &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;        &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;         &lt;td valign="top"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="2" cellspacing="2" width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;   &lt;td class="cv_text"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leonardo Lenti&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Leonardo Lenti e' direttore del &lt;a href="http://www.dsg.unito.it/"&gt;dipartimento di Scienze Giuridiche&lt;/a&gt; dell'Universita' di Torino, Professore  e autore di &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/goto/author_Lenti+Leonardo/shelf_BIT/p_2/Lenti_Leonardo.html"&gt;testi sul Diritto Civile,&lt;/a&gt; si e' recentemente occupato del &lt;a href="http://www.aiaf-avvocati.it/a_doc/editoriali/rivista/2004/q2/2004_q2_pisani.pdf#search=%22leonardo%20lenti%22"&gt;disegno di legge per la modifica degli art. 336 e 337&lt;/a&gt; relativi ai processi minorili sulla potesta' parentale, avendo &lt;a href="http://www.minoriefamiglia.it/stampa.asp?id=366"&gt;pubblicato per &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.minoriefamiglia.it/stampa.asp?id=366"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;AIMMF&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.minoriefamiglia.it/stampa.asp?id=366"&gt;:&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;br /&gt;Dazione di sperma e disconoscimento del figlio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i style=""&gt;L’accesso alla conoscenza delle proprie origini genetiche nella prospettiva legislativa&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/authors/view.php?id=43&amp;cms_pk=2195&amp;amp;amp;from=index&amp;aut_pk=53"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;  &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt;        &lt;/tr&gt;        &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;!-- Fine Tabella Curriculum --&gt;                &lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="10" width="1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="570"&gt; &lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;         &lt;td width="13"&gt;&lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="1" width="13" /&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td colspan="2" bgcolor="#f7f3f7" valign="top" width="557"&gt;       &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;        &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;         &lt;td valign="top"&gt;  &lt;table border="0" cellpadding="2" cellspacing="2" width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;   &lt;td class="cv_text"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maria Cristina Bruno Voena&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Maria Cristina Bruno Voena &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e' iscritta dal 1981 all’Albo degli Avvocati di Torino, esercita la professione forense. Avvocato civilista, esperta di diritto di famiglia e dei minori, si occupa prevalentemente della difesa tecnica dei coniugi in conflitto, con particolare riguardo ai casi di violenza domestica e di maltrattamento all’infanzia. E’ consulente legale del Centro Studi sui problemi dell'età evolutiva Hansel e Gretel di Torino, dell'Associazione nazionale per &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm-cong/2001/hansel-to.htm"&gt;l'ascolto e la prevenzione del disagio minorile&lt;/a&gt; "RIS-Rompere il silenzio", nonché presso Telefono Rosa di Torino. Collaboratrice de www.lavoce.info ha pubblicato con Daniela Del Boca una &lt;a href="http://www.grillini.it/show.php?2201"&gt;riflessione sul progetto di legge Grillini&lt;/a&gt; sui PACS.&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;  &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/td&gt;        &lt;/tr&gt;        &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;      &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt;    &lt;!-- Fine Tabella Curriculum --&gt;                &lt;img src="http://www.lavoce.info/images/skins/base/it/trasp.gif" alt="" border="0" height="10" width="1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Coordina:&lt;br /&gt;  Manuela Naldini (CIRSDe Università di Torino)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.dsg.unito.it/Ricerca/060925locandina2_def.pdf"&gt;La locandina&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115923078061607382?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115923078061607382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115923078061607382' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115923078061607382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115923078061607382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/09/affidamento-condiviso-e-pari.html' title='Affidamento condiviso e pari genitorialità'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115828197908386614</id><published>2006-09-15T02:04:00.000+02:00</published><updated>2006-09-15T04:38:55.456+02:00</updated><title type='text'>(PAS):psicopatologia e abuso dell’affidamento</title><content type='html'>Si ringraziano la rivista “LINK” e l’autore per la gentile concessione a ripubblicare l’articolo&lt;br /&gt;LINK – Rivista scientifica di psicologia, n. 8, gennaio 2006, pp. 6-18&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;La sindrome di alienazione genitoriale (PAS):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;psicopatologia e abuso dell’affidamento nelle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;separazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Interventi di confine tra psicologia e giustizia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;The parental alienation syndrome (PAS):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;psychopathology and abuse of custody in separation.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;Borderline interventions between psychology and justice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;MARIO ANDREA SALLUZZO&lt;br /&gt;Psicologo, psicoterapeuta del Dipartimento di Salute Mentale ASL RM D&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassunto: La Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS), descritta da Richard Gardner a partire dagli anni ottanta, è un disturbo psicopatologico - e al tempo stesso un abuso emotivo - che colpisce i figli, solitamente in un’età compresa tra i 7 e i 14/15 anni, al momento della separazione. La PAS è dovuta a due fattori concomitanti. Il primo è la programmazione o indottrinamento di un genitore - definito come “alienante” – ai danni dell’altro. Il secondo fattore, che costituisce la principale manifestazione della PAS, è l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allineamento dei figli col genitore alienante&lt;/span&gt;. Questi sono personalmente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;coinvolti in una campagna di denigrazione&lt;/span&gt; – che non ha giustificazione, e non è sostenuta da elementi realistici - nei confronti dell’altro genitore (il genitore alienato), che viene odiato fino ad essere escluso dalla loro vita. Gardner descrive tre tipi di PAS: lieve, moderato e grave; otto sintomi principali e quattro criteri diagnostici aggiuntivi. Per un intervento terapeutico è necessario che gli operatori della giustizia e gli psico-professionisti lavorino in sinergia. Solo una chiara e rapida azione giudiziale, mirata a scoraggiare qualsiasi tentativo di sabotaggio da parte del genitore alienante, può garantire un buon margine di successo ad interventi psicoterapeutici o di mediazione familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abstract: The Parental Alienation Syndrome (PAS), described by Richard Gardner since the eighties, is a psychopathological disorder - and at the same time an emotional abuse - that strikes the children, usually in the period between 7 and 14/15 years, during the separation. The PAS is due to two concomitant factors. The first one is the programming or indoctrination by one parent - defined as "alienating" - against the other. The second factor, that represents the principal PAS manifestation, is the alignment of the children with the alienating parent. The children are personally involved in a campaign of denigration - that has no justification, and is not sustained by realistic elements - towards the other parent (the alienated parent) who is hated so much to be excluded from their life. Gardner describes three types of PAS: mild, moderate and severe; eight primary symptoms and four additional diagnostic criteria. For a therapeutic intervention it is necessary that the justice operators and the psycho-professionals work in synergy. Only a clear and swift judicial action, aimed to discourage any attempt of sabotage by the alienating parent, can guarantee a good margin of success for psychotherapeutic or family mediation interventions.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole chiave: separazione-divorzio conflittuale, affidamento, abuso emotivo, mediazione familiare, bigenitorialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Key words: conflictual separation-divorce, custody, emotional abuse, family mediation, biparentality.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svolgendo da più di dieci anni l’attività di psicologo nei servizi pubblici di salute mentale, ho potuto assistere alla graduale ma consistente crescita delle richieste di trattamenti psichiatrici da parte di coloro che si trovano coinvolti in eventi stressanti come l’interruzione o la radicale modificazione dei rapporti familiari. Cessazioni di convivenza, separazioni e divorzi costituiscono eventi sempre più frequenti nella nostra società, e le famiglie sono sottoposte a traumatiche&lt;br /&gt;destrutturazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS – Parental Alienation Sindrome) è un disturbo dell’età evolutiva che nella realtà statunitense venne rilevato fin dagli anni ottanta. Quando la separazione dà luogo ad aspri conflitti, ognuno degli ex coniugi - convinto di aver ragione - rischia di coinvolgere i figli in una sorta di “gara di lealtà” (Byrne, 1989) disorientandoli e costringendoli ad un’innaturale scelta forzata. I genitori trattano i figli come propri confidenti ed attuano comportamenti che hanno lo scopo di separarli dall’altro genitore e di cementarli a sé. Wallerstein e Kelly (1980) definirono tale fenomeno, da loro rilevato in soggetti di età tra i 9 e i 12 anni, anche in presenza di buoni rapporti genitore-figlio prima della separazione, come “allineamento del minore con un genitore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jacobs (1988) definì come “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Complesso di Medea&lt;/span&gt;” il comportamento materno finalizzato alla distruzione del rapporto tra padre e figli dopo le separazioni conflittuali. In questo caso, le madri invece di uccidere i loro figli per vendetta contro i mariti, come accade nella tragedia di Euripide - in cui Medea uccide i figlioletti per privare il marito che l’ha ripudiata delle gioie di essere padre - piuttosto tentano di “uccidere” il legame padre-figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla stessa scia si pongono i contributi di Turkat (1995, 1999) sulla “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sindrome della Madre Malevola/Genitore Malevolo&lt;/span&gt;”, secondo cui, dopo la cessazione del rapporto coniugale, il genitore, pur rimanendo esente da altre psicopatologie accertabili, e mantenendo coi figli – almeno in apparenza – un efficace rapporto di accudimento, tuttavia esercita nei confronti dell’ex coniuge un comportamento lesivo, teso soprattutto ad impedirgli un normale ed affettuoso rapporto coi figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alterazione della condotta può comprendere sia veri e propri gesti criminali, oppure può trasformarsi in un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;eccesso di azioni legali con cui impedire all’altro genitore il rapporto coi figli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’intento di questo scritto non è quello di riassumere la vasta letteratura ed il dibattito sulla conflittualità patologica dell’affidamento dei figli dopo le separazioni. Per questo si rimanda il lettore alla bibliografia. L’intento di questo scritto è quello di mettere a fuoco una patologia psichica, gli abusi connessi, esporne la teoria, i criteri diagnostici, e i metodi psicoterapeutici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizierò con alcuni esempi clinici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caso n. 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Maria aveva circa 25 anni quando si rivolse al nostro servizio. I suoi genitori si separarono dopo circa cinque anni di matrimonio, quando la paziente aveva un anno e mezzo. Maria ha una sorella maggiore più grande di due anni. Fino all’età di 18 anni, Maria rifiutò quasi del tutto le frequentazioni col padre. Adesso, da 5 anni, vive con lui, ma non riesce ad organizzare la propria vita. Incostante, tanto nella scelta degli studi universitari, che nella vita sentimentale.&lt;br /&gt;Dopo una fase di valutazione iniziale decidiamo di iniziare la psicoterapia, ma, dopo pochi mesi, Maria si innamora e sparisce.&lt;br /&gt;Torna dopo più di un anno. Due ostacoli l’hanno colta di sorpresa nella sua vita. Il primo è la sua difficoltà ad ultimare il tirocinio universitario, a causa delle troppe problematiche psicologiche irrisolte. Il secondo è la fine – dopo circa un anno - della convivenza con Antonio, il suo fidanzato.&lt;br /&gt;Riprendiamo i colloqui, anche se la sua tendenza ad agire mi fa temere il rischio di ulteriori interruzioni della psicoterapia.&lt;br /&gt;Dopo circa tre mesi, Maria riesce ad esprimere in seduta il suo disagio, creando spontaneamente importanti collegamenti tra passato e presente.&lt;br /&gt;“Mia madre assomiglia molto ad Antonio, perché riesce sempre a passare per vittima e a far sentire in colpa gli altri. Sono gli altri che sono colpevoli delle sue disgrazie”.&lt;br /&gt;E prosegue parlando dei contrasti tra la sorella maggiore e la madre. Alla fine la sorella era andata via di casa:&lt;br /&gt;“Mia madre era convinta che mia sorella se ne fosse andata via di casa perché mio padre le aveva fatto il lavaggio del cervello”.&lt;br /&gt;Maria procede liberamente, tornando a parlare della convivenza fallita col fidanzato, ricollegandola al rapporto con la madre:&lt;br /&gt;“Quando ho lasciato A. ho pensato: ho vissuto un esperienza con una persona che ti porta a fondo come mamma, e, pur avendola vissuta, come ho fatto ad essere così stupida da ricascarci di nuovo? Ero così convinta che tutte le cose che lui mi diceva fossero giuste e che io dovessi impararle. Intuivo che le cose non andavano bene, però non riuscivo a prendere una decisione […]&lt;br /&gt;Anche con mia madre sentivo di non capire le cose e mi fidavo di lei. Quando mia madre diceva che mio padre manipolava mia sorella, non avevo la maturità di capire che erano i loro litigi a farle dire questo. La realtà in cui vivevo era tutta nebulosa: arrivai a pensare le stesse cose che pensava mia madre”.&lt;br /&gt;Maria non ha mai utilizzato il padre come riferimento genitoriale. Non ne ha mai avuto la possibilità. La paziente spiega che in questi ultimi mesi sta avvenendo una sorta di imprevisto recupero:&lt;br /&gt;“Già gli volevo bene a mio padre, ma il fallimento del rapporto con A. mi ha permesso di riavvicinarmi intimamente a mio padre. Lui pensava che fossi matura. Quando gli ho confessato i miei bisogni, ha dato prova di essere un buon genitore … c’avevo rinunciato a mio padre. Anche negli ultimi sei anni pensavo che ormai il nostro rapporto fosse destinato a rimanere superficiale.&lt;br /&gt;Avere scoperto che c’era qualcuno che mi proteggeva come un padre mi ha dato la forza di lasciare A.” Maria continua, oscillando sempre tra passato e presente:&lt;br /&gt;“Adesso mia madre la sento soltanto, ma quando la sento mi viene il magone … la vedo vuota … la vedo come A. … ha sempre i suoi problemi davanti … come se avesse sempre i fantasmi del passato. E’ come se ce l’avessi con lei perché mi ha tenuto nascosto mio padre per tanti anni … ma poi mi fa anche pena … è debole, fa la vittima. Non la sopporto certe volte, come prima non sopportavo papà e mia sorella ...”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caso n. 2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giorgia aveva circa 30 anni quando si rivolse al nostro servizio a causa di una crisi depressiva, insorta alla vigilia delle nozze. Quando aveva 13 anni i suoi genitori si separarono, e lei e il fratello maschio, più piccolo di un anno e mezzo, vennero affidati alla madre. La madre era ed è saldamente legata alla sua famiglia d’origine: lei e la sorella, insieme, sono imbattibili. Già prima della separazione, il padre di Giorgia era oggetto di scherno, dapprima scherzoso, ma via, via sempre più pesante. Alla fine il “pappamolla” si trovò un’altra donna. Giorgia e il fratello, che&lt;br /&gt;avevano avuto sempre rapporti teneri e affettuosi col padre, si trovarono a dover fronteggiare una campagna di denigrazione formidabile scagliata contro di lui. Il ragazzo reagisce positivamente e riesce a mantenere buoni rapporti col padre. Giorgia, invece, si schiera fedelmente con la madre ed il resto della famiglia nell’accusare il padre di essere colpevole della distruzione familiare. Alla fine il “pappamolla” si risente di questo atteggiamento e rinuncia a proseguire la frequentazione con la figlia. Con il figlio, invece, continuano a incontrarsi, sia pure saltuariamente.&lt;br /&gt;In apparenza sembra non esserci alcun problema per Giorgia, a parte il tono depressivo che sembra caratterizzare il comportamento, sia suo, che della madre. Ma alla vigilia delle nozze Giorgia cade in crisi e presagisce la fine della sua esistenza. Minaccia propositi suicidari. Il matrimonio sembra destinato al fallimento. Lo psichiatra prescrive una terapia farmacologica per contenere la fase acuta del disturbo della paziente, anche se confida maggiormente, come fattore terapeutico, nella ripresa di rapporti tra padre e figlia. Anche se la madre di Giorgia e la sorella non comprendono quale giovamento possa portare alla vita della figlia il riavvicinamento al “pappamolla”, tuttavia i rapporti riprendono. Alla fine, il padre parteciperà perfino al matrimonio della figlia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caso n. 3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oliverio Ferraris (2005) riporta l’intervista di una ragazza, ormai adulta, figlia di separati: “Pur di vincere mia madre si era inventata una serie di bugie su mio padre, sui torti che le aveva fatto e su come ci trattava quando andavamo da lui. Mi ricorderò sempre l’espressione di trionfo con cui lo fulminò, quando in tribunale il giudice le dette ragione. Il suo obiettivo non era il mio benessere, come diceva, ma il desiderio di umiliare mio padre” (pag. 94).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caso n. 4&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sandra è una ragazza di 15 anni che vive nel contesto di un aspro conflitto familiare dopo la separazione. La conflittualità non risolta rende impossibile al padre di partecipare alla vita della figlia, che è affidata alla madre. Questa, spalleggiata dai suoi parenti, ha accusato l’ex marito di aver commesso maltrattamenti sia su Sandra che su di lei; maltrattamenti che, in realtà, non sono mai avvenuti. Sono diversi anni che gli viene impedito di vedere la figlia. Ella, schierata con la madre e i parenti, ha reso dichiarazioni accusatorie contro il padre.&lt;br /&gt;Nonostante ciò, il padre insiste nel tentativo di riavvicinarsi a Sandra, anche sapendo di correre il rischio di esporsi ad ulteriori false accuse. La ragazza minaccia il padre quando viene a cercarla:&lt;br /&gt;“Se non la smetti di venire a cercarmi, alla prossima udienza andrò dal giudice a dire che tu sei voluto entrare in casa con la forza e hai preso mamma a parolacce, e sai bene che il giudice crederà a me e non a te”.&lt;br /&gt;La ragazza scriverà al giudice una lettera piena di false dichiarazioni. Nonostante il padre si prodighi producendo a propria discolpa un elenco di testimoni e le loro dichiarazioni, tuttavia, subirà un decreto di limitazione della potestà genitoriale e verrà condannato penalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caso n. 5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Emanuele ha circa 40 anni quando esplode la sua crisi matrimoniale. Di fronte alla sua presa di posizione, la moglie gli dice a brutto muso: “Ah, è così, allora adesso esco, vado dai servizi sociali e ti distruggo”. La donna, dopo qualche giorno, sparisce insieme ai due figli di 8 e 12 anni.&lt;br /&gt;Emanuele venne accusato di maltrattare i figli. Da allora può vederli solo attraverso incontri protetti. I figli però manifestano sempre più avversione nei suoi confronti, adducendo a pretesto motivazioni assurde che prima della crisi matrimoniale non avevano mai espresso. I rapporti coi figli non riprendono regolarmente. Ma dopo circa due anni dalla separazione l’ex moglie muore in un incidente stradale. Improvvisamente i figli cambiano atteggiamento nei confronti di Emanuele: sono tornati ad essere i figli affettuosi di un tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Definizione di PAS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1985, Richard Gardner, psichiatra infantile e forense, membro del Dipartimento di Psichiatria Infantile della Columbia University di New York, coniò il termine “Parental Alienation Syndrome” (PAS) - tradotto in italiano da alcuni autori (Buzzi, 1997; Gulotta, 1998) col termine “Sindrome di Alienazione Genitoriale” - per designare il disturbo psicopatologico dei soggetti in età evolutiva, frequentemente un’età compresa tra i 7 e i 14/15 anni (1985, 1998b), che costituisce la “risposta distintiva” del sistema familiare sottoposto al trauma della separazione. La PAS è dovuta a due fattori concomitanti. Il primo è la “programmazione” o “indottrinamento” di un genitore – che è afflitto da odio patologico - ai danni dell’altro; comportamento definito come “alienante”. Il secondo fattore, che costituisce la principale manifestazione della PAS, è l’allineamento col genitore più amato (il genitore programmante, che fa il lavaggio del cervello, o che induce la PAS) da parte dei figli, i quali si dimostrano personalmente coinvolti in una campagna di denigrazione – che non ha giustificazione, né è sostenuta da elementi realistici - nei confronti dell’altro genitore, che viene “odiato” (il genitore alienato, denigrato, la vittima, o il bersaglio). La finalità è quella di escluderlo dalla loro vita. Le madri sono genitori alienanti molto più frequentemente di quanto lo siano i padri. Naturalmente è fondamentale il ruolo svolto anche da tutti coloro, familiari e non, che si schierano dalla parte del genitore alienante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre tipi di PAS sono stati descritti da Gardner: lieve, moderato e grave (si veda Tav. 1). Nel&lt;br /&gt;tipo lieve, l'avversione é relativamente superficiale ed i figli collaborano alle visite col genitore&lt;br /&gt;denigrato, ma sono a tratti ipercritici e di cattivo umore. Nel tipo moderato, l'alienazione é più&lt;br /&gt;profonda: i figli sono più aggressivi ed irrispettosi, e la campagna di denigrazione può essere quasi continua. Nel tipo grave, le visite al genitore alienato possono essere impedite da vissuti e intense manifestazioni di persecuzione/ostilità da parte dei figli, che possono spingerli a commettere azioni dirette a provocare dispiaceri o violenza fisica al genitore odiato. La gravità della PAS non dipende dall’intensità dell’indottrinamento impartito dal genitore alienante, bensì dal successo che ottiene da parte dei figli. Di conseguenza, è dal personale contributo dei figli alla campagna di denigrazione che deriva la gravità della sindrome, e non dal livello di impegno profuso dal genitore più amato nell’indottrinamento. Gli otto sintomi primari della PAS, riscontrabili nei figli, hanno lo scopo di rafforzare e vitalizzare quanto più è possibile il legame patologico col genitore alienante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sintomi principali della PAS e loro implicazioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Campagna di denigrazione&lt;/span&gt;: i figli evidenziano astio nei confronti del genitore alienato in maniera continua e insistente.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Razionalizzazioni deboli&lt;/span&gt;, superficiali e assurde per giustificare il biasimo: i figli riferiscono giustificazioni irrazionali e spesso risibili per spiegare il loro rifiuto del genitore odiato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mancanza di ambivalenza&lt;/span&gt;: i figli mostrano una minima, se non nessuna, ambivalenza nella loro ostilità per il genitore-bersaglio, il quale è sempre considerato totalmente negativo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il fenomeno del pensatore indipendente&lt;/span&gt;: i figli affermano orgogliosamente che i loro sentimenti di avversione verso il genitore odiato, e le ideazioni relative, provengono da loro stessi e non dal genitore alienante.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Appoggio automatico al genitore alienante&lt;/span&gt;: i figli accettano come valide unicamente le asserzioni del genitore amato, a danno di quelle del genitore odiato, prima ancora di averle ascoltate o comprese.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Assenza di senso di colpa&lt;/span&gt;: i figli non mostrano empatia per la sofferenza del genitore alienato, che si permettono di bersagliare impietosamente con una crudeltà quasi psicopatica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scenari presi a prestito&lt;/span&gt;: i figli utilizzano termini o frasi solitamente estranee al repertorio dei ragazzi della loro età e di cui possono anche non conoscere esattamente il significato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Estensione dell’ostilità alla famiglia&lt;/span&gt; allargata ed agli amici del genitore alienato.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tavola 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Diagnosi differenziale dei tre tipi di Sindrome di Alienazione Genitoriale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table style="page-break-inside: avoid; color: rgb(0, 0, 0);" border="1" cellpadding="4" cellspacing="0" width="100%"&gt;  &lt;col width="64*"&gt;  &lt;col width="64*"&gt;  &lt;col width="64*"&gt;  &lt;col width="64*"&gt;  &lt;thead&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td  width="25%" style="font-family:arial;"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Manifestazioni&lt;br /&gt;sintomatiche     principali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td  width="25%" style="font-family:arial;"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Lieve&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td  width="25%" style="font-family:arial;"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Moderato&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td  width="25%" style="font-family:arial;"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Grave&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;  &lt;/thead&gt;  &lt;tbody&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Campagna di     denigrazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Minima&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Moderata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Formidabile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Razionalizzazioni     deboli superficiali o assurde per il biasimo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Minime&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Moderate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Razionalizzazioni&lt;br /&gt;assurde multiple&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mancanza di     ambivalenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Normale     ambivalenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Assenza     di&lt;br /&gt;ambivalenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Assenza     di&lt;br /&gt;ambivalenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fenomeno     del pensatore&lt;br /&gt;indipendente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Abitualmente&lt;br /&gt;assente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;     &lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sostegno     automatico al&lt;br /&gt;genitore     alienante nel&lt;br /&gt;conflitto     genitoriale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Minimo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Assenza di senso     di colpa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;     &lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Normale senso di     colpa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Senso     di colpa&lt;br /&gt;da     minimo a&lt;br /&gt;assente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Assenza     di senso&lt;br /&gt;di colpa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Scenari presi a     prestito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Minimi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Estensione     dell’animosità alla&lt;br /&gt;famiglia     allargata del&lt;br /&gt;genitore     alienante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Minima&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Formidabile,&lt;br /&gt;spesso estrema&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Difficoltà     di transizione al momento delle     visite&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Abitualmente&lt;br /&gt;assenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Moderate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Formidabili     o visite non possibili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Comportamento&lt;br /&gt;durante le visite&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Buono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Antagonistico&lt;br /&gt;e     provocatorio&lt;br /&gt;a intermittenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;                         &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Visite     assenti o&lt;br /&gt;comportamento&lt;br /&gt;distruttivo     e&lt;br /&gt;continuamente&lt;br /&gt;provocatorio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Legame con     l’alienatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;     &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Solido, sano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Forte,     da&lt;br /&gt;lievemente     a&lt;br /&gt;moderatamente     patologico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;                    &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Legame&lt;br /&gt;gravemente&lt;br /&gt;patologico,&lt;br /&gt;spesso paranoide&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td width="25%"&gt;          &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Legame     con il genitore&lt;br /&gt;alienato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Forte,     sano o&lt;br /&gt;minimamente&lt;br /&gt;patologico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Forte,     sano o&lt;br /&gt;minimamente&lt;br /&gt;patologico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td width="25%"&gt;               &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Forte,     sano o&lt;br /&gt;minimamente&lt;br /&gt;patologico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;  &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;  &lt;/p&gt;Tratto da Gardner (1999b)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre agli otto sintomi primari della PAS, Gardner ha successivamente aggiunto (si veda tav. 1) altri quattro criteri diagnostici (1998a e b; 1999b):&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Difficoltà di transizione&lt;/span&gt;: nel momento in cui il figlio deve separarsi dal genitore alienante per trascorrere il periodo di visita con l’altro genitore.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Comportamento &lt;/span&gt;durante le visite presso il genitore denigrato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il legame col genitore alienante.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il legame col genitore alienato prima che intervenisse il processo di alienazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Il genitore alienante (Gardner, 2002b) invece di contestare ai figli l’assurdità delle loro affermazioni, ne “rispetta” i sentimenti e ne tollera le ripetute esibizioni di maleducazione e diffamazione. Ne risulta un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;atteggiamento adultomorfico dei figli&lt;/span&gt;, che li fa sentire come se si fossero rapidamente elevati a rango di eroici adulti, e col quale essi possono far colpo sui coetanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facendo le debite distinzioni, tale fenomeno ha delle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;analogie con quello del bullismo&lt;/span&gt; (Olweus, 1996). Il bullo compie azioni che mirano a dominare, danneggiare, abusare, offendere, minacciare vittime innocenti che sono incapaci di difendersi. Tale comportamento trova origine sia nell’istigazione da parte di adulti che influenzano i ragazzi in tal senso, sia nell’imitazione di un&lt;br /&gt;comportamento di altri, sia coetanei che adulti, percepito come vincente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò è dovuto al fatto che, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;appoggiando automaticamente il genitore alienante, percepito come il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;più potente dei due, i figli sentono di acquisire potere,&lt;/span&gt; perché si mettono al sicuro dal non subire punizioni e di non fare la stessa fine del genitore vittimizzato, ricalcando il classico schema del meccanismo di difesa, descritto da Anna Freud nel 1936, dell’identificazione con l’aggressore. Se dimostrassero affetto al genitore bersaglio, essi stessi correrebbero il rischio di ritorsioni, quanto meno la perdita dell’affetto del genitore alienante (Montecchi, 1994).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vedremo più oltre, vi sono anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;diversi punti di convergenza tra la dinamica della PAS e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quella del mobbing&lt;/span&gt; (Giordano, 2004). Nonostante la maggior parte dei genitori bersagliati dalla PAS non facciano granché per meritarsi le sofferenze che vengono loro inflitte dai figli, tuttavia, una minoranza di loro, con la passività, contribuisce al consolidamento della PAS. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Essendo senza difesa, denigrati, derisi ed ignorati impunemente, i genitori alienati diventano delle vittime ideali. Finiscono con l’aver paura ad intraprendere qualunque azione&lt;/span&gt;, divenendo così, agli occhi dei figli, genitori delegittimati (Rowles).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente, il genitore bersaglio ha avuto un rapporto affettuoso coi figli, o una minima carenza nelle sue capacità genitoriali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il marchio caratteristico della PAS è l'esagerazione di difetti marginali e di minime mancanze.&lt;/span&gt; Alla denigrazione, qualora non sia stata sufficiente a spezzare il legame affettivo tra il genitore bersaglio e i figli, si possono aggiungere anche le false dichiarazioni o le denunce (anche di abusi sessuali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza dimostra che, qualora venga meno l’influenzamento dei figli da parte del genitore alienante, se il rapporto col genitore alienato, in precedenza, era solido, e non è trascorso molto tempo, i sintomi della PAS svaniscono. Il tempo inoltre, è un elemento a favore del consolidamento della sindrome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Abuso, categorie diagnostiche ed effetti della PAS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Secondo Gardner, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la PAS costituisce una forma di abuso emotivo&lt;/span&gt; (emotional abuse) (1998b; 1999a) che si pone all'inizio di una cascata di eventi psichici che ha solo l'origine nel trauma dell’esposizione continuata dei figli al genitore indottrinante, il quale gli trasmette un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vissuto di minaccia incombente per l’avvicinarsi dell’altro genitore&lt;/span&gt;, nonché il suo odio patologico. In seguito, così come accade per altre forme di abuso, si sviluppano nei figli - proprio per difendersi dal trauma – diversi meccanismi di difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come evidenziato da Burgess (1987), &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la ripetuta esposizione ad esperienze di abuso&lt;/span&gt; in età evolutiva - atti prima subiti e poi fatti subire - può determinare l'attivazione di alcuni &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;meccanismi difensivi propri della patologia borderline: l'onnipotenza, la svalutazione e la dissociazione. &lt;/span&gt;Affinché l’esperienza dell’abuso possa avvenire, è necessario il meccanismo del diniego, cioè la negazione, della propria vulnerabilità. Solo in seguito si attiverebbe il meccanismo dell'identificazione con l'aggressore, attraverso il quale i ragazzi possono percepire un iniziale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sentimento di onnipotenza, di potere sull'altro che viene quindi svalutato ed oggettivizzato&lt;/span&gt;. Per impedire che sentimenti di identificazione con il soggetto aggredito o sottomesso, sentimenti di dolore e vissuti di colpa vengano ad emergere, ai soggetti coinvolti in abusi occorre un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;alto livello di dissociazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia ben inteso che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;anche il genitore alienato subisce un abuso emotivo&lt;/span&gt;: l’odio del suo ex partner si materializza come vendetta compiuta per mano dei figli; al punto che Gardner (2002b) descrive la sua terribile sofferenza paragonandola ad uno “stato di morte vivente” (state of living death).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tra gli effetti - sia a breve che a lungo termine - sui figli, si sono riscontrati&lt;/span&gt; (Gulotta, 1998): aggressività, tendenza all’acting-out, egocentrismo, futuro carattere manipolatorio e/o materialistico, comportamenti autodistruttivi, ossessivo-compulsivi e dipendenti, narcisismo; falso sé, disturbi psicosomatici, alimentari, relazionali, scolastici e dell’identità sessuale; eccesso di razionalizzazione, confusione emotiva o intellettiva, bassa autostima, depressione, fobie, regressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Gardner elenca un ventaglio di alterazioni psicopatologiche che possono colpire i figli, e che vanno dalla mancanza di rispetto per le autorità, al narcisismo, all’indebolimento delle capacità empatiche, fino a giungere alla compromissione dell’esame di realtà, e alla paranoia. Sia per i genitori alienanti che per i figli possono diagnosticarsi (DSM IV, 1994; Gardner, 2002a) il Disturbo Psicotico Condiviso (folie à deux) o il Problema Relazionale Genitore-Bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre, per il genitore alienante, sono riscontrabili il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Disturbo Delirante&lt;/span&gt;, in particolare quello Tipo di Persecuzione, o i Disturbi di Personalità &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paranoide, Narcistico e Borderline&lt;/span&gt;. Per i figli, invece, sono riscontrabili i Disturbi della Condotta, o d’Ansia di Separazione, o Dissociativo NAS, oppure tutti i tipi di Disturbi dell’Adattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché ciascun tipo di PAS (lieve, moderato o grave) richiede approcci giuridici e terapeutici differenti, é importante che venga condotta un'appropriata valutazione diagnostica preliminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Distinzione della PAS dall’abuso realmente commesso dal genitore rifiutato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ di fondamentale importanza riuscire a diagnosticare i casi di PAS da altri apparentemente simili (Gardner, 1999a), perché, qualora ci si trovasse in presenza di abuso o incuria realmente commesso dal genitore accusato e rifiutato, la diagnosi di PAS non sarebbe applicabile. Allora, i genitori incolpati ingiustamente di indurre la PAS potrebbero ben difendersi sostenendo che la disapprovazione dei figli è giustificata da reali maltrattamenti commessi dal genitore ripudiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gardner fornisce un lungo elenco di criteri - relativi ai sintomi dei figli e ai modelli comportamentali, la storia familiare e la patologia dei genitori - in base ai quali poter fare questa distinzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sintomi dei figli, in caso di abuso realmente subito dal genitore rifiutato, rientrano solitamente nell’area del Disturbo Post-traumatico da Stress (DSM IV, 1994), e difficilmente mostrano qualcuno degli otto sintomi tipici della PAS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Modelli comportamentali dei genitori.&lt;/span&gt; Solitamente, i genitori alienanti sono poco collaborativi nel sottoporsi a valutazioni, poco attendibili nei loro resoconti, bisognosi di fare continue iniezioni di richiamo per ricordare ai figli i maltrattamenti subiti, premurosi nel proteggere i figli dai pericoli del genitore bersaglio, anche quando si tratti di contesti protetti, e denunciano i presunti abusi solo dopo la separazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I genitori di figli realmente abusati dal genitore respinto, invece, tendenzialmente, lasciano che i figli ricordino spontaneamente gli abusi subiti, riconoscono il rischio dell’indebolimento del rapporto tra il genitore abusante ed i figli, che fanno di tutto per ripristinare in condizioni protette; infine, la denuncia degli abusi risale ad un periodo di molto precedente alla separazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I genitori bersaglio della PAS, abitualmente, sono attendibili nei loro resoconti, si sono sempre preoccupati del benessere familiare, e le denunce di abuso riguardano solo i figli, non gli altri familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I genitori rifiutati e realmente abusanti, al contrario, di solito, sono poco attendibili nei loro resoconti, si sono preoccupati poco del benessere familiare; e la denuncia di abuso si estende anche ad altri membri della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Storia familiare.&lt;/span&gt; Per i genitori realmente abusanti spesso si riscontrano precedenti di abuso nella famiglia d’origine e nelle generazioni precedenti, al contrario di quanto avviene per i genitori bersagliati dalla PAS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Patologia dei genitori.&lt;/span&gt; I genitori rifiutati e realmente abusanti soffrono di tendenza all’impulsività (acting-out), all’esplosione violenta di rabbia, e tendono maggiormente alla paranoia rispetto alla popolazione in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I genitori alienanti condividono con i precedenti la tendenza alla paranoia; mentre i genitori alienati, solitamente, hanno un normale autocontrollo, e le eventuali esplosioni di rabbia sono conseguenti al rifiuto, alla frustrazione e al senso di impotenza generato dalla ostilità dei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio a proposito di quest’ultimo aspetto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si possono facilmente rilevare dinamiche comuni a quanto avviene col mobbing nel lavoro &lt;/span&gt;(Giordano, 2004). Infatti, il genitore denigrato viene sottoposto ingiustamente, e spesso subdolamente, allo stress dell’avversione dei figli, per poi essere mobbizzato dal genitore alienante, nel momento in cui perde il controllo e reagisce con esasperazione. Il genitore alienante ridefinirà le reazioni del genitore alienato come disturbo psicopatologico e le utilizzerà, sia in sede giudiziale che davanti ai figli, come argomentazione per dimostrarne l’inidoneità genitoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fattori extrafamiliari di consolidamento della sindrome&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Esaurite le capacità autonome di contenimento del disagio di coppia, i genitori si rivolgono all’esterno. I parenti e gli amici possono diventare facilmente istigatori del conflitto, o utili consiglieri, se non addirittura promotori di capacità di riflessione. Ma è estremamente difficile nei casi di conflittualità familiare rimanere neutrali ed evitare il peggio, anche per i professionisti e per coloro che svolgono ruoli istituzionali. Costoro, se non sono adeguatamente preparati, corrono il rischio di farsi suggestionare, schierandosi a favore dell’una o dell’altra fazione (Gardner, 2002b).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli avvocati lavorano in un ambito tipicamente basato sul conflitto, e pertanto inadatto a risolvere le difficoltà delle famiglie in crisi (Waldron, Joanis, 1996). Solitamente, gli avvocati difettano di conoscenze psicologiche; non sempre riescono a rendersi conto della distorsione delle dichiarazioni dei loro clienti, e possono ben colludere inconsciamente con atteggiamenti che ad uno psico-professionista apparirebbero patologici (Salluzzo, 2004a).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, il mandato dell’avvocato non è quello di diagnosticare una verità psicologica, bensì quello di delineare una verità processuale tale da far prevalere, all’interno della contesa giudiziaria, gli interessi del proprio assistito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conseguenza di ciò, le versioni di parte hanno spesso un tasso di distorsione così elevato, che alcuni autori parlano di “fattoidi” (de Cataldo, 1997) per designare quanto riferito da chi è sottoposto a interrogatori o perizie in ambito giudiziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciononostante, laddove venga paventato il rischio di maltrattamenti o abusi, spesso gli operatori dei servizi sociali, suggestionati dal rischio di lasciare indifesi dei soggetti deboli, si allarmano e attivano i canali di protezione del minore; e i magistrati, anche quando chiamati ad intervenire da uno dei genitori, non solo sono costretti a prendere provvedimenti limitativi contro il genitore incriminato, ma, preoccupati del rischio di lasciare liberi di agire dei soggetti pericolosi, possono anche colludere col vittimismo/allarmismo degli accusatori, e condannare anche dei genitori innocenti (Gardner, 2002b).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gardner (1998a) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;insiste sulla necessità di affrontare la PAS attraverso una serie di interventi psicoterapeutici e provvedimenti giudiziari&lt;/span&gt;, integrati e modulati a seconda della gravità della sindrome. Il suo approccio prevede delle sanzioni specifiche di livello crescente contro il genitore alienante, fino ad arrivare, nei casi più gravi, al trasferimento dell’affidamento e della residenza del figlio nella casa dell’altro genitore. Laddove i tribunali si rifiutino di adottare tali provvedimenti, Gardner non vede la possibilità di trattare efficacemente la PAS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ bene sottolineare, non solo la palese inadeguatezza, ma addirittura la pericolosità del contesto giudiziario nel trattare la conflittualità familiare. Tanto che potremmo definire la PAS una patologia iurigena (Salluzzo, 2004a). Detto ciò, non si può nascondere che è difficile per chiunque rimanere neutrali nelle dispute sull’affidamento - anche per gli psicoterapeuti – e cadere in agiti difensivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;elevato il rischio degli psicoterapeuti di consolidare la sindrome&lt;/span&gt;, invece di curarla; di farsi manipolare quando i colloqui avvengono solo col genitore alienante e col figlio indottrinato, e quando si tenga conto solo delle loro dichiarazioni (Lamontagne, 1998).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come, quando le informazioni dello psicoterapeuta provengono da una sola parte, si evidenzia il rischio di consolidare nel figlio la convinzione dell’esistenza di un genitore buono ed uno cattivo (Lund, 1995).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interventi terapeutici al confine tra psicologia e giustizia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La riuscita di un intervento sulla PAS richiede la collaborazione congiunta sia degli psico-professionisti che degli operatori della giustizia (Waldron e Joanis, 1996). Il modello terapeutico di Gardner (1999b) prevede un approccio integrato tra disposizioni del tribunale ed interventi psicoterapeutici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei casi di PAS di tipo lieve, solitamente, non è necessario alcun intervento psicologico, ma basta rassicurare il genitore alienante che manterrà l’affidamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei casi di PAS di tipo moderato, che sono i più comuni, il tribunale deve stabilire un sistema di sanzioni efficaci che non deve esitare ad infliggere al genitore alienante, qualora tenti di sabotare il programma terapeutico concordato con lo psicoterapeuta. Le sanzioni sono di grado crescente, fino ad arrivare al carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia con i figli adotta principi simili a quelli della deprogrammazione (deprogramming) attuata con i prigionieri che sono stati indottrinati dalla propaganda nemica, subendo il lavaggio del cervello, al punto di arrivare a manifestare una pubblica avversione verso il loro paese d’origine. Lo psicoterapeuta deve imparare a non prendere troppo sul serio le lamentele dei figli, e capire che accontentare eccessivamente i loro desideri di respingere il genitore alienato non va nel loro interesse. Naturalmente, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la migliore terapia consiste nel dare ai figli la possibilità di sperimentare, in una frequentazione priva di ostacoli ed influenzamenti del genitore alienante, che il genitore alienato non è così disprezzabile o pericoloso&lt;/span&gt;, come loro pensano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il genitore alienato, invece, è spesso alquanto confuso&lt;/span&gt; a proposito di cosa stia accadendo, e incapace di gestire il rapporto coi figli. Quanto più riceverà informazioni e spiegazioni sul meccanismo della sindrome, tanto più riuscirà a ben orientare le sue reazioni nei confronti delle ostilità dei figli. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Innanzi tutto, deve essere rassicurato rispetto alla paura di non essere più amato dai figli.&lt;/span&gt; Paradossalmente, è proprio la loro animosità che deve rassicurarlo e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fargli comprendere che, finché lo odieranno, egli non gli è del tutto indifferente&lt;/span&gt;. Inoltre, il genitore alienato deve essere aiutato a “indurirsi”, a “tener duro”, e a non prendere seriamente le svalutazioni dei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deve essere aiutato a capire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’ostilità è una sceneggiata in favore del genitore programmante, dovuta alla paura di inimicarselo&lt;/span&gt;, specialmente se esprimessero affetto verso il genitore alienato. Ciò può essere visto come un meccanismo di difesa (Waldron e Joanis, 1996) che ha la principale funzione di proteggere il livello di autostima del genitore alleato coi figli, e serve a sostenerlo nell’affrontare la separazione. Il genitore bersagliato deve capire che, nonostante dimostrino avversione, tuttavia i figli ancora accettano di incontrarlo, e che potrebbe essere peggio, se non lo facessero. Infine, deve essere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aiutato a distogliere i figli dalle provocazioni, ad evitare le lunghe ed estenuanti polemiche&lt;/span&gt;, ritornando, invece, con i ricordi, ai periodi in cui il loro rapporto era sereno e felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nei casi di PAS di tipo grave &lt;/span&gt;(Gardner, 1998a), che rappresentano una piccola minoranza (dal 5 al 10% circa), &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il conflitto di lealtà del bambino risulta così acuto da rendere impossibili gli incontri. &lt;/span&gt;I figli dimostrano di avere una relazione di folie à deux con il genitore alienante, condividendone le idee paranoidi. E’ necessario allora, per Gardner, mettere in atto la misura giudiziaria più severa: trasferire l’affidamento e la residenza del figlio nella casa dell’altro genitore. A tal fine, sotto la guida di uno psico-professionista, è opportuno provvedere ad una sistemazione intermedia dei figli in un luogo di transizione (Transitional Site), piuttosto che il trasferimento diretto dei figli nella casa del genitore odiato. Il Transitional Site Program non preclude la possibilità che il genitore alienante ritorni ad acquisire, infine, lo stato di affidatario primario. E’ prevista l’espansione delle opportunità di accesso ai figli, in rapporto a quanto potrà ridurre il suo tasso di induzione della PAS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rilievi critici e approfondimenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ opportuno sottoporre ad alcuni rilievi critici il modello di Gardner, senza però addentrarci&lt;br /&gt;nell’ampio contesto di controversie che ha suscitato la PAS nella letteratura scientifica.&lt;br /&gt;E’ vero che il modello della PAS ha una sua indubbia validità, ma è pur vero che, non sempre,&lt;br /&gt;dopo la separazione, la preferenza di un figlio per un genitore e l’avversione per l’altro dipendono da una campagna di denigrazione. Anche nelle famiglie normalmente unite, ed in assenza di denigrazione, i figli possono allearsi con un genitore e rifiutare l’altro. Quindi, dal momento che il clima rovente e persecutorio delle separazioni spesso induce gli attori della contesa ad attribuire le cause di qualsiasi disagio all’azione ostile della fazione avversa, l’accusa di programmare il figlio potrebbe essere anche solo un malevolo sospetto corredato da apparenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non parlare del concetto di programmazione. E’ naturale che un genitore, per educare il figlio, gli trasmetta la sua realtà, e che questa realtà possa essersi profondamente alterata riguardo all’ex partner, dopo la separazione. Perciò &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;diventa impossibile distinguere quello che in buona fede il genitore trasmette al figlio a scopo educativo, e quanto egli faccia con l’intento doloso di allontanare il figlio dall’altro genitore &lt;/span&gt;(Gulotta, 1998).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è pur vero che Gardner non attribuisce alla programmazione il significato univoco di intento&lt;br /&gt;consapevole, e che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la sola determinazione inconscia – anche in buona fede – del genitore &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;alienante è sufficiente a provocare la PAS&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le implicazioni giudiziarie dell’approccio terapeutico di Gardner possono apparire troppo punitive e ulteriormente traumatizzanti, ma si deve pur riconoscere all’autore il merito di aver sottolineato gli aspetti giudiziari di rafforzamento/terapia della sindrome. La legge pervade ogni nostro comportamento, e, laddove ci sia un vuoto di legalità, può attecchire facilmente qualsiasi forma di di abuso o di psicopatologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto è vero, che, secondo le associazioni di genitori, ed alcuni promotori di riforme legislative (Eurispes, 2002; Salluzzo, 2004b), la PAS troverebbe un solido fattore di sviluppo nella normativa che prevede l’affidamento esclusivo ad un solo genitore come regola generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intervento, che viene considerato il metodo d’elezione per affrontare la conflittualità sulla gestione dei figli nei casi di separazione, è quello della mediazione familiare (Malagoli, 1998; Canevelli e Lucardi, 2000).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi sostiene (Lund, 1995) che la mediazione familiare possa essere efficace anche nei casi di PAS. C’è chi, invece, è convinto (Cartwright, 1993) che non sia efficace, e che debbano esser presi immediatamente, da parte del tribunale, provvedimenti contro il genitore alienante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, sembra difficile, se non impossibile, che il genitore rancoroso, che induce i tipi più gravi di PAS, e che trae vantaggio dalla situazione, accetti spontaneamente di aderire – almeno di aderirvi genuinamente - ad un programma di mediazione familiare. Infatti, c’è chi (Vestal, 1997) ritiene che esistano modelli di mediazione attuabili, ma solo in combinazione con una chiara e rapida azione giudiziale mirata a scoraggiare qualsiasi tentativo di sabotaggio da parte del genitore alienante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione ideale di trattamento dovrebbe essere orientata, più che al contenimento coatto della rabbia agita, verso un processo di elaborazione del lutto per la perduta felicità. Infatti, “ … quando i lutti non vengono elaborati essi possono essere fissati (con un restringimento dell’Io e della vita psichica) oppure denegati e rifiutati, pronti all’espulsione e all’agito …” (Del Guerra ed altri, 1996, pag. 206).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incapacità di superare il trauma della separazione può provocare una regressione, una limitazione, o peggio, un blocco delle capacità di pensiero (Bion, 1962), sia negli ex partner, che nei figli; e gli ex coniugi – in particolare il genitore alienante - possono rimanere vittime di un odio implacabile per decine di anni se non per tutta la vita (Main, 1966).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si consideri che tutto ciò non è privo di implicazioni per lo sviluppo delle generazioni future.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversi sono gli autori che sostengono la trasmissibilità tra più generazioni (Kaes ed altri, 1993) delle dinamiche psichiche individuali e familiari irrisolte: “Il lutto espulso può venire trasportato … da una persona all’altra, da una generazione all’altra, aumentandone il carico e rendendo sempre più difficile la sua metabolizzazione. Chi riceve il processo negato – “il portabagagli” (Racamier, 1992) – deve affrontare un lavoro inaffrontabile in quanto non ne conosce il senso” (Del Guerra ed altri, 1996, pag. 206).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In virtù di ciò, dovremmo sempre e comunque sostenere la funzione genitoriale, nel momento della crisi che conduce alla separazione. A scopo preventivo, prima della separazione, dovremmo predisporre dei percorsi di sensibilizzazione e preparazione delle coppie. Però, solo un programma di interventi - se necessario, anche su invio del tribunale - abbinati ad una normativa che preveda sanzioni mirate, può evitare che i figli affetti da PAS continuino ad essere abusati e subiscano danni più o meno gravi del loro sviluppo psicologico. L’intervento psicologico, anche se inizialmente penalizzato dalla mancanza di motivazione spontanea, nel tempo, può acquisire un margine sempre più ampio di efficacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Conclusioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non dobbiamo scoraggiarci di fronte al rifiuto di un figlio verso un genitore. Così come non ci scoraggeremmo - ed interverremmo con dei provvedimenti, nel suo stesso interesse - qualora un bambino si rifiutasse di andare a scuola, o di fare le vaccinazioni, o di curarsi quando è malato, o compiere qualsiasi altro gesto autolesionistico. Cercheremmo di capire se dietro l’apparenza di un desiderio del bambino si nasconda l’interesse di un genitore che sta abusando della sua fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allontanare l’odiato ex partner dal figlio può sicuramente corrispondere all’interesse del genitore, ma sicuramente non a quello del figlio. L’interesse del figlio è quello di disporre di entrambi i genitori, e, se possibile, che siano ancora capaci di collaborare e favorire i rapporti, sia con l’altro genitore che con il relativo ramo parentale; quello che può essere definito come cogenitorialità (Mazzoni, 2002), o bigenitorialità (Eurispes, 2005, Nestola, 2005).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indipendentemente dai differenti fattori che possono entrare in gioco in ogni singolo caso, e al di là dei limiti e delle polemiche che la teorizzazione della PAS ha suscitato, tuttavia, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dobbiamo riconoscere che il fenomeno esiste. Qualunque ne sia la causa, è un problema col quale dovremo confrontarci sempre di più, nei casi di figli contesi a seguito di separazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo visto, i tribunali sono il luogo dove le relazioni familiari vengono reificate, e la sofferenza può restare priva di un convincente perché alla disperante perdita di senso e di storia. Il compito degli psico-professionisti è quello di riuscire ad inserirsi all’interno di questo doloroso cammino, evitando che il fallimento e il disorientamento si trasformino in agiti (acting-out) e conflittualità giudiziaria, inasprendo ulteriormente una situazione già compromessa. L’unico modo per evitare questo danno aggiuntivo (Salluzzo, 2004a) è che i professionisti dell’ambito giudiziario e quelli dell’ambito psicologico imparino a lavorare fianco a fianco, sia per tutelare i diritti di ognuno, sia per cercare di ridare un senso ed una progettualità alle famiglie separate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fino a quando non verranno prese in considerazione le motivazioni, perlopiù inconsce o non dichiarate, che animano i conflitti familiari, difficilmente la giustizia, da sola, riuscirà a gestire efficacemente le separazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;American Psychiatric Association (1994) DSM-IV- Diagnostic and Statistic Manual of Mental&lt;br /&gt;Disorders, 4th ed.&lt;br /&gt;American Psychiatric Association (2000) DSM-IV-TR Diagnostic and Statistic Manual of Mental&lt;br /&gt;Disorders, Fourth Edition, Text Revision,. Trad.it. 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La présente loi règle une matière visée à l'article 78 de la Constitution.&lt;br /&gt;CHAPITRE  II. - Modifications du Code civil&lt;br /&gt;Art. 2.  Dans l'article 374 du Code civil, modifié par la  loi du 13 avril 1995, dont le texte actuel formera le § 1&lt;sup&gt;er&lt;/sup&gt;, il est ajouté un  § 2 rédigé comme suit :&lt;br /&gt;« § 2. Lorsque les parents ne vivent pas ensemble et qu'ils  saisissent le tribunal de leur litige, l'accord relatif à l'hébergement des enfants est homologué par  le tribunal sauf s'il est manifestement contraire à l'intérêt de l'enfant.&lt;br /&gt;A défaut d'accord,  en cas d'autorité parentale conjointe, le tribunal examine prioritairement, à la demande d'un des parents  au moins, la possibilité de fixer l'hébergement de l'enfant de manière égalitaire entre ses parents.&lt;br /&gt;Toutefois,  si le tribunal estime que l'hébergement égalitaire n'est pas la formule la plus appropriée, il peut décider  de fixer un hébergement non-égalitaire.&lt;br /&gt;Le tribunal statue en tout état de cause par un jugement  spécialement motivé, en tenant compte des circonstances concrètes de la cause et de l'intérêt des enfants  et des parents.  »&lt;br /&gt;Art. 3.  L'article 387bis du même Code, tel qu'inséré par la loi du 13 avril  1995, est complété par les alinéas suivants :&lt;br /&gt;« Sans préjudice de l'article 1734 du Code judiciaire,  le tribunal tente de concilier les parties. Il leur donne toutes informations utiles sur la procédure  et en particulier sur l'intérêt de recourir à la médiation telle que prévue à la septième partie du Code  judiciaire. S'il constate qu'un rapprochement est possible, il peut ordonner la surséance de la procédure  afin de permettre aux parties de recueillir toutes informations utiles à cet égard et d'entamer le processus  de médiation. La durée de la surséance ne peut être supérieure à un mois.&lt;br /&gt;Le tribunal peut,  même d'office, ordonner une mesure préalable destinée à instruire la demande ou à régler provisoirement  la situation des parties pour un délai qu'il détermine.&lt;br /&gt;Lorsqu'il est saisi pour la première  fois d'une telle demande, sauf accord de toutes les parties et du procureur du Roi, le tribunal de la  jeunesse statue à titre provisionnel. La cause peut être réexaminée à une audience ultérieure, à une  date fixée d'office dans le jugement, dans un délai qui ne peut excéder un an, et sans préjudice d'une  nouvelle convocation à une date plus rapprochée, ainsi qu'il est indiqué à l'alinéa suivant.&lt;br /&gt;Devant  le tribunal de la jeunesse, la cause reste inscrite au rôle jusqu'à ce que les enfants concernés par  le litige soient émancipés ou aient atteint l'âge de la majorité légale. En cas d'éléments nouveaux,  elle peut être ramenée devant le tribunal par conclusions ou par demande écrite, déposée ou adressée  au greffe.&lt;br /&gt;L'article 730, § 2, a) du Code judiciaire n'est pas applicable à ces causes.   ».&lt;br /&gt;Art. 4.  Un article 387ter, rédigé comme suit, est inséré dans le même Code&lt;br /&gt;« Article  387ter. § 1&lt;sup&gt;er&lt;/sup&gt;. Lorsque l'un des parents refuse d'exécuter les décisions judiciaires  relatives à l'hébergement des enfants ou au droit aux relations personnelles, la cause peut être ramenée  devant le juge compétent. Par dérogation à l'article 569, 5°, du Code judiciaire, le juge compétent est  celui qui a rendu la décision qui n'a pas été respectée, à moins qu'un autre juge n'ait été saisi depuis,  auquel cas la demande est portée devant ce dernier.&lt;br /&gt;Le juge statue toutes affaires cessantes.&lt;br /&gt;Sauf en cas d'urgence, il peut notamment :&lt;br /&gt;- procéder à de nouvelles mesures d'instruction  telles qu'une enquête sociale ou une expertise,&lt;br /&gt;- procéder à une tentative de conciliation,&lt;br /&gt;-  suggérer aux parties de recourir à la médiation telle que prévue à l'article 387bis.&lt;br /&gt;Il peut  prendre de nouvelles décisions relatives à l'autorité parentale ou à l'hébergement de l'enfant.&lt;br /&gt;Sans  préjudice des poursuites pénales, le juge peut autoriser la partie victime de la violation de la décision  visée à l'alinéa 1&lt;sup&gt;er&lt;/sup&gt; à recourir à des mesures de contrainte. Il détermine la nature  de ces mesures et leurs modalités d'exercice au regard de l'intérêt de l'enfant et désigne, s'il l'estime  nécessaire, les personnes habilitées à accompagner l'huissier de justice pour l'exécution de sa décision.&lt;br /&gt;Le  juge peut prononcer une astreinte tendant à assurer le respect de la décision à intervenir, et, dans  cette hypothèse, dire que pour l'exécution de cette astreinte, l'article 1412 du Code judiciaire est  applicable.&lt;br /&gt;La décision est de plein droit exécutoire par provision.&lt;br /&gt;§ 2. Le  présent article est également applicable lorsque les droits des parties sont réglés par une convention  telle que prévue à l'article 1288 du Code judiciaire. Dans ce cas, et sans préjudice du § 3, le  tribunal est saisi par une requête contradictoire.&lt;br /&gt;§ 3. En cas d'absolue nécessité et  sans préjudice du recours à l'article 584 du Code judiciaire, l'autorisation de recourir à des mesures  de contrainte visée au § 1&lt;sup&gt;er&lt;/sup&gt; peut être sollicitée par requête unilatérale. Les  articles 1026 à 1034 du Code judiciaire sont applicables. La partie requérante doit joindre à l'appui  de la requête toutes pièces utiles tendant à établir que la partie récalcitrante a bien été mise en demeure  de respecter ses obligations et qu'elle s'est opposée à l'exécution de la décision.&lt;br /&gt;L'inscription  de la requête a lieu sans frais. La requête est versée au dossier de la procédure ayant donné lieu à  la décision qui n'a pas été respectée, à moins qu'un autre juge n'ait été saisi depuis.&lt;br /&gt;§  4. Le présent article ne porte pas préjudice aux dispositions internationales liant la Belgique en matière  d'enlèvement international d'enfants.  »&lt;br /&gt;CHAPITRE III. - Modification du Code judiciaire&lt;br /&gt;Art.  5.  L'article 1412, alinéa 1&lt;sup&gt;er&lt;/sup&gt;, du Code judiciaire, modifié par les lois des 31 mars  1987 et 14 janvier 1993, est complété comme suit :&lt;br /&gt;« 3° lorsque le juge a fait application de  l'article 387ter, alinéa 2, du Code civil.  »&lt;br /&gt;Promulguons la présente loi, ordonnons qu'elle  soit revêtue du sceau de l'Etat et publiée par le Moniteur belge.&lt;br /&gt;Donné à Bruxelles, le 18 juillet  2006.&lt;br /&gt;ALBERT&lt;br /&gt;Par le Roi :&lt;br /&gt;La Ministre de la Justice,&lt;br /&gt;Mme L. ONKELINX&lt;br /&gt;Vu  et scellé du sceau de l'Etat :&lt;br /&gt;La Ministre de la Justice,&lt;br /&gt;Mme L. ONKELINX&lt;br /&gt;_______&lt;br /&gt;Notes&lt;br /&gt;(1)  Session ordinaire 2004-2005.&lt;br /&gt;Chambre des représentants.&lt;br /&gt;Documents parlementaires.   - Projet de loi, n° 51-1673/001 du 17 mars 2005. - Amendements, n° 51-1673/002 à 006.&lt;br /&gt;Session  ordinaire 2005-2006&lt;br /&gt;Documents parlementaires.  - Amendement, n° 51-1673/007 à 13. - Rapport  fait au nom de la sous-commission, n° 51-1673/14. - Amendements, n&lt;sup&gt;os&lt;/sup&gt; 51-1673/15 à 17.  - Rapport fait au nom de la commission, n° 51-1673/18 - Texte adopté par la commission, n° 51-1673/19.  - Amendements, n° 51-1673/20. - Texte adopté en séance plénière et transmis au Sénat, n° 51-1673/21.&lt;br /&gt;Compte-rendu  intégral. - Séance du 30 mars 2006.&lt;br /&gt;Sénat.&lt;br /&gt;Documents parlementaires.  - Projet évoqué  par le Sénat, n° 3-1645/1. - Amendements, n° 3-1645/2 à 3. - Rapport fait au nom de la commission, n°  3-1645/4. - Texte corrigé par la commission, n° 51-1645/5. - Amendements, n° 3-1645/6. - Décision de  ne pas amender, n° 3-1645/7.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi/article_body.pl?language=fr&amp;caller=summary&amp;amp;pub_date=2006-09-04&amp;amp;numac=2006009678"&gt;Annales parlementaires :  8 juin 2006.&lt;/a&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115774338598166166?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115774338598166166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115774338598166166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115774338598166166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115774338598166166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/09/affido-condiviso-legge-del-belgio.html' title='Affido condiviso  Legge del Belgio'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115602201957861757</id><published>2006-08-19T23:13:00.000+02:00</published><updated>2006-08-20T19:17:42.930+02:00</updated><title type='text'>Cassazione sulla sentenza di separazione Albano-Power</title><content type='html'>&lt;a href="http://news.google.com/nwshp?hl=it&amp;ned=&amp;amp;ncl=http://qn.quotidiano.net/art/2006/08/19/5430821"&gt;- Google News&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);" class="Titolone"&gt;  [Sintesi delle notizie pubblicate]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Mantenimento figlie maggiorenni a Romina, che pero' perde assegno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;" class="Titolone"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Cassazione sulla sentenza di separazione Albano-Power&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);" class="Titolone"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Primo round &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);" class="Titolone"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;1-1 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);" class="Titolone"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;tra Bernardini Pace (Romina) e Galizia Danovi (Albano) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;" class="Titolone"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La Suprema Corte ha accolto la richiesta di Romina Power di un congruo assegno mensile da parte di Al Bano a favore delle due figlie maggiorenni&lt;span id="_25f5df2d7eb3908d_Testo"&gt; conviventi con lei a Roma. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giudici hanno anche voluto ribadire un concetto che riguarda la nuova legge sull'affidamento condiviso: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gli emolumenti per i figli non dovranno essere divisi a metà ma continueranno a essere stabiliti in base al reddito dei genitori. [la legge in effetti dice che la suddivisione dei costi viene effettuata in proporzione al reddito di ciascuno]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Al Bano deve sobbarcarsi un cifra da stabilire (Romina ha chiesto diecimila euro al mese per ogni figlia).  Al Bano si dice «sorpreso» della sentenza e si definisce «beffato» e urla allo «scandalo»,&lt;br /&gt;«L'unico aspetto positivo della sentenza della Cassazione è che viene meno l'assegno a Romina Power»: questo il commento a caldo di Al Bano Carrisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi anni - aggiunge - ho pagato tutto io. Romina jr e Cristel hanno studiato nelle migliori scuole: la prima, la più piccola delle due, a Roma al Marymount e l'altra, assecondando un suo desiderio,in Svizzera. Ma ne sono contento, non mi sento una vittima per questo. Se ora dovrò versare più soldi, non vorrei che mi costringessero ad andare a rubare». Dopo la separazione, e prima del divorzio, «Quando è iniziata la mia relazione con Loredana Lecciso, lei ha iniziato a farmi la guerra. Non so che cosa scatta nella mente di una donna, per questi anni le ho sempre versato 3.600 euro al mese».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="_25f5df2d7eb3908d_Testo"&gt;L'ex moglie del cantante pugliese di Cellino San Marco non avrà, però, diritto ad alcun assegno di mantenimento per sè: ad avviso della Suprema Corte, Romina non ha subito, dalla rottura coniugale, una «contrazione dei redditi tale da giustificare» un contributo economico da Albano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="_25f5df2d7eb3908d_Testo"&gt;Con questa decisione la Suprema Corte ha colto l'occasione per fare alcune importanti precisazioni anche sulla recente legge (n. 54 del 2006) sull'affido condiviso. In particolare la Cassazione ha accolto il primo dei tre motivi di ricorso presentati da Romina contro la decisione con la quale la Corte di Appello di Lecce il 27 aprile 2002, aveva affermato che l'affidamento congiunto di Cristel e Romina Jolanda significava che Albano non doveva dare alla loro madre alcun assegno per le due ragazze in quanto su ognuno dei due genitori — stante la scelta dell'affido «bigenitoriale» — «doveva gravare paritariamente» l'obbligo del mantenimento. Questa interpretazione sugli oneri economici dell'affido congiunto — nel senso che la bigenitorialità verrebbe intesa come divisione al 50% delle spese per i figli — non è stata condivisa dalla Cassazione che, senza mezze parole, la ha giudicata «errata». In proposito gli «ermellini» affermano che «anche la legge 54 del 2006, da poco approvata, è una ulteriore e definitiva conferma che l'affidamento congiunto non può certo far venire meno l'obbligo patrimoniale di uno dei genitori a contribuire, con la corresponsione di un assegno, al mantenimento dei figli, in relazione alle loro esigenze di vita, sulla base del contesto familiare e sociale di appartenenza». Per la Cassazione l'affidamento congiunto non ha come «conseguenza automatica» il «principio che ciascuno dei genitori provvede in modo diretto ed autonomo alle esigenze dei figli». In pratica &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;il genitore più «forte» economicamente, dovrà continuare a versare l'assegno per i figli nelle mani del genitore presso il quale i ragazzi vivono. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[NDR la legge dice che per figli maggiorenni l'assegno spetta direttamente ai figli, che possono decidere autonomamente della loro vita. si suppone che se un maggiorenne possa votare l'assegno spetti a lui direttamente. se i giudici ritengono che un maggiorenne non abbia diritto al mantenimento in forma diretta, farebbero meglio a interdire quel minore, al fine di evitare che quella persona incapace possa alterare i risultati elettorali.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Per i miei figli non ho mai lesinato niente, a Cristel e Romina ho sempre pagato le spese per l'istruzione, ed hanno frequentato ottime scuole. Per quanto riguarda la mia ex moglie, sono stanco e amareggiato, e da anni le verso un assegno, anche se e' stata lei la promotrice della nostra divisione". Cosi' Albano Carrisi, raggiunto telefonicamente dall'Agi, commenta la sentenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sentenza della Suprema Corte, come spiega &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;il difensore del cantante, l'avvocato Anna Galizia Danovi&lt;/span&gt;, si riferisce ai patti di separazione, mentre in fase di divorzio, il giudice del tribunale di Brindisi ha stabilito che Albano debba versare una somma a favore della ex moglie. "Sono contenta per il principio espresso dalla Cassazione sull'assegno personale alla signora Power, di cui dovra' tenere conto il giudice del divorzio che, al contrario - afferma il legale - glielo aveva attribuito in via provvisoria. Contro questa decisione noi continuiamo a presentare domande di modifica che ancora non sono state esaminate".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul mantenimento alle due figlie, aggiunge l'avvocato, nulla da obiettare, "Albano non lo ha mai messo in discussione, ha sempre pagato quello che serviva, forse anche di piu' rispetto a quel che doveva".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cantante, tuttavia, definisce "una vicenda amara" questi anni passati nei tribunali per stabilire i criteri di affidamento delle figlie e il mantenimento. "Prima della separazione - racconta Albano - avevamo deciso cosa spettava a entrambi ed eravamo d'accordo su tutto. Poi, quando Romina ha chiesto l'affidamento esclusivo delle due ragazze, che erano andate da lei a Roma, ho capito che le cose erano cambiate, e sono iniziate le richieste di denaro... Un amore puo' durare un giorno, un anno o una vita, ci vorrebbe piu' rispetto per cio' che si e' vissuto. E poi, rispetto il punto di vista di Romina, ma non vedo perche' deve sempre essere l'uomo a pagare: e' lei che se n'e' andata, spezzando anche un duo di grande successo artistico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;A sette anni dalla separazione, coniugale e professionale, Albano Carrisi e Romina Power si 'fronteggiano' ancora nelle aule di giustizia. &lt;/span&gt;Una sentenza della Cassazione (n.18187) depositata oggi, ha accolto un ricorso della Power in merito alla rideterminazione del contributo dovuto da Albano per le due figlie piu' piccole nate dal loro matrimonio. Romina, infatti, si era vista respingere tale domanda (con la richiesta di 10 milioni di lire mensili per ogni figlia) dalla Corte d'appello di Lecce, insieme a quella con cui chiedeva che le venisse attribuito un assegno per il proprio mantenimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vicenda in esame, inoltre, osservano gli 'ermellini', "pur essendo venuto meno l'affidamento in oggetto per essere le figlie divenute nel frattempo maggiorenni, tale circostanza non modifica per il giudice del rinvio i termini della questione, perdurando l'obbligo del mantenimento, indipendentemente dal raggiungimento della maggiore eta', finche' le figlie non diventino autosufficienti dal punto di vista economico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romina Power, pero', non ricevera' alcun assegno dall'ex marito per il proprio mantenimento: per i giudici di piazza Cavour, il suo ricorso su questo punto e' &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;"inammissibile"&lt;/span&gt; e "logiche e sufficienti" sono state le argomentazioni della Corte di merito &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;"non ritenendo la contrazione dei redditi della stessa in misura tale da giustificare la corresponsione di detto assegno e valutando in concreto la sua capacita' professionale e la frequente partecipazione a spettacoli, mostre ed altri eventi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt;La Corte di Appello di Lecce invece aveva affermato che l'affidamento congiunto di Cristel e Romina Jolanda significava che Albano non doveva dare alla loro madre alcun assegno per le due ragazze in quanto su ognuno dei due genitori ''doveva gravare paritariamente'' l'obbligo del mantenimento. &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Per gli ermellini il genitore piu' 'forte' economicamente, dovra' continuare a versare l'assegno per i figli nelle mani del genitore presso il quale i ragazzi vivono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il matrimonio, anche artistico, della coppia - celebrato il 26 luglio del 1970 in un bagno di folla - è durato per quasi trenta anni, fino alla separazione consensuale registrata dal Tribunale di Brindisi il 27 maggio 1999.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non è esattamente "Felicità" quella di Al Bano alla notizia della sentenza della Cassazione. Romina Power, sua moglie per 29 anni, ha avuto ragione e le loro figlie (maggiorenni) Cristel e Romina junior riceveranno dal Melodioso di Cellino un "congruo assegno". Il signor Carrisi: "E' uno scandalo, è stata lei ad andarsene. L'unico aspetto positivo della sentenza è che non dovrò più dare l'assegno a Romina, 3600 euro al mese". La Cassazione ha ricordato al cantante che "i figli si mantengono fino a quando non raggiungono l'indipendenza economica". Ancora Al Bano: "Se dovrò versare più soldi, non vorrei che mi costringessero ad andare a rubare. In questi anni ho pagato tutto io. I figli li ho cresciuti io. Mi sono ritrovato a fare da padre e da madre, mentre Romina aveva le crisi esistenziali".&lt;br /&gt;(Fonte: "la Repubblica", "QN-Il Giorno", "Il Messaggero")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In particolare la Cassazione &lt;/b&gt;- con la sentenza 18187 depositata e resa pubblica solo oggi, nonostante la camera di consiglio si sia svolta lo scorso 27 febbraio - ha accolto il primo dei tre motivi di ricorso presentati da &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;Romina, difesa dall'avvocato Annamaria       Bernardini De Pace,&lt;/span&gt; contro la decisione con la quale la Corte di Appello di Lecce il 27 aprile 2002, aveva affermato che l'affidamento congiunto di&lt;b&gt; Cristel e Romina Jolanda &lt;/b&gt;significava che Albano non doveva dare alla loro madre alcun assegno per le due ragazze in quanto su ognuno dei due genitori - stante la scelta dell'affido 'bigenitoriale' - ''doveva gravare paritariamente'' l'obbligo del mantenimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa interpretazione sugli oneri economici dell'affido congiunto - nel senso che la bigenitorialita' verrebbe intesa come divisione al 50% delle spese per i figli - non è stata condivisa dalla Cassazione che, senza mezze parole, la ha giudicata ''errata''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In particolare la Cassazione &lt;/b&gt;- con la sentenza 18187 depositata e resa pubblica solo oggi, nonostante la camera di consiglio si sia svolta lo scorso 27 febbraio - ha accolto il primo dei tre motivi di ricorso presentati da &lt;b&gt;Romina&lt;/b&gt;, difesa dall'avvocato &lt;b&gt;Annamaria       Bernardini De Pace,&lt;/b&gt; contro la decisione con la quale la Corte di Appello di Lecce il 27 aprile 2002, aveva affermato che l'affidamento congiunto di&lt;b&gt; Cristel e Romina Jolanda &lt;/b&gt;significava che Albano non doveva dare alla loro madre alcun assegno per le due ragazze in quanto su ognuno dei due genitori - stante la scelta dell'affido 'bigenitoriale' - ''doveva gravare paritariamente'' l'obbligo del mantenimento.&lt;br /&gt;Questa interpretazione sugli oneri economici dell'affido congiunto - nel senso che la bigenitorialita' verrebbe intesa come divisione al 50% delle spese per i figli - non è stata condivisa dalla Cassazione che, senza mezze parole, la ha giudicata ''errata''.&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;           &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;          Per la Cassazione l'affidamento congiunto non ha come ''conseguenza       automatica'' il ''principio che &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;ciascuno dei genitori provvede in       modo diretto&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;ed autonomo alle esigenze dei figli''. In pratica &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;il genitore piu' forte economicamente, dovrà continuare a versare l'assegno per i figli nelle mani del genitore&lt;/span&gt; presso il quale i ragazzi vivono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Piazza Cavour precisa anche che se i figli sono &lt;b&gt;maggiorenni &lt;/b&gt;-       come nel caso d&lt;b&gt;i Cristel e Romina Jolanda,&lt;/b&gt; che hanno compiuto i       18 anni&lt;b&gt; &lt;/b&gt;nel corso della causa - viene chiaramente meno       l'affidamento, ma ''&lt;b&gt;perdura l'obbligo del mantenimento&lt;/b&gt;, indipendentemente dal raggiungimento della maggiore età, finche' i figli non diventino autosufficienti dal punto di vista economico''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Adesso&lt;b&gt; la Corte di Appello di Lecce dovrà attenersi &lt;/b&gt;a questi       principi e porre a carico di Albano un &lt;b&gt;assegno &lt;/b&gt;per le due figlie (&lt;b&gt;l'entità dovrà essere determinata),&lt;/b&gt; da corrispondere a Romina       che aveva chiesto diecimila euro di mantenimento per ciascuna delle due       ragazze. &lt;br /&gt;       A &lt;b&gt;Romina &lt;/b&gt;- visto che non ha avuto successo la sua &lt;b&gt;richiesta&lt;/b&gt;       di ottenere un assegno per sè d&lt;b&gt; i 5.164 euro al mese &lt;/b&gt;-       rimane solo la possibilità di&lt;b&gt; utilizzare&lt;/b&gt; &lt;b&gt;due appartamenti &lt;/b&gt;nella tenuta agricola di Albano, nelle campagne di Cellino San Marco. &lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;       Dalle nozze della coppia sono nati altri due figli: il primogenito &lt;b&gt;      Yari&lt;/b&gt;, e la secondogenita &lt;b&gt;Ylenia, &lt;/b&gt;scomparsa durante un viaggio       negli Usa in circostanze mai chiarite.    Albano ha poi avuto altri due bambini dalla successiva unione con Loredana Lecciso.&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;       &lt;b&gt;&lt;u&gt;LA REAZIONE DI AL BANO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;       «&lt;b&gt;Per i miei figli non ho mai lesinato niente&lt;/b&gt;, a Cristel e       Romina ho sempre pagato le spese per l'istruzione, e &lt;b&gt;hanno       frequentato ottime scuole.&lt;/b&gt; Per quanto riguarda la mia ex moglie,       sono stanco e amareggiato, e &lt;b&gt;da anni le verso un assegno, anche se è       stata lei la promotrice della nostra divisione».&lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;       «Prima della separazione - racconta Al Bano - &lt;b&gt;avevamo deciso       cosa spettava a entramb&lt;/b&gt;i ed eravamo d'accordo su tutto. Poi, quando Romina ha chiesto l'affidamento esclusivo delle due ragazze, che erano andate da lei a Roma, ho capito che le cose erano cambiate, e sono iniziate le richieste di denaro... &lt;b&gt;Un amore può durare un giorno, un       anno o una vita,&lt;/b&gt; ci vorrebbe più rispetto per ciò che si è vissuto.       E poi, rispetto il punto di vista di Romina, ma &lt;b&gt;non vedo perchè deve       sempre essere l'uomo a pagare:&lt;/b&gt; è lei che se n'è andata, spezzando       anche un duo di grande successo artistico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Bernardini Guerra [al condiviso] ha vinto la sua prima battaglia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 153);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La questione, sotto il profilo giuridico, viene ridimensionata da Galizia Danovi, legale di Al Bano secondo la quale a modificare le cose non solo, negli ultimi due anni, è intervenuto il divorzio tra i due ex coniugi, ma sono anche cambiate le condizioni di vita delle due figlie.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                    &lt;!-- do nothing --&gt; "La più grande, Cristel, da anni non vive più con la madre ed è completamente autonoma sul fronte economico, e anche Romina Jolanda ha fonti di reddito e spesso sta a Cellino San Marco dal padre". Cristel lavora come cantante, mentre Romina Jr ha partecipato con il papà, come concorrente, all'ultima edizione dell'Isola dei Famosi, un'opportunità che la ha lanciata nel mondo della tv e delle ospitate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115602201957861757?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://news.google.com/nwshp?hl=it&amp;ned=&amp;ncl=http://qn.quotidiano.net/art/2006/08/19/5430821' title='Cassazione sulla sentenza di separazione Albano-Power'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115602201957861757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115602201957861757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115602201957861757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115602201957861757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/08/cassazione-sulla-sentenza-di.html' title='Cassazione sulla sentenza di separazione Albano-Power'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115601678584922636</id><published>2006-08-19T21:46:00.000+02:00</published><updated>2006-08-19T21:52:56.066+02:00</updated><title type='text'>Women millionaires will outnumber men in 15 years | the Daily Mail</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.dailymail.co.uk/i/pix/2006/08/mcfarlane140806_600x400.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://img.dailymail.co.uk/i/pix/2006/08/mcfarlane140806_600x400.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=400431&amp;in_page_id=1770#StartComments"&gt;Women millionaires will outnumber men in 15 years | the Daily Mail&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kenneth McFarlane was ordered to pay his ex-wife Julia £250,000 a year for life.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;An age of huge divorce settlements together with the growing numbers of female entrepreneurs will boost the numbers of women among the wealthiest, it said. And women millionaires will become more common than men because they live longer - while the men will die off quicker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; The analysis from the Centre for Economics and Business Research said that at present, slightly more than half of the people whose assets rank between £500,000 and £1 million are women. Inflation alone will push them into the million-plus bracket. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;But it added that by 2020 the spiralling level of divorce settlements awarded to wives of rich men will add to the numbers. The forecast comes in the wake of new legal precedents set by judges who have ruled that divorced women are entitled to up to half of their former husbands' assets - even if they have only been married for a short period or can claim to have done little to help amass his fortune. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In May the House of Lords handed down key decisions in two cases. Law Lords ordered Deloitte tax partner Kenneth McFarlane, who was earning more than £750,000 a year, to pay his ex-wife Julia £250,000 a year for life.&lt;/p&gt;And in the other case, fund manager Alan Miller was told to pay his ex-wife Melissa £5million after a childless marriage which lasted less than three years.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Earlier this month leading insurance broker John Charman was ordered to pay his former wife Beverley £48 million, more than a third of the couples' assets.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CEBR research Jaspreet Sehmi said: 'We estimate that by 2020, 53 per cent of millionaires will be female, with numbers boosted by comparative longetivity and by generous divorce settlements.'  Women are also helped because the life expectancy of an average woman is between 80 and 81 year, while men can expect no more than 76 years of life.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115601678584922636?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=400431&amp;in_page_id=1770#StartComments' title='Women millionaires will outnumber men in 15 years | the Daily Mail'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115601678584922636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115601678584922636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115601678584922636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115601678584922636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/08/women-millionaires-will-outnumber-men.html' title='Women millionaires will outnumber men in 15 years | the Daily Mail'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115594324124679510</id><published>2006-08-19T01:05:00.000+02:00</published><updated>2006-08-19T01:20:41.266+02:00</updated><title type='text'>La nuova legge sull’affido chiede ai genitori più maturità</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Times;font-size:130%;"&gt;Venerdì 18 Agosto 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;!-- END DATA --&gt;&lt;!-- BEGIN BEGINHDR --&gt;       &lt;!-- ENDHDR --&gt;    &lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="595"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="7" valign="middle" width="10"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td height="7" width="575"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000000;"&gt;&lt;img src="http://www.ilgiornaledivicenza.it/img/BlackBox.gif" height="1" width="120" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt;&lt;td width="20"&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/titles.htm"&gt;&lt;img src="http://www.ilgiornaledivicenza.it/img/RedBox.gif" border="0" height="10" width="10" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;  &lt;!--               --&gt;  &lt;!-- BEGIN OCCHIELLO --&gt; &lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; Il parere dello psicologo  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- END OCCHIELLO --&gt;  &lt;!-- BEGIN TITOLO --&gt; &lt;span style="font-family:Times;font-size:130%;"&gt; «La nuova legge sull’affido  chiede ai genitori più maturità»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- END TITOLO --&gt; &lt;!--         --&gt;     &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="10"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;span style="font-family:Times;font-size:100%;color:#000000;"&gt;  &lt;p&gt; di Salvatore Nigro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da alcuni mesi è andata  in soffitta la vecchia legge sull’affido congiunto,  sostituito da quello condiviso, anche per le lotte  giuridiche di tanti genitori esclusi dalla gestione  paritaria dei figli dopo un matrimonio andato a rotoli.  «Non esiste più un genitore affidatario e un genitore con  diritto di visita – afferma Germano Parlato, psicologo e  psicoterapeuta dell’Ulss 6 di Vicenza, responsabile  provinciale del servizio adozioni – ma i figli sono  affidati ad entrambi e, soltanto come eccezione, ad uno di  essi. In caso di separazione, infatti, il figlio minore ha  il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e  continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura,  educazione e istruzione da entrambi. I genitori vengono  messi sullo stesso piano, con obblighi e funzioni simili.  La nuova legge stabilisce il principio della  bigenitorialità, e cioè che madre e padre possono  lasciarsi, separarsi o risposarsi, ma restano entrambi e  per sempre genitori dei propri figli, con gli identici  diritti e i medesimi doveri».&lt;br /&gt;- E se la coppia non  trova un accordo oppure persiste una eccessiva litigiosità,  la legge cosa prevede?&lt;br /&gt;«L’intervento del giudice. Fino  ad oggi il genitore affidatario, in oltre l’ottanta per  cento dei casi, è stata la madre. Non si tratta di  costringere i genitori ad andare d'accordo, ma di attuare  scelte responsabili e civili per il bene dei figli.  Soltanto le decisioni più importanti saranno prese in modo  congiunto mentre per il resto spetterà al giudice valutare  se la conflittualità esistente nella coppia permette un  vero e proprio esercizio congiunto della potestà, oppure se  sia meglio assegnare a padre e madre compiti distinti  rispetto ai figli, sia dal punto di vista educativo che da  quello economico. I cambiamenti riguarderanno anche la  procedura degli alimenti e non sarà più soltanto il  genitore non affidatario a dover provvedere al  sostentamento dei figli ma entrambi gli ex coniugi saranno  chiamati a contribuire in base alla propria  disponibilità».&lt;br /&gt;- Quali i punti di forza e quali quelli  “critici” della nuova legge?&lt;br /&gt;«Dopo la separazione, i  coniugi non dovrebbero mai dimenticare di essere ancora  genitori e dovrebbero quindi trovare un rapido accordo sui  molti problemi che si pongono nella crescita dei figli,  rapido perché i tempi dei bambini non sono compatibili con  i tempi della giustizia ordinaria. Nessuno dei genitori  dovrebbe prevalere sull’altro. La concezione implicita  della legge offre una “visione ottimistica” della  separazione, di genitori in grado di prendere decisioni  razionali, soprattutto nei casi in cui la ferita della  separazione è ancora aperta e il grado di conflittualità è  ancora alto. È un po’ illusorio pensare che diventi  all'improvviso capace di farlo chi non ha saputo decidere  prima della separazione. Appare carente, infine, il ricorso  alla mediazione familiare. L'affido condiviso può  funzionare solo se scelto e voluto da entrambi i genitori».  &lt;br /&gt;- Cosa diciamo ai genitori che si stanno  separando?&lt;br /&gt;«Per evitare al minore un trauma è  importante che durante la separazione i coniugi riescano a  differenziare i problemi legati alla conflittualità della  coppia da quelli relativi al proprio ruolo di genitore.  Soprattutto è da evitare di mettere sotto cattiva luce  l’altro coniuge agli occhi dei figli che hanno diritto di  mantenere un legame positivo con entrambi i genitori.  L’importante è che il divorzio o la separazione non  coincida mai con la fine storica del legame, cioè con la  definitiva rottura perché si rimane comunque ancora  genitori dei figli che sono stati generati insieme». &lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115594324124679510?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilgiornaledivicenza.it/' title='La nuova legge sull’affido chiede ai genitori più maturità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115594324124679510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115594324124679510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115594324124679510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115594324124679510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/08/la-nuova-legge-sullaffido-chiede-ai.html' title='La nuova legge sull’affido chiede ai genitori più maturità'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115203175940384104</id><published>2006-07-04T18:47:00.000+02:00</published><updated>2006-07-04T18:49:19.430+02:00</updated><title type='text'>mobbing - il caso Galoppo 2003</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"&gt;&lt;a href="http://www.forumdonnegiuriste.it/materiali/questione_maschile/scheda%2035%20i%20padri.doc"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Il caso Galloppo, omicida e suicida&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Otto luglio 2003, Genova, ore 21.30. L’ispettore Saverio Galoppo, 47 anni, in servizio alla Questura del capoluogo ligure, si è da poco suicidato con la pistola d’ordinanza dopo aver sterminato la famiglia: la moglie Assunta Russo, 43 anni, impiegata alle Poste, da cui era separato dal dicembre 2002, e i figli Sara e Davide, di otto anni e quattro anni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Galoppo viveva lontano dalla famiglia da otto mesi. Inizialmente c’era stato un tentativo di riconciliazione interrotto dalla moglie. Il consulente di coppia, cui i Galoppo si erano rivolti, precisa che Assunta Russo aveva voluto interrompere la terapia dicendogli: «Questa volta lo butto fuori di casa e lo metto sul lastrico» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;). «Ha aspettato che finissimo di pagare i mobili, le spese straordinarie del caseggiato, il mutuo decennale per agire e dirmi: “Dimostralo che è casa tua, te ne devi andare, non ti voglio in casa”» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;). Così, secondo Galoppo, si è materializzata la richiesta di separazione. Lo scrisse in una lettera inviata al suo avvocato pochi giorni prima della strage,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Galoppo ripeteva che la sua vita era rovinata. Queste le dichiarazioni di un’amica dell’ispettore: «Poteva vedere i figli tre volte alla settimana, ma solo per poche ore. In più era rimasto senza casa ed era costretto a dormire in Commissariato (…) ripeteva: “Mi sveglio e mi trovo davanti un muro della caserma. In più non ho i miei bambini”» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;). L’ispettore era alla sua seconda separazione: «Dal punto di vista economico era sul lastrico: pagava il mantenimento alla prima moglie, e alla seconda un assegno mensile di 420 euro» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La conflittualità nella separazioni si svolge spesso attraverso atteggiamenti distruttivi e sentimenti di profondo rifiuto. In questo senso, l’ipotesi che la moglie di Galoppo perseguisse lo scopo di “gettare sul lastrico” il marito è rappresentativa di quella che per molti padri e madri separati o divorziati è una condizione reale. Tra Saverio e Assunta, come vedremo, la conflittualità che sfociava in violenza era all’ordine del giorno. Ma ciò nulla toglie al fatto che, come confermano anche le statistiche, per un marito avviare un procedimento di separazione o divorzio voglia dire scontrarsi con l’orientamento dell’affidamento esclusivo alla moglie-madre. Di conseguenza, versare un assegno di mantenimento (per i figli ma spesso anche per l’ex coniuge), perdere il diritto di abitare nella ex casa coniugale, farsi carico del costo degli spostamenti e di tutto ciò che può essere previsto nelle visite infrasettimanali e nei week end di turno, può causare – soprattutto quando parliamo di persone con un reddito medio-basso – un evidente impoverimento delle proprie condizioni di vita che in alcuni casi può arrivare alla mera sussistenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Inolte, per Galoppo si prospettava una situazione affettivo-relazionale difficile da affrontare.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;Alcuni poliziotti hanno detto che si è trattato di uno sterminio familiare annunciato: la settimana prima del pluriomicidio, la moglie aveva fatto sapere al marito separato di essere intenzionata a trasferirsi con i figli in Puglia&lt;b&gt;. &lt;/b&gt;«“L’ispettore Galoppo – spiega un suo collega – temeva che con il prossimo trasferimento della moglie e dei figli, non sarebbe più riuscito a vedere Davide e Sara, ai quali voleva molto bene. Probabilmente quella notizia è stata per Saverio la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso”» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;E ancora sui figli: «Mio padre adorava Sara e Davide e loro stavano volentieri con lui» – racconta Aurora, la figlia avuta dal primo matrimonio – «Proprio oggi ( il 10 luglio, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) doveva partire per le ferie e andare coi bimbi ad Afragola. Lei (la ex moglie, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) si è impuntata ed è riuscita, non so come, a far convocare mio padre in tribunale il 14 luglio per la separazione. Così aveva dovuto rinunciare alle vacanze con i bambini e lui c’era rimasto molto male». (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In generale, possiamo dire che interferenze e violazioni nell’esercizio del diritto di visita, ma anche il semplice disinteresse da parte del genitore affidatario nell’educare i figli ad un rapporto sano e costante con l’altro genitore, sono problematiche che di frequenza, pure se con modalità differenti, si rintracciano nelle separazioni difficili e che alimentano conflitti già esistenti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Anche l’avvocato matrimoniale di Galoppo ha qualcosa da dire in proposito: «La prova che la moglie non volesse affidargli i figli, anche per le sole vacanze, è il decreto di citazione che la donna aveva presentato nei giorni scorsi, con il quale chiedeva una visita psichiatrica sui figli, per cui Galoppo era stato convocato in tribunale il 14 luglio, mentre sarebbe dovuto partire con loro in vacanza il 10 luglio scorso», e aggiunge: «Secondo me, la moglie, consigliata sulla tempistica di queste citazioni, voleva evitare che il marito partisse per le vacanze con i figli. E questa cosa per Galoppo forse è stata determinante per decidere di farla finita» (&lt;i&gt;la Repubblica&lt;/i&gt;). Infatti: uccide e si uccide appena prima della desiderata vacanza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Era violento Saverio Galloppo? Assolutamente no, affermano colleghi e conoscenti, ed anche il Questore di Genova. Nel lavoro non era una testa calda, ma era misurato, calmo, capace di un autocontrollo ferreo, di mediare anche conflittualità difficili. La leader del gruppo di protesta per la chiusura delle acciaierie di Cornigliano, Leila Maiocco&lt;b&gt;,&lt;/b&gt; con la quale Galoppo si era confrontato in un contesto non facile, come rappresentante delle Forze dell’ordine, racconta: «era sempre conciliante e sensibile, quasi delicato» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;, 10 luglio 2003).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Eppure: a seguito della denuncia della moglie, a carico dell’ispettore era stato aperto otto mesi prima un fascicolo dove si ipotizzava l’accusa di lesioni e maltrattamenti. La madrina della figlia Sara conferma: «Tina è stata diverse volte all’ospedale. L’ultima volta (lui) le aveva rotto un dito». E le amiche e le colleghe di Assunta Russo: «si metteva le maniche lunghe, anche in piena estate. Doveva coprire i lividi». E ancora: «Mi diceva che aveva paura di suo marito specialmente dopo la separazione. Temeva per sé e per i suoi figli, e soprattutto temeva che l’uomo glieli avrebbe portati via» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;). E però nei confronti dei figli questo padre in guerra con la moglie non era violento. Lo esclude la madrina di Sara, rispondendo a una domanda del cronista. Mentre la testimonianza dell’amica dell’ispettore include nel ritratto a tinte forti di una coppia precipitata nel vortice di rancori e cattiverie reciproche, la violenza di Tina su Saverio: «Quando litigavano anche lei (la moglie, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) alzava le mani. Era una donna molto aggressiva. Qualche mese fa, in pieno giorno, ha aggredito e preso a calci e pugni Saverio in mezzo a via Cornigliano» (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;). Anche Assunta Russo, infatti, era imputata di percosse nei confronti del marito e sarebbe dovuta comparire davanti al giudice di pace in ottobre (&lt;i&gt;La Gazzetta del Sud&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;La questione della violenza delle donne sui partner maschili è una realtà ignorata, sepolta dal mare magnum dei luoghi comuni e delle riflessioni stereotipate, in base alle quali, sempre e comunque, le donne hanno il ruolo delle vittime, gli uomini quello dei carnefici. In Italia, e in genere in Europa, né giornalisti né ricercatori, né tanto meno le istituzioni, oserebbero indagare l’altra faccia (scabrosa) della medaglia e, soprattutto, si guarderebbero bene dal divulgare i risultati. Nella patria (gli Stati Uniti) di quella iattura addormenta-coscienze che è il &lt;i&gt;politically correct&lt;/i&gt;, invece, la reazione all’appiattimento degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, ha prodotto una reazione che dà spazio alle posizioni “dalla parte degli uomini”. E comunque l’America è sempre stata il paese di “tutto e il contrario di tutto” e vi ha sempre vigilato un certo spirito liberale che ha tenuto alta, per lo meno, la bandiera dell’oggettività. Così, nel 1998, una ricerca del Dipartimento di Giustizia del governo sulla violenza contro le donne (l’&lt;i&gt;Against Women Survey&lt;/i&gt;) svelò che gli uomini assoggettati alla violenza domestica da parte delle mogli o conviventi erano il 40% circa dei casi totali di violenza. Negli stessi anni, una analisi condotta su oltre 77.000 casi dal Dipartimento di Psicologia dell’Università dello Stato della California ha riscontrato che le donne, con i propri partner maschi, sono violente quanto o più di costoro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;a class="sdfootnoteanc" name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Inoltre, per citare una pubblicazione che molto ci aiuta ad inquadrare la &lt;i&gt;case history &lt;/i&gt;di Saverio Galoppo, esiste da tempo la descrizione di una “Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio”, proposta dal professor Daniel Ira Turkat della Clinica Psichiatrica dell’Università di Stato della Florida (1995). Tra i comportamenti sindromici segnalati nelle donne divorziate, vi sono proprio l’eccesso di ingiustificate azioni legali contro l’ex partner, il tentativo di alienargli i figli e le gravi difficoltà poste nelle frequentazioni tra questi e il padre. Occorrerebbe, quindi, tenere conto in maniera equanime dei comportamenti eccessivi e dannosi di entrambi i partner coinvolti in una separazione difficile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;Invece: nella prima udienza di separazione (detta udienza presidenziale, che si svolge in presenza delle parti ma nella quale non vengono accettate dichiarazioni testimoniali), a fronte della richiesta di affidamento avanzata da entrambi i genitori, il giudice decise che Sara e Davide sarebbero andati a vivere con la madre. In base alla seguente motivazione: «L’esigenza di un immediato provvedimento che impedisca il ripetersi di episodi violenti» e non tenendo conto del fatto che Saverio Galloppo aveva fatto presente di essere stato anche lui oggetto di violenza (&lt;i&gt;Il Secolo XIX&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dal punto di vista garantista, la sentenza del giudice è criticabile, perché riflette il caso in cui un giudice civile emette una sentenza in base a prove che devono ancora essere accertate dal giudice penale. Ma occorre tener presente che nel nostro sistema giuridico, da un lato vige una preponderanza del “libero convincimento del giudice” rispetto all’esibizione e al riscontro delle prove, dall’altro – quando si tratta di giustizia matrimoniale – è possibile, e accettato, che il giudice civile consideri “prova” una denuncia di violenza, quando essa sia circostanziata e, a suo giudizio, inoppugnabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;D’altra parte, nessuno saprà mai cosa sarebbe cambiato per lui, per Assunta Russo, per i loro figli, dopo la prima udienza, quando, negli ulteriori gradi dell’iter giudiziario fino al divorzio, Saverio Galloppo avrebbe potuto esporre le proprie ragioni con l’appoggio dalla presenza di testimoni. E però possiamo immaginare il peso di una terribile conflittualità legale, che può ripetersi progressivamente innescando conflittualità sempre più elevate, su un marito e padre che ha il terrore di perdere i figli amati e vive ostacoli nel poterli incontrare, che&lt;b&gt; &lt;/b&gt;odia la moglie e non accetta di essere colpevole per ciò che gli viene imputato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;L’ultima citazione è da una delle lettere lasciate dall’ispettore prima di uccidere e uccidersi: «La giustizia che non c’è mi spinge a questo gesto. Fino a questo momento io ho servito lo Stato»&lt;b&gt; &lt;/b&gt;(da &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.7cm; margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Effettivamente lo Stato italiano non ha trovato ancora un equilibrio normativo per contribuire a superare l’equivalenza padri separati-padri assenti, contro la propria volontà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div id="sdfootnote1"&gt;  &lt;p style="margin-left: 0.5cm; text-indent: -0.5cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a class="sdfootnotesym" name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;  &lt;i&gt;References examining assaults by women on their spouses or male  partners: an annotated bibliography&lt;/i&gt;,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Martin S. Fiebert,  Department of Psychology, California State University, Long Beach,  “Sexuality and Culture”, 1997, 1, 273-286.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115203175940384104?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115203175940384104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115203175940384104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115203175940384104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115203175940384104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/07/mobbing-il-caso-galoppo-2003.html' title='mobbing - il caso Galoppo 2003'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115076764875191975</id><published>2006-06-20T03:38:00.000+02:00</published><updated>2006-06-20T03:40:48.766+02:00</updated><title type='text'>Perche il papa' e' importante.</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;                 &lt;span style="font-family:Arial;font-size:6;"&gt;Why Dads Matter&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;                &lt;/span&gt;By Mike McCormick and Glenn Sacks&lt;/p&gt;                                                                                                    &lt;p style="line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;    A wealth of research confirms that fathers play a unique and      important role in their children’s lives. Nevertheless, powerful      forces in our society try to marginalize fathers. Unfortunately,      these misguided individuals can be difficult to educate. With      Father’s Day upon us, it’s worth another try. &lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;The rates of the four major youth      pathologies--teen pregnancy, teen drug abuse, school dropouts      and juvenile crime--are tightly correlated with fatherlessness,      often more so than with any other socioeconomic factor.&lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;For example, according to a      long-term study conducted in the United States and in New      Zealand and published in &lt;i&gt;Child Development&lt;/i&gt;, a father’s      absence greatly increases the risk of teen pregnancy. The study      found that it mattered little whether the child was rich or      poor, black or white, born to a teen mother or an adult mother,      or raised by parents with functional or dysfunctional marriages.      What mattered was dad.&lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;A &lt;i&gt;Journal of Marriage and Family&lt;/i&gt;      study found that the presence of a father was five times more      important in predicting teen drug use than any other      sociological factor, including income and race. A published      Harvard review of four major studies found that, accounting for      all major socioeconomic factors, children without a father in      the home are twice as likely to drop out of high school or      repeat a grade as children who live with their fathers. A &lt;i&gt;     Journal of Research in Crime and Delinquency &lt;/i&gt;study concluded      that fatherlessness is so predictive of juvenile crime that, as      long as there was a father in the home, children of poor and      wealthy families had similar juvenile crime rates. &lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Adult children of divorce realize      dads are important. A published Arizona State University study      found that more than two-thirds believed that, after divorce,      "living equal amounts of time with each parent is the best      arrangement for children."&lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Nevertheless, fathers are often      under attack by misguided women’s advocates. While      fatherlessness is almost always blamed on irresponsible      males, these advocates’ powerful influence over family law is      also at fault. All family law and legislative battles over child      custody issues involve the same fight--fathers want more time      with their children, and their opponents fight to limit their      role. &lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;For example, several major branches      of the National Organization for Women, including New York and      Michigan, have recently issued Action Alerts against Shared      Parenting bills. These Alerts rallied NOW’s supporters against      moderate legislative attempts to help dads remain a part of      their children’s lives after divorce or separation. NOW’s      playbook is simple—portray divorced dads as a threat to their      children’s well-being.&lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;In this there is great      irony—according to the U.S. Department of Health and Human      Services' new report &lt;i&gt;Child Maltreatment 2004&lt;/i&gt;, when one      parent is acting without the involvement of the other parent,      mothers are almost three times as likely to kill their children      as fathers are, and are more than twice as likely to abuse      them. Nevertheless, in both New York and Michigan NOW’s scare      tactics succeeded.&lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;The media’s fascination with      cutting down dads is another part of the problem. For example,      last fall former Stanford University gender scholar Peggy      Drexler was acclaimed in many circles for her highly-publicized      book &lt;em&gt;Raising Boys Without Men: How Maverick Moms Are      Creating the Next Generation of Exceptional Men. &lt;/em&gt;Drexler      asserts that father-absent homes are often the best environments      for boys.  &lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Through her interviews with single      mother and lesbian families Drexler concludes there’s no need to      fear fatherlessness, because fatherless boys play sports and      scrape their knees like other boys, and don’t turn out to be      effeminate or gay. On that she’s probably correct. However,      fatherless boys &lt;i&gt;do&lt;/i&gt; often turn out to be juvenile      delinquents, drug abusers and school dropouts. Yet few hailing      Drexler’s research looked close enough to see that her      assurances that fatherless boys “do fine” was based on the      ludicrous notion that all that really concerns us is that these      boys might turn out to be sissies.&lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Our society spends billions of      dollars attempting to combat crime, drug abuse, teen pregnancy      and dropouts, without meaningfully addressing fatherlessness,      which plays a central role in creating them. There is no easy      solution to these problems. There is also no solution possible      without dads. &lt;/p&gt;     &lt;p style="line-height: 150%;"&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;This article first appeared in the &lt;/i&gt;     Houston Chronicle&lt;i&gt; (6/18/06).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p align="left"&gt;                 &lt;span style="font-size: 8pt;font-family:Arial;" &gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Mike  McCormick is the Executive Director of the American Coalition for Fathers and  Children, the world’s largest shared parenting organization. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Their &lt;/span&gt; &lt;span style="background: white none repeat scroll 0% 50%; font-size: 10pt; font-family: Arial; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;website  is &lt;a style="text-decoration: underline;" target="_blank" href="http://www.acfc.org/"&gt; www.acfc.org&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#003399;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align="left"&gt;                 &lt;span style="font-size: 8pt;font-family:Arial;" &gt;     &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt; &lt;span style="background: white none repeat scroll 0% 50%; font-size: 10pt; font-family: Arial; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Glenn  Sacks' columns on men's and fathers' issues have appeared in dozens of America's  largest newspapers. Glenn can be reached via his website at &lt;a target="_blank" href="http://www.glennsacks.com/"&gt;www.GlennSacks.com&lt;/a&gt; or  via email at &lt;a href="mailto:Glenn@GlennSacks.com"&gt;Glenn@GlennSacks.com&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115076764875191975?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115076764875191975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115076764875191975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115076764875191975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115076764875191975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/06/perche-il-papa-e-importante.html' title='Perche il papa&apos; e&apos; importante.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-115004101886657565</id><published>2006-06-11T17:47:00.000+02:00</published><updated>2006-06-28T15:19:50.576+02:00</updated><title type='text'>L'applicazione della nuova legge</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.jusconsultants.com/affido-condiviso/demo/index.php"&gt;Introduzione alla legge (avv. Mirco Minardi www.mircominardi.it)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altalex.com/index.php?idstr=10&amp;idnot=2508#_ftn1"&gt;Commento alla legge n. 54 del 2006 (Avv. Marcello Bergonzi Perrone)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.eius.it/articoli/2006/006.asp"&gt;Commento alla legge n. 54 del 2006 (Avv. Eugenio Mete)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.minoriefamiglia.it/pagina-www/mode_full/id_600/"&gt;Giurisprudenza sull'affidamento condiviso&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lasicilia.it/giornale/2506/CL2506/CL/CL03/64.html"&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;&lt;big&gt;Una giornata di studi per addetti ai lavori.&lt;/big&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le nuove norme sono state apprezzate da tutti i presenti e considerate, finalmente, come norme a misura di bambino. «Per la prima volta si tiene conto del diritto e delle esigenze del minore» ha infatti commentato l'avvocato Lidia Asaro, specialista in Bioetica. «Fino ad oggi - ha anche aggiunto - le cause familiari sono sempre state trattate come cause di contenzioso. L'approccio dovrebbe invece essere diverso. Bisogna fare in modo che il minore sia danneggiato meno possibile dalla disgregazione della coppia».&lt;br /&gt;Il Presidente del Tribunale di Caltanissetta Vittorio Lo Presti considera la legge un cambiamento quasi epocale: «E' una vera e propria rivoluzione sociale. E dovrebbe cambiare l'atteggiamento di magistrati, avvocati e genitori». Il magistrato si è poi soffermato sul nuovo ruolo assunto dalla figura paterna, considerata per lungo tempo assente nell'educazione dei figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-115004101886657565?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/115004101886657565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=115004101886657565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115004101886657565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/115004101886657565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2006/06/lapplicazione-della-nuova-legge.html' title='L&apos;applicazione della nuova legge'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-113583930571884763</id><published>2005-12-29T07:52:00.000+01:00</published><updated>2005-12-29T07:55:05.743+01:00</updated><title type='text'>SULL’AFFIDAMENTO CONDIVISO</title><content type='html'>Convegno 19 dicembre 2005&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“DISEGNO DI LEGGE SULL’AFFIDAMENTO CONDIVISO”&lt;br /&gt;COMMENTI E PROPOSTE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Risvolti sociologici di questa riforma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvia FicarraResponsabile Osservatorio Famiglie Separate - GESEF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il varo di una nuova normativa, che tenesse conto delle istanze dei genitori avanzate attraverso le associazioni, è attesa da anni. Ed ha ingenerato importanti aspettative.&lt;br /&gt;Il clamore suscitato dai media intorno al testo licenziato dalla Camera in luglio ha determinato la convinzione che, finalmente, il diritto del bambino alla bigenitorialità sia culturalmente acquisito. E che la parità di doveri genitoriali, sia sul piano economico che educativo, sia finalmente riconosciuta.&lt;br /&gt;Riceviamo quotidianamente decine di telefonate ed e-mail da parte di genitori – perlopiù padri – che si informano ansiosamente circa la data per l’approvazione definitiva.&lt;br /&gt;La delusione per le nostre risposte, non in merito alla data, ma al contenuto della legge, è cocente. Soprattutto quando spieghiamo che il testo non sancisce l’affido condiviso in primis, che resta a discrezione del magistrato, ma traduce in normativa quanto di peggio l’attuale prassi giudiziaria ha .prodotto; che le sanzioni previste per il genitore ostacolante non hanno alcun effetto deterrente; che la conflittualità permarrà inalterata;&lt;br /&gt;Se la riforma fosse stata bocciata, o rinviata, potrebbe ancora sussistere una speranza.&lt;br /&gt;L’indignazione per il clamoroso raggiro, suscita commenti dai quali comincia a delinearsi lo scenario futuro.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Lo Scenario Attuale&lt;br /&gt;Non possiamo parlare del fenomeno separazione senza contestualizzarlo in un quadro sociale più vasto.&lt;br /&gt;La nostra è “una società senza padri”.&lt;br /&gt;Da Claudio Risé (Il padre:l’assente inaccettabile), a Rino Della Vecchia (Questa Metà della Terra), da Robert Bly (La società degli eterni adolescenti) a Gary Becker (premio Nobel per l’economia 1992) è un fiorire di analisi.&lt;br /&gt;L’eliminazione del padre, quale canale di trasmissione di regole e valori che aiutano il figlio a maturare e responsabilizzarsi, è frutto di una necessità funzionale alle società avanzate. Dove la famiglia è ridotta a pura cellula economica.&lt;br /&gt;Persino la riproduzione umana (bonus per i neonati) e la cura della prole viene monetizzata: infatti il testo di legge in esame prevede che, nel determinare l’entità dell’eventuale assegno a favore del genitore collocatario deve essere considerata la valutazione economica dei compiti di cura della prole. In pratica un genitore, per legge, deve essere remunerato dall’altro – non più convivente – per occuparsi del proprio figlio.&lt;br /&gt;L’educazione, assistenza ed accudimento dei figli è demandata perlopiù ad agenzie esterne mentre le problematiche relazionali e di adattamento sono gestite dall’apparato medico/psicologico e socio/giudiziario.&lt;br /&gt;Alle tradizionali funzioni della famiglia – tramandate attraverso le generazioni – si è così sostituito in maniera coercitiva lo Stato Sociale. Da cui gli individui, privati di forti legami affettivi e di una identità certa, isolati deresponsabilizzati e disadattati, si vogliono far dipendere.&lt;br /&gt;Al punto che si è avvertita la necessità di istituire corsi che insegnano ai genitori come essere tali.&lt;br /&gt;Il femminismo – parimenti funzionale al circuito produzione/consumo – ha strumentalizzato le donne con l’inganno di un potere che il nuovo modello familiare poteva loro conferire.&lt;br /&gt;Mentre si celebra l’emancipazione da un ineluttabile destino biologico, la dottrina neo femminista della differenza predica una nuova mistica della maternità quale status sociale primario, perfettamente rispondente al principio economico di riproduzione.&lt;br /&gt;L’identità femminile ne esce distrutta.&lt;br /&gt;Scrive l’antropologa Ida Magli (Sesso e Potere, 1998): “Le donne….sono cadute nel facile, tragico inganno che il nuovo modello fosse di per sé la distruzione del vecchio…. la società puntella di volta in volta, con provvedimenti contingenti, contraddittori, perfino balzani, della magistratura o dei politici, i ruderi del vecchio assetto sessuale, matrimoniale, parentale, sociale. Ma al centro di questi ruderi ci sono le donne. Erano loro il mattone che era stato messo dai maschi a fondamento del palazzo. Tolto il mattone il palazzo è crollato. Prive di un qualsiasi progetto, di una qualsiasi immagine di sé, le donne vivono alla giornata, come se la libertà e il potere consistessero appunto nel non avere né progetti né mete”,&lt;br /&gt;In tale scenario il fenomeno separazione/divorzio non poteva avere evoluzione diversa ed essere gestito altrimenti.&lt;br /&gt;La conflittualità abilmente alimentata dall’esterno è funzionale all’ulteriore lacerazione delle relazioni familiari ed alla fissazione dei ruoli. Il padre reperisce le risorse. La madre le rivendica e gestisce i consumi. I figli crescono privi di validi modelli di riferimento con i quali misurarsi ed attingere forza, prestigio, sicurezza in se stessi e del proprio posto nella società; incapaci di scelte autonome assumono supinamente gli schemi consumistici loro imposti.&lt;br /&gt;Si moltiplicano problematiche e devianze, ed il controllo dello Stato Sociale – attraverso i suoi apparati perlopiù al femminile- si rafforza.&lt;br /&gt;Risvolti sociologici&lt;br /&gt;Statistiche recenti indicano che i neo-papà italiani sono tra i più vecchi in Europa: l’età media alla nascita del primo figlio è 33 anni.&lt;br /&gt;La popolazione giovanile per il 65% permane nella famiglia d’origine mediamente fino a 30 anni di età. Di questa fascia circa il 15% è già costituita da figli di genitori separati/divorziati.&lt;br /&gt;Riteniamo che altrettanti abbiano fratelli o parenti più anziani già reduci da tale esperienza.&lt;br /&gt;I giovani potenziali padri quindi – ironicamente definiti Peter Pan o eterni adolescenti - sono perlopiù a conoscenza di quale sia la condizione di genitori separati non affidatari, e delle conseguenze relazionali con i figli.&lt;br /&gt;Inoltre, il dibattito cui la riforma dell’attuale normativa ha dato avvio fin dall’inizio della legislatura, ha ulteriormente messo in luce tale realtà, evidenziando come proprio la paternità responsabile venga ad essere emarginata e punita.&lt;br /&gt;La Gesef opera con uno sportello di ascolto dal 1994: ha quindi una conoscenza approfondita della situazione, che contrasta spesso con le versioni ufficiali diffuse da altri enti.&lt;br /&gt;I soggetti che si rivolgono alla nostra struttura sono per l’83% padri separati, di un’età compresa tra i 37 e 50 anni.&lt;br /&gt;Tutti lamentano sofferenza per la frattura del rapporto quotidiano con i figli, nonostante le cure loro prodigate fin dalla nascita ed il profondo legame affettivo. Di questi oltre il 70% dichiara che, anche stabilita una nuova unione, non intende generare altri figli.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Il dibattito intorno al fenomeno della denatalità verte – oltre che sulle problematiche della madre lavoratrice – anche sull’età tarda dei neo-genitori. Si omette però di considerare le conseguenze derivanti dalla separazione/divorzio, così come oggi vissute dall’elemento più debole della coppia: il genitore non affidatario&lt;br /&gt;Considerato l’aumento esponenziale delle separazioni (richiesta dalle donne nell’70% dei casi) da una parte e la consapevolezza di una paternità responsabile dall’altra, sarebbe opportuno valutare quanto la denatalità sia riconducibile ad una volontà maschile, conseguente la combinazione dei due fattori.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Il risvolto economico&lt;br /&gt;Le conseguenze anche economiche della separazione/divorzio stanno determinando una fascia di nuovi poveri: sono i padri separati non affidatari con lo “stipendio fisso” dimezzato, gravati dal mutuo per una casa in cui non abiteranno mai più, oltre alle spese per una nuova sistemazione.&lt;br /&gt;Se sono fortunati hanno almeno un genitore disponibile a riaccoglierli: taluni trovano ospitalità presso la Caritas. Altri dormono in macchina, quando ancora se la possono permettere.&lt;br /&gt;Il 70% di coloro che si rivolgano a noi rientra in questa casistica.&lt;br /&gt;Quasi tutti gli Enti locali, sull’intero territorio nazionale, finanziano - da decenni e con soldi dei cittadini - la Casa delle Donne o centro similare che presta aiuto a donne/madri in difficoltà. Il primo ed unico Centro di Accoglienza, dove i padri non affidatari possono incontrare e pernottare con i loro figli è sorto nei pressi di Bolzano due anni fa, per iniziativa privata, solo successivamente sovvenzionato dalla Provincia.&lt;br /&gt;Questi nuovi poveri, comprensibilmente impossibilitati a metter su un’altra famiglia, vengono ignorati dalle statistiche ufficiali.&lt;br /&gt;Le stesse che puntualmente registrano i casi di inottemperanza al pagamento dell’assegno di mantenimento per ex moglie e figli decretato dal Tribunale.&lt;br /&gt;Casi che si moltiplicano di anno in anno. Parallelamente al moltiplicarsi delle denunce strumentali da parte del genitore affidatario contro l’altro.&lt;br /&gt;Nell’80% delle situazioni di omissione infatti, l’inadempiente lamenta – oltre al depauperamento legale – il ricatto illegale da cui non esiste difesa: ovvero la “concessione” del figlio solo in cambio di laute mance extra sentenza.&lt;br /&gt;E quando al posto della mancia arrivavano i carabinieri, scatta immediata la ritorsione: denuncia strumentale di maltrattamenti o abuso sotto l’insegna “il bambino ha raccontato che………”. Che la macchina giudiziaria anziché sanzionare utilizza per stritolare ulteriormente la relazione figlio/genitore bersaglio, a tutto vantaggio dei professionisti del circuito integrato.&lt;br /&gt;C’è innegabilmente chi, previdente e ben informato, provvede per tempo a mettere al sicuro beni e risorse.&lt;br /&gt;Indignarsi è superfluo: sarebbe più utile domandarsi perché padri disponibili in qualunque momento a spendere fortune per i propri figli, arrivano in tribunale improvvisamente spilorci e nullatenenti. E prendere atto che la frattura di coppia non può continuare a tradursi in una “punizione” che condanna un genitore idoneo e responsabile alla povertà, come l’attuale prassi comporta.&lt;br /&gt;E di cui, ormai, c’è cognizione diffusa.&lt;br /&gt;Si sta infatti profilando un fenomeno nuovo: i giovani maschi in procinto di sposarsi o diventare padri difficilmente risultano intestatari di un bene immobiliare/patrimoniale, anche quando la condizione della famiglia di origine lo consentirebbe.&lt;br /&gt;Le risorse accumulate dalla generazione del boom economico si stanno esaurendo.&lt;br /&gt;La flessibilità lavorativa degli ultimi anni ha azzerato la certezza dello “stipendio fisso”, mentre i costi abitativi sono quadruplicati: nessuna famiglia di nuova costituzione, appartenente alle classe media e medio/bassa, può farvi fronte senza un pregresso risparmio.&lt;br /&gt;Anche la mistica del lavoro e del guadagno si è culturalmente dissolta: il tempo libero ha ormai una valenza esistenziale.&lt;br /&gt;Scenari futuri&lt;br /&gt;Quale impatto può avere su questa situazione il testo in esame se diventerà legge dello Stato?&lt;br /&gt;Per i genitori separati non affidatari equivale ad un tradimento, che aumenterà ulteriormente lo scollamento tra cittadini ed istituzioni politiche e giudiziarie.&lt;br /&gt;Per i separandi equivale ad affilare le armi, facendo proprie quelle fin qui utilizzate da una sola parte.&lt;br /&gt;Le accuse diventeranno reciproche: la cronaca offre purtroppo argomenti convincenti per colpire quel fronte che finora sembrava essere immune da qualunque attacco.&lt;br /&gt;I figli continueranno ad essere le vittime sacrificali, oltreché strumenti di guerra.&lt;br /&gt;I giovani, cresciuti in ambienti gestiti perlopiù al femminile (la baby-sitter, l’educatrice, la maestra, l’insegnante, la pediatra ecc.), sono alieni dal senso di colpa che ha marchiato la vita dei loro padri e dei loro nonni: non si sentono affatto in debito ne confronti delle coetanee, anzi.&lt;br /&gt;La ribellione no-global si sta estendendo a qualunque tipo di autorità: gli adulti di domani, depositari di diritti indiscussi e paritetici, molto meno dei doveri, difficilmente saranno disposti ad accettare una discriminazione di genere perpetuata da una legge beffa. Una legge che anziché premiare le responsabilità genitoriali, a tutto vantaggio dei figli, avrà l’effetto di disincentivarne l’assunzione.&lt;br /&gt;Le famiglie separate del futuro imminente saranno ancora più sole e sicuramente più povere.&lt;br /&gt;L’assegno di mantenimento, oggi principale bandiera rivendicativa, sparirà dal vocabolario forense.&lt;br /&gt;I padri, senza stipendio fisso, con occupazioni flessibili, sforniti di proprietà, non solo non saranno più ricattabili, ma certo non si affanneranno ad elemosinare la salvaguardia del ruolo genitoriale. Orfani di un modello cui riferirsi poiché cresciuti in una società senza padri, probabilmente saranno i primi a scappare di fronte alle più banali difficoltà.&lt;br /&gt;Le madri dovranno contare solo su se stesse, al massimo sulle nonne: lo Stato Sociale sta già esaurendo le risorse destinate ad elargire benefits di varia natura.&lt;br /&gt;Saranno le donne, questa volta, a manifestare in massa davanti al Parlamento per chiedere una legge che garantisca finalmente parità di ruoli e responsabilità genitoriali.&lt;br /&gt;I bambini continueranno a pagare per tutti. Grazie anche ad una legge che qualcuno ha definito bambinocentrica.&lt;br /&gt;Questa era forse l’ultima occasione per restituire pienezza alla bigenitorialità.&lt;br /&gt;L’abbiamo persa: il DDL 3537 è la quintessenza del conservatorismo e della stoltezza di una classe politica pronta a qualunque compromesso, ma incapace di interpretare il futuro.&lt;br /&gt;Non è emendabile. Occorre ricominciare da capo: che i legislatori si siedano intorno ad un tavolo ed ascoltino demografi, psicologi e sociologi indipendenti, ovvero non legati a scuderie di partito o interessi di bottega.&lt;br /&gt;Ma soprattutto che ascoltino umilmente i cittadini, i genitori: a beneficio dell’infanzia e della famiglia, in primis, ma anche della società e della politica che pretende di rappresentarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-113583930571884763?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/113583930571884763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=113583930571884763' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/113583930571884763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/113583930571884763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/12/sullaffidamento-condiviso.html' title='SULL’AFFIDAMENTO CONDIVISO'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-113571454475127999</id><published>2005-12-27T21:10:00.000+01:00</published><updated>2006-08-19T01:24:14.033+02:00</updated><title type='text'>Essere padre si coniuga con amore e con nient'altro</title><content type='html'>Non accetto uno scontro diretto con le associazioni di femministe.&lt;br /&gt;Non lo accetto e affronto il "confronto" parlando dei bambini.... che non sono la "foglia" di fico come scrive qualcuno ma sono il frutto del nostro amore. (imho)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]Insomma, padre si coniuga con amore e con nient'altro, il resto è una decorazione, e purtroppo nel tempo presente le decorazioni hanno preso il posto dell'essenziale.&lt;br /&gt;Non c'è modo di essere padre senza amore e certo è drammatica la posizione di un padre che non ami il figlio e magari lo detesti. Il padre è solo quello dell'amore, ma vicino a questa figura ce ne sono molte e tutte sanno di tristezza se non di patologia: sono i padri malati.&lt;br /&gt;I genitori-non padri: hanno generato e poi sono stati assenti, hanno dato il nome e magari un buon sostegno economico, ma non hanno nemmeno fatto uno sforzo minimo per capire le difficoltà.&lt;br /&gt;I padri-tecnici: non sentono alcun legame d'amore e si limitano a gestire il rapporto con i figli in modo che non sia troppo pesante, con la strategia di minimizzare, di non drammatizzare, di non vedere.&lt;br /&gt;Un padre-tecnico dà suggerimenti come darebbe ad un dipendente dell'ufficio. Di questo gruppo fanno parte anche i padri-despoti (o padroni).&lt;br /&gt;I padri-mariti: sono i padri che si sentono legati ai figli mediatamente la moglie, e quando il rapporto con lei entra in crisi, di fatto va in subbuglio anche quello con i figli.&lt;br /&gt;I padri-bambini: sono i padri che si proiettano nel figlio, e quindi vivono una seconda infanzia e adolescenza volendo realizzare i propri bisogni.&lt;br /&gt;Il figlio diventa un burattino che si muove con i fili dei desideri paterni, con una sostituzione di bisogni.&lt;br /&gt;A questo gruppo fanno parte anche i padri-sognatori, che vedono nel figlio un'eccezione: bellissimo, intelligentissimo, geniale.&lt;br /&gt;I super-padri: sono i padri che non accettano mai nemmeno una critica e non sopportano di mettersi in rapporto con i figli se non nel ruolo fissato, come se non ci fosse nulla da imparare da loro.&lt;br /&gt;Come se si trattasse di una posizione adamantina, senza alcuna venatura.&lt;br /&gt;I padri dell'incostanza: sono persone che hanno un rapporto mutevole, con fasi anche affettive, che poi diventano fredde. Dal calore al freddo glaciale. Possono incorporare a «pezzetti» le figure che abbiamo elencate. Un'occasione per dire che la costanza e la coerenza dei sentimenti e dei legami padre-figlio sono un elemento sostanziale, poiché nella continuità c'è la sicurezza.[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ildue.it/Thesaurus/ThesaurusPagina.asp?IDPrimoPiano=667"&gt;http://www.ildue.it/Thesaurus/ThesaurusPagina.asp?IDPrimoPiano=667&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo mettere a fuoco il ruolo del papa' che ama,&lt;br /&gt;nella nostra societa'.&lt;br /&gt;Se vogliamo affermarci dobbiamo prendere coscienza che non tutti i padri sono uguali&lt;br /&gt;e che molti non assolvono al loro ruolo come dovrebbero.&lt;br /&gt;Aiutiamo loro a migliorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao MarcoBiondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MarcoRw&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-113571454475127999?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/113571454475127999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=113571454475127999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/113571454475127999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/113571454475127999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/12/essere-padre-si-coniuga-con-amore-e.html' title='Essere padre si coniuga con amore e con nient&apos;altro'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09668539437113449019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-112797365736868091</id><published>2005-09-29T07:51:00.000+02:00</published><updated>2005-09-29T08:00:57.386+02:00</updated><title type='text'>Chi ha bisogno di un padre?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Fathers: Who needs them?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;By Dr. James C. Stroud and Fr. Brian A. Dudzinski&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In 1994, approximately 19 million children, from all social strata were being raised in homes where no father figure was present. Over 50% of all children who were born in 1992 and later will spend part of their growing years living with only one parent, and in 90% of those cases the child will live apart from the father.4 Fatherlessness is a growing enigma for our society. From national satellite broadcasts, state conferences sponsored by governors and other politicians, local organizations and churches many individuals are recognizing the urgency of bringing back responsible fatherhood and fathers to the family.&lt;br /&gt;This article will address the growing statistical evidence that supports the role of the father as important. The five myths that are prevalent in our society will be outlined. The benefits of father presence and child development will be discussed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Statistics of fatherhood in USAAbout 40% of U. S. children will go to sleep in homes in which their fathers do not live. Over 50% of our nation’s children are likely to spend a significant portion of childhood living apart from their fathers. Never before in this country have so many children been voluntarily abandoned by their fathers. Never before have so many children grown up without knowing what it means to have a father.5 Wade Horn, National Fatherhood Initiative, recently identified the top ten father facts.&lt;br /&gt;An estimated 24.7 million children (36.3%) live absent their biological father.&lt;br /&gt;There are almost 17 million children (25%) living with their single mothers.&lt;br /&gt;1.25 million or 32% of all births in 1995 were out-of-wedlock.&lt;br /&gt;Today nearly 4 out of 10 first marriages end in divorce, 60% of divorcing couples have children, and over one million children each year experience the divorce of their parents.&lt;br /&gt;One out of every six children is a stepchild.&lt;br /&gt;There are nearly 1.9 million single fathers with children under 18.&lt;br /&gt;4 out every 10 cohabiting couples have children present and of children born to cohabiting couples, only 4 out of 10 will see their parents marry. Those who do marry experience a 50% higher divorce rate.&lt;br /&gt;26% of absent fathers live in a different state than their children.&lt;br /&gt;About 40% of the children who live in fatherless households haven’t seen their fathers in at least a year while 50% of children who don’t live with their fathers have never stepped foot in their father’s home.&lt;br /&gt;Children who live absent their biological fathers, on average, are more likely to be poor, experience educational, health, emotional, and psychological problems, be victims of child abuse, and engage in criminal behavior than their peers who live with their married, biological mother and father.6&lt;br /&gt;Figure one further depicts the “disappearing dad” phenomena in our country.&lt;br /&gt;DISAPPEARING DAD&lt;br /&gt;US Kids Living With        1960&lt;br /&gt;Father and mother           80.6%&lt;br /&gt;Mother only                         7.7&lt;br /&gt;Father only                          1.0&lt;br /&gt;Father and stepmother      0.8&lt;br /&gt;Mother and stepfather       5.9&lt;br /&gt;Neither parent                     3.9&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;1980&lt;br /&gt;62.3%&lt;br /&gt;18.0&lt;br /&gt;1.7&lt;br /&gt;1.1&lt;br /&gt;8.4&lt;br /&gt;5.8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1990&lt;br /&gt;57.7%&lt;br /&gt;21.6&lt;br /&gt;3.1&lt;br /&gt;0.9&lt;br /&gt;10.4&lt;br /&gt;4.3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sources: America’s Children by Donald Hernandez, U.S. Census Bureau. Because statistics are from separate sources, they do not total 100%.7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Myths of fathers in USA “For the Lord sets a father in honor over his children; a mother’s authority he confirms over her sons” (Sir. 3:2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“There are five myths about fathers that have been perpetuated in the United States.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The first myth is the father as a biologically unfit parent.&lt;br /&gt;Margaret Mead once said that fathers are a biological necessity but a social accident. Fathers are viewed primarily as the breadwinner and the disciplinarian in our society. This idea of fathers being “accidental” was challenged by numerous individuals such as Bowlby, 1977; Pruett, 1987; Brodzinsky &amp; Schechter, 1990; Lamb, 1981; and Parke &amp; Brott, 1999. Fathers are not only a biological necessity, but also a social absolute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The “dangerous father” is the second myth. There are individuals (French, Brownmiller, Dworkin, Faludi, and Wolf) who have informed us that men by their genetic make-up pose a real and valid threat to the female adult and to all children. This myth is perpetuated by Child Protective Service (CPS) workers, the media culture, and skewed and falsely reported statistics. Further, “women are just as likely as men to hurt a child, and of the people who physically abuse their own children, 60 % are mothers.” However, this is not the norm, and as long as this is a prevailing attitude, this idea can become self-fulfilling whether by the fathers or the mothers who have this attitude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The third myth is the “lazy dad.” Hochschild (1989) made the chilling claims that men perform only seventeen minutes of household-related work a day compared to their counterparts’ three hours a day, and that fathers interact with their children only twelve minutes a day compared to mothers’ fifty minutes. McBride &amp;amp; Mills (1993) found fathers interact with their children on average 1.9 hours each day Monday through Friday and 6.5 hours per day on Saturday and Sunday, making the amount of time 83% of the time of the mother. Further, they found fathers to be available on average of 4-9 hours per day Monday through Friday and 9.8 hours per day on Saturday and Sunday, totaling 82% of the time of the mother.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In myth number four fathers are seen as “dead beat dads.” Have these men really run away from their families or are they being chased away? Does a “dead beat dad” really exist? Governmental agencies are quick to point our statistics of the run-away or deadbeat dad, but negligent in accepting part of the responsibility of this phenomenon. Due to court decisions, lack of father support, accusations of spouses, and denial of welfare payments to women if there was a man around the house have forced men from the very role many government officials are now touting as crucial . . . the fatherhood role! Recent legislation, sponsored by Senator Pete Dominici, R-N.M. and Senator Evan Bayh, D-Ind., entitled “Fathers Count” passed the House by a vote of 328-93. The primary purpose of this legislation is to assist men in becoming responsible fathers. The legislation will offer grants for numerous initiatives. The bill is pro-marriage. It offers two-parent, at-risk families incentives for fathers to assist their children and become more involved parents.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The fifth myth is the “bumbling father” or the “useless father.” Parents looking for books with positive father role models, other than the traditional disciplinarian and breadwinner are pretty much out of luck. The media supports the bumbling and useless father myth (“choosy mothers choose Jif”; “recommended by Dr. Mom”; Kix is “Kid tested, mother approved”). Fathers are depicted as inept in the areas of nurturing and caring (Three Men and a Baby; Home Improvement, Mr. Mom, etc.). Additional portrayals of fathers by the media include the “rotten father” (First Wives Club), the “non-committed” or “stay-away” father (Bambi), and the “not needed” father (The Big Chill; E.T. the Extra-Terrestrial).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On Father’s Day many negative articles about fathers are published (“Disappearing Dads Disruptive to Society,” “Where Have All the Fathers Gone?” and “Deconstructing the Essential Father”), but the most poignant story to represent the “useless father myth” is the following, a cartoon depicting a 5 year-old girl looking at the calendar and noticing “Father’s Day” asks her mother, “what is a father?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Importance of fathers in child developmentFathers and Cognitive Development Numerous investigators have examined the important role a father plays in his child’s cognitive development. A positive relationship has been found between the amount of social stimulation (rocking, talking, looking, touching) and an infant’s level of mental ability. In addition, research findings suggest that a father’s presence affects the cognitive development of his son in early infancy; baby boys whose fathers live with them score higher on cognitive measures than baby boys whose fathers are absent. The amount of interaction between a baby boy and his live-in father also affects the infant’s intellectual growth; more frequent contact is associated with higher scores on cognitive development scales.&lt;br /&gt;Research further indicates that a father’s availability, as well as a father’s presence or absence, affects older children’s academic performance. In a study of third-grade boys, Blanchard and Biller (1971) concluded, “underachievers, who were working below grade level, came from homes where the father had left before the child was 5. The superior academic performers were the boys whose fathers were present and highly available.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A survey of over 20,000 parents found when fathers are involved in their children’s education including attending meetings and volunteering, children were more likely to receive an A, enjoy school, participate in extracurricular activities, and less likely to be retained.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fathers and socio-emotional developmentIn early infancy, the quality of the relationship between a father and his child affects the baby’s ability to socially interact with other adults. Findings from studies involving infants as young as five months old suggest a positive relationship between a baby boy’s contact with his father and the infant’s _expression of friendliness toward a strange adult; baby boys who have more contact with their fathers are friendlier, more vocal, more willing to be picked up, and enjoy frolic play more than sons who have less involved fathers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;During the preschool years, a father’s consistency in discipline is further related to his child’s socio-emotional development. In a study conducted by Baumrind (1967), paternal consistent discipline was associated with likable, autonomous, imaginative, and confident behavior in boys, and well-socialized, friendly, and dependable behavior in girls. Children in single-parent families are two to three times as likely as children in two-parent families to have emotional and behavioral problems.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fathers and physical development&lt;br /&gt;Most studies conducted in the area of fathers and the physical development of their children have been focused on the issue of how fathers play with their children. A general conclusion from this research is that fathers are not only more likely than mothers to be an infant’s play partner, but also the type of play initiated by fathers is different than that provided by mothers. Fathers tend to engage their infants in physically stimulating and unpredictable or idiosyncratic types of play. Mothers, meanwhile, are more likely to initiate conventional games (like peek-a-boo and pat-a-cake) and toy-mediated play. This paternal play style undoubtedly fosters an infant’s physical competence by providing opportunities for exercise and gross motor development. Physical contact is a sign of being wanted and is an important means of communicating our presence to others.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fathers and spiritual developmentThe father has traditionally been the one, from Old Testament times until present day, whom the family looks to for strength and leadership. Like anything else, there are exceptions. We have to be careful that we do not let the exceptions be seen as the rule. In the times and society we live in today the father is not always the spiritual leader, the mother is. The mother plays a very special and important role in the spiritual formation and development of her children, but when both mother and father take an active role in this development the effectiveness is profoundly greater.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The mother is very influential in “molding” the spirituality of the children, but the father is the one that enables it to harden and take its final shape. Without the father’s support and leadership the pot will “crumble.”&lt;br /&gt;A child needs both parents, if possible, to set him solidly on the right spiritual path. Single parents can accomplish this task, but without both the father and mother it becomes even more difficult.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SummaryNumerous governmental agencies; politicians; religious, community and civic leaders; educators; health care workers; and others are calling for a national effort to bring back responsible fatherhood. There has been a proliferation of material written in the past five years on the topic of the importance of fathers and fatherhood.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David Blankenhorn (1995) offered twelve proposals to assist the fatherhood movement. His first proposal is in the form of a pledge that every man should take:&lt;br /&gt;Many people today believe that fathers are unnecessary. I believe the opposite. I pledge to live my life according to the principle that every child deserves a father; that marriage is the pathway to effective fatherhood; that part of being a good man means being a good father; and that America needs more good men.&lt;br /&gt;Blankenhorn stated that numerous religious leaders have abdicated the entire issue of marriage to divorce lawyers. Some clergy have lost interest in defending and strengthening marriage. Others cite that they are concerned about offending church members who are divorced or unmarried.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Additionally, the National Fatherhood Summit (Washington, D. C.) recommendations of June 1998 call on faith-based communities to assist in bringing fathers back to their families. State initiatives such as “Building Bright Beginnings” in Indiana are recognizing fathers do count. Current right and left political platforms are addressing the urgency of children growing up without fathers in their lives. Many are calling on the church to lead the return of fathers to their children.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;God has placed great emphasis on the important role of fathers. “Scripture teaches that a father has many roles. Among them: he is the head of the family (Joshua 24:1); he is to be the family’s teacher and is responsible for seeing that family life is in accordance with God’s instructions (Deut. 6:7, 20ff); he is to be a respected authority in the family (Exod. 20:12), the family’s priest (Exod. 12:3), and the family’s provider and protector (1 Tim. 5:8).”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fathers: Who needs them? We all need fathers. Society should values them, include them, and encourage their involvement in their families.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resources&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;National Fatherhood AssociationsNational Fatherhood Initiative National Center on FatheringNational Center on Fathers and FamiliesSt. Joseph’s Covenant KeepersPromise Keepers&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Web Sites&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nfi.org" target="_blank"&gt;www.nfi.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ncf.org" target="_blank"&gt;www.ncf.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.dads.org" target="_blank"&gt;www.dads.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.about.com" target="_blank"&gt;www.about.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fathermag.com/" target="_blank"&gt;http://www.fathermag.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-112797365736868091?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/112797365736868091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=112797365736868091' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112797365736868091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112797365736868091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/09/chi-ha-bisogno-di-un-padre.html' title='Chi ha bisogno di un padre?'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-112797261521732617</id><published>2005-09-29T07:42:00.000+02:00</published><updated>2005-09-29T07:43:35.226+02:00</updated><title type='text'>Gli effetti persistenti del divorzio</title><content type='html'>The Washington Times &lt;a href="http://www.washingtontimes.com"&gt;www.washingtontimes.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Divorce's lasting effects By Cheryl Wetzstein&lt;br /&gt;THE WASHINGTON TIMES&lt;br /&gt;Published September 27, 2005&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Even though adult children of divorce often appear well-adjusted and successful, their childhoods were profoundly scarred by their parents' breakup, a study finds.     The "untold story" of divorce is that it forces children into a strange new childhood that is filled with stress, secrets and fears about safety, says Elizabeth Marquardt, author of "Between Two Worlds: The Inner Lives of Children of Divorce."     Many researchers say that if children "don't end up drug addicts in the street," it means they are just fine and the divorce wasn't a problem for them, says Mrs. Marquardt, who is one of roughly 15 million Generation Xers -- or one in four persons ages 18 to 35 -- whose parents divorced.     "But just because you've managed to survive something and come through it OK doesn't mean at all that the experience was no big deal. ... As a society, we still have not grasped just how radical divorce really is," says Mrs. Marquardt, a scholar at the Institute for American Values in New York.     Her advice to parents is to fight harder to save their marriages instead of opting for a "good divorce."     "While a good divorce is better than a bad divorce, it is still not good," she says.     Mrs. Marquardt's views collide with those of the booming divorce industry, which maintains that "the way" parents divorce is more important than the divorce itself.     "Ending a marriage is a painful, wrenching process that shakes up the family's foundation, but it doesn't follow that the family itself is broken," sociology professor Constance Ahrons wrote in her 2004 book, "We're Still Family: What Grown Children Have to Say About Their Parents' Divorce."     In her study of 173 adult children of divorce, Ms. Ahrons found that most of the children had blossomed into effective adults who were connected to their families. Three-quarters thought they and their parents were better off because of the divorce.     "How you rearrange the ingredients -- how two new households are built from the original foundation -- is the key to the family's future," concluded Ms. Ahrons, a divorcee who coined the phrase "The Good Divorce" in her 1994 book of that title.     Divorce rates have been edging down nationally. In 2004, there were 3.7 divorces per 1,000 persons, compared with 3.8 divorces per 1,000 in 2003 and 3.9 divorces per 1,000 in 2002, according to the National Center for Health Statistics.     In 2004, this translated into about 800,000 divorces, far fewer than the 1 million-plus a year recorded for much of the 1970s, 1980s and 1990s.     But 800,000 divorces a year is still a formidable number, which is why most academics and counselors accept widespread divorce as inevitable and focus on helping couples create amicable or "good" divorces.     "I think divorce looms large for all children, but I don't think it's a huge handicap," says Vicki Lansky, author of many divorce-related books, including "Divorce Book for Parents: Helping Your Children Cope with Divorce and Its Aftermath" and "It's Not Your Fault, Koko Bear."     "Most people understand that divorce is problematic for their children, but studies have also shown that an unhappy family or a family with a lot of yelling or anger is as much, if not more, detrimental to a child ... than divorce," says Ms. Lansky, who divorced many years ago.     She prescribes divorce education so parents won't keep fighting after the breakup, and arrangements that give both parents access to their children.     It would also help if the nation would stop hyping the "whole nuclear-family fantasy" and how children deserve "perfect lives," Ms. Lansky adds.     "I don't think anybody has perfect lives," she says. "Family configurations are so different today, and I think it's wonderful. I think we need more family, not less. ... The more, the merrier."     Mrs. Marquardt says her study is unique because it captures the inchoate impact of divorce -- the dismay, longing, discomfort, anger and worry that children experience, but often can't put into words.     With help from University of Texas at Austin professor Norval Glenn, she surveyed or interviewed more than 1,500 adults, ages 18-35, half from divorced families and half from intact families.     Her research shows that children of divorce learn to:     •Worry about child abuse, sexual abuse and parental kidnapping.     •Worry about their "stuff," because it is often lost in the constant traveling.     •Wonder about religion and God, owing to the mixed messages they receive from their parents.     •Become "chameleons," because they must figure out how to function in their parents' often starkly different worlds.     •Become vigilant about parental moods.     •Become a keeper of secrets, especially those of their parents.     •Handle a parent's subsequent remarriage and/or divorce.     For most children, the most dramatic change is going from being a member of one, intact family to being a part of two or more families with ever-changing rosters of parental lovers, relatives, stepparents and stepsiblings, says Mrs. Marquardt.     Any sense of "belonging" is lost because "as children of divorce, we became insiders and outsiders in each of our parents' worlds," she said.     Mrs. Marquardt, who is married and a mother, says she is not calling for an end to divorce or trying to make divorced parents, including her own, feel bad. Her message is that two-thirds of divorces occur to couples who have unhappy but low-conflict marriages.     "I urge parents to think harder still" about ending those marriages, she says. "A lot of people in an unhappy marriage can get happier in their marriage."     Speaking for herself and other members of "the first generation" of Americans to grow up in a society where divorce is prevalent, Mrs. Marquardt adds: "This is what we want: a home, strong marriages, wholeness, understanding of our true experience and a secure world for our children -- one world."                         Copyright © 2005 News World Communications, Inc. All rights reserved.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-112797261521732617?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/112797261521732617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=112797261521732617' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112797261521732617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112797261521732617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/09/gli-effetti-persistenti-del-divorzio.html' title='Gli effetti persistenti del divorzio'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-112326872356178297</id><published>2005-08-05T20:40:00.000+02:00</published><updated>2005-12-26T19:36:35.810+01:00</updated><title type='text'>Rivalsa isterica ovvero l'acting out dei problemi psicologici in azioni giuridiche</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"    style="font-family:Verdana;font-size:12;color:blue;"&gt;Psicopatologia nella separazione divorzio e affidamento&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"    style="font-family:Verdana;font-size:12;color:red;"&gt;&lt;a href="http://www.fenbi.it/Mario_Andrea_Salluzzo.doc"&gt;Mario Andrea Salluzzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;Attualità in Psicologia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;, Vol. 19, n.3-4, Lug.-Dic. 2004, pp. 221-235.&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;Siamo lieti di segnalare ai frequentatori del &lt;a href="http://www.fenbi.it/"&gt;nostro sito&lt;/a&gt; l’articolo di Mario Andrea Salluzzo, pubblicato sull’ultimo numero della rivista Attualità in Psicologia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;Psicologo operante nel Servizio Sanitario Nazionale da oltre 10 anni, Salluzzo si occupa da alcuni anni delle tematiche legate alla separazione. Altre sue pubblicazioni sono comparse nel 2004 sui notiziari dell’&lt;i&gt;Istituto di studi per la paternità&lt;/i&gt; e dell’&lt;i&gt;Associazione Italiana di Psicologia Giuridica&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;L’autore, dopo aver presentato un quadro generale del problema, si addentra appassionatamente nella sofferenza della separazione, nelle difficoltà del rapporto coi figli, nelle dinamiche psicosociali, nella responsabilità delle classi professionali implicate, nei metodi psicologico-psicoterapeutici, toccando, infine, anche il tema controverso delle riforme legislative.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;In particolare, ci è sembrato interessante l’estensione del concetto di &lt;i&gt;acting out&lt;/i&gt; - derivante dalla teoria della psicoterapia - al fenomeno della conflittualità giudiziaria nelle famiglie separate. Riportiamo, pertanto, l’intero paragrafo che l’autore ha dedicato al tema dell’&lt;i&gt;acting out giudiziario&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: center" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:red;"&gt;L’acting out giudiziario&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: center" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;Il concetto di acting out deriva dalla teoria delle psicoterapie dinamiche (Freud S., 1914). Esso sta a designare, in sintesi, tutta quella serie di comportamenti, che possono essere impulsivi, o comunque caratterizzati da rimozione e/o scarsa &lt;i&gt;mentalizzazione&lt;/i&gt; - mancata metabolizzazione della funzione alfa, secondo la teoria di W. R. Bion (1962) - tesi a risolvere in modo improprio, all’esterno del contesto psicoterapeutico, un disagio di origine psicologica. Il soggetto crede genuinamente di adottare strategie più adeguate ad affrontare il disagio, in realtà sta solo perpetuando all’infinito comportamenti distruttivi e cronicizzanti il proprio e l’altrui malessere. In questo caso, l’agire diventa un impedimento alla comprensione della natura psicologica del problema. Così facendo, gli ex coniugi possono adire irriflessivamente – gli psicoanalisti lo definirebbero “un agito” (acting) – alla separazione e continuare a confliggere per anni – a volte vita natural durante – utilizzando il sistema giudiziario in modo perverso, come palcoscenico cioè dove rappresentare il loro disagio, nella illusoria speranza di una riparazione delle proprie sofferenze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;Difatti la giustizia è inadeguata a svelare le cause psicologiche del conflitto, né può prescrivere l’amore, la comprensione o il benessere familiare. Inoltre, al disagio irrisolto che ha spinto la coppia a dividersi, si aggiungono altri disturbi psicopatologici accessori, che potremmo equiparare a delle &lt;i&gt;nevrosi da indennizzo&lt;/i&gt; (Giberti F, Rossi R., 1983). Sono quelle che spingono gli ex coniugi a rivendicazioni infinite nel vano tentativo di vedersi riconosciuti i torti inflitti dall’altro. Ma la valutazione di tali torti spesso si rivela essere critica, in quanto, a volte, solo nella loro soggettività risultano essere tali, oppure, qualora realmente esistenti, potrebbero essere tuttavia difficilmente dimostrabili. L’interesse di prevalere nelle contese giudiziarie e le reazioni psicopatologiche, inevitabilmente, inquinano i resoconti dei contendenti. Alcuni autori parlano a tale proposito di “fattoidi” (de Cataldo, 1997) per designare la natura incerta di quanto riferito da chi è sottoposto a interrogatori o perizie in ambito giudiziale. Come se non bastasse, anche l’inevitabile soggettività dei periti nominati come C.T.U. nei vari procedimenti giudiziari contribuisce a rendere più incerti e insoddisfacenti i giudizi. I periti, infatti, hanno formazioni psicotecniche diverse e possono fornire al giudice versioni anche contrastanti di uno stesso caso, a seconda della loro preparazione. Di conseguenza, il riconoscimento dei torti da parte dei magistrati potrebbe diventare impossibile, con l’indesiderato effetto di vedere il permanere dell’insoddisfazione in entrambe le parti per lunghi anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;Infine - anche a causa della intrinseca natura dei provvedimenti, che tipicamente prevedono pene, limitazioni, sanzioni, risarcimenti a carico di una delle parti, con la conseguente tendenza delle parti a falsificare i propri atteggiamenti e resoconti sui fatti accaduti - il sistema giudiziario può solo generare il più possibile l’evitamento della comprensione interiore dei fattori psicologici che hanno ridotto gli sfortunati protagonisti della vicenda al fallimento del loro progetto di vita in comune. Perché di questo si tratta: la separazione e il divorzio, in misura variabile da caso a caso, sono spesso un evento traumatico, un fallimento, e chi non vi fosse preparato può giungere alla disperazione e soccombere. I disagi familiari che esitano in stragi e suicidi sono fin troppo spesso materia di cronaca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;Chi si separa spinto da una impellente esigenza, senza aver sufficientemente elaborato una meditata decisione, spesso è afflitto da uno stato penoso di disagio che gli rende impossibile comprendere cosa gli stia accadendo. Preso dal bisogno di eliminare al più presto una sofferenza insopportabile a cui non è abituato, finisce col riporre nei metodi giudiziari una fiducia ingenua, guidato dall’illusione di una rapida risoluzione dei problemi personali e di organizzazione della vita provocati dai disagi di coppia. Gli avvocati non sempre hanno la preparazione o l’intuito psicologico per spingere i loro clienti a riflettere, né il potere, ovviamente, di indurli a farlo. Né è loro compito identificare la natura psicopatologica del conflitto. Spesso condividono coi loro clienti la stessa mentalità orientata alla risoluzione rapida e indolore. Così facendo finiscono col colludere con il cronico ed irrisolvibile prolungarsi del conflitto e delle cause che l’hanno generato. Che la soluzione legale sia facile da elaborare mentalmente e rapida da ottenere è fuor di dubbio, che sia efficace non è possibile prevederlo, ma solo ottimisticamente o magicamente attenderselo. Non esiste alcuna garanzia che la via giudiziale intrapresa non si trasformi in un iter perverso irreversibile.&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;Per non parlare del fatto paradossale – che completa il quadro di quella che si potrebbe definire la &lt;i&gt;perversione dell’acting out giudiziario&lt;/i&gt; – che il sistema della giustizia, a cui ricorre la coppia in conflitto, è esso stesso basato sul conflitto e che, come tale, può solo inasprire lo stress e provocare un cronico prolungarsi di reazioni psicopatologiche. Assurdamente, l’intervento della giustizia viene utilizzato dagli ex coniugi per mettere in atto, in forma legalizzata, una serie di violenze, estorsioni e ritorsioni reciproche, vanificando quindi l’intendimento risanante, non solo della legge sul divorzio, ma anche quello delle altre leggi finalizzate alla limitazione delle violenze familiari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;L’esperienza clinica dimostra che le coppie conflittuali possono rimanere avvinghiate in un odio implacabile per decine di anni se non per tutta la vita; e che la tanto vagheggiata liberazione dall’altro, che a questo punto potremmo identificare come guarigione dai propri disagi psichici, di cui gli ex coniugi sono prigionieri, diventa impossibile, essendo entrambi inestricabilmente congiunti in un abbraccio mortale (Main T., 1966) che gli impedisce di ritrovare l’apertura psicologica per mentalizzare il passato e il presente, finendo col perdere la fiducia e l’entusiasmo per prospettare pienamente una vita futura. Una volta distrutta la fusionalità dell’eros, i coniugi restano uniti – più di prima – nella fusionalità dell’odio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoTitle" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Ci troviamo in una situazione simile a quella che negli anni sessanta Franco Basaglia (1968) denunciava a proposito della violenza nelle istituzioni psichiatriche. Gli operatori della psichiatria sapevano benissimo a quali disumani trattamenti venivano sottoposti i malati di mente, ma tutto rientrava nella logica dell’&lt;i&gt;establishment&lt;/i&gt; e finivano per non farci più caso, perché il loro ruolo professionale veniva riconosciuto dalla società solo in quel senso. In altri termini, per difendere il proprio assetto identitario, era più forte il bisogno di aderire al consenso sociale, sancito dalle leggi dello Stato, piuttosto che farsi carico della reale sofferenza dei malati. Cosi come avveniva per i malati di mente ospedalizzati, così, quando le famiglie in crisi entrano nel sistema della giustizia avviene lo stesso processo di destorizzazione e oggettivazione descritto da Basaglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoTitle" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;I soggetti trattati dagli strumenti tecnici delle istituzioni giudiziarie perdono il loro ruolo personale di artefici del proprio destino per essere soggiogati alla logica del potere di leggi non rispondenti alle esigenze e alla effettiva configurazione del fenomeno su cui devono andare ad operare. Il ruolo degli operatori della giustizia finisce con l’essere solamente acquiescente nei confronti di un sistema che applica impassibilmente le sue leggi, incurante dei danni che provoca. &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Gaetano Giordano (3° Rapporto Nazionale Eurispes-Telefono Azzurro sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza) non esita a parlare di &lt;i&gt;family chopping&lt;/i&gt; nel considerare la distruzione delle relazioni affettive fra genitori e figli, e il marcato disagio sociale e individuale che ne consegue, come caratteristica emergente della gestione giudiziaria delle separazioni coniugali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoTitle" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"    style="font-family:Verdana;font-size:12;color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il movimento psichiatrico riformista degli anni sessanta sottolineava che il decorso della malattia mentale degli internati non apparteneva primariamente a questa, come la scienza psichiatrica voleva lasciare ad intendere, ma che il decorso della malattia era la diretta conseguenza dell’incontro tra l’evento della malattia e l’istituzione deputata a curarla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoTitle" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Nel nostro caso ci veniamo a trovare di fronte ad un sistema dove le coppie in difficoltà entrano per ricevere giustizia e risanamento della loro vita, ma finiscono col trovare in molti casi solo disagio aggiuntivo - quindi &lt;i&gt;iurigeno&lt;/i&gt; - e compromissione del benessere psichico per le generazioni future. Viene spontaneo domandarsi se ci troviamo solamente di fronte ad una psicopatologia della coppia, o al suo maligno aggravamento provocato dalla prassi e dalle normative del sistema sociogiuridico. E’ fuor di dubbio l’inintenzionalità di nuocere dei magistrati e delle categorie (avvocati, consulenti, assistenti sociali, ecc.) collusivamente coinvolte nei meccanismi &lt;i&gt;perversi&lt;/i&gt; su esposti, ma è pur vero che essi vi partecipano spesso con consapevolezza, ben sapendo che il loro operato può comportare un’ulteriore sofferenza. Questo, agli occhi della società, non li rende perciò incolpevoli, ma responsabili &lt;i&gt;in solido&lt;/i&gt; – potremmo dire – con il sistema in cui svolgono la loro attività. Potrebbero fare altrimenti, iniziando a superare il vissuto di ineluttabile sottomissione all’ordinamento vigente e cominciare a ribellarsi all’idea di sentirsi obbligati a trasferire nella loro attività tutti gli errori di fondo del sistema in cui operano. Invece continuano ad attuare ciò che potrebbe definirsi una sorta di &lt;i&gt;follia legalizzata.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: center" align="center"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;3° Rapporto Nazionale Eurispes-Telefono Azzurro sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza.&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Basaglia F. a cura di, (1968) &lt;i&gt;L’istituzione negata&lt;/i&gt;, Giulio Einaudi Editore, Milano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Bion W. R., (1962) &lt;i&gt;Apprendere dall’esperienza&lt;/i&gt;, (1972) Armando, Roma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;de Cataldo L., (1997) &lt;i&gt;L’esame del minore&lt;/i&gt;, Quaderni ISISC, n. 13, pp.119-149; citato in Giorgi R., &lt;i&gt;Madre Teresa non ha sposato Hitler&lt;/i&gt;, Associazione Italiana di Psicologia Giuridica, n. 14, pp.5-7, 2003.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Freud S., (1914) &lt;i&gt;Ricordare, ripetere e rielaborare&lt;/i&gt;, (1975) &lt;i&gt;Opere&lt;/i&gt;, vol.7, pp.353-361, Boringhieri, Torino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Giberti F., Rossi R., (1983) &lt;i&gt;Manuale di Psichiatria&lt;/i&gt;, Piccin, Padova.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN-LEFT: 0.25in; TEXT-INDENT: -0.25in; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Main T., (1966) &lt;i&gt;Una teoria sul matrimonio e le sue applicazioni pratiche&lt;/i&gt;, Interazioni, n.1/1993, pp.81-107.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span lang="IT"   style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;Si ringrazia la casa editrice E.U.R. Edizioni Universitarie Romane per aver gentilmente concesso la pubblicazione di questo estratto dalla rivista Attualità in Psicologia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-112326872356178297?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/112326872356178297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=112326872356178297' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112326872356178297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112326872356178297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/08/rivalsa-isterica-ovvero-lacting-out.html' title='Rivalsa isterica ovvero l&apos;acting out dei problemi psicologici in azioni giuridiche'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-112266172165736340</id><published>2005-07-29T18:24:00.000+02:00</published><updated>2005-08-16T02:57:37.223+02:00</updated><title type='text'>Tritatutto - genitori e bambini sono le vittime</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Eppur si muove. Ogni giorno arrivano notizie di piccoli risultati. Un po da tutto il mondo e anche in Italia. Mi fa molto piacere per Aldo Forte sapere che anche le sue vicende si sono finalmente concluse dopo 10 anni di incredibile tenacia e presistenza. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Carissimi , oggi 26 luglio 2005 la Corte di Appello di Bologna si è espressa sull'affidamento di Devid.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt; Forse per la prima volta un tribunale ha rigettato tutte le richieste di una donna e l'ha condannata al pagamento di tutte le spese processuali di 1° e secondo grado . Dopo molti anni finalmente quasi giustizia è stata fatta . Sono felice perchè quale motivazione della sentenza della corte di appello del rigetto è stata la strumentalità dei ricorsi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;stessa."  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggere &lt;a href="http://www.web4web.it/lastoriadialdo/index.htm"&gt;la storia di aldo&lt;/a&gt; fa venire i brividi, immedesimandosi in lui, ma sopratutto pensando al gravissimo trauma subito dai suoi figli. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Se tutti i padri avessero combattutto come lui sicuramente adesso le cose nella nostra società sarebbero diverse! Queste situazioni incredibili, fanno capire cosa puo' motivare gli estremi gesti di rabbia di chi non ce la fa a resistere al sistema tritatutto. Immaginate di essere "dichiarati pazzi" e come tali considerati da tutti, continuare a difendersi. Perdere il lavoro. Continuare a vedere rigettate le vostre richieste di verifica. Sapere di essere stati sottoposti ai piu' stringenti controlli medici per questioni di lavoro e venire dichiarati pazzi, sulla base di una persona del sistema che non aveva non solo alcun titolo per esprimere qualle valutazione, ma neppure il minimo barlume di prova. Le parole scritte su un pezzo di carta legale sono "verita' legale" piu' incontrovertibile della verita' scientifica. Un errore puo' sempre succedere, ma la cosa aberrante e' la pervicacia di un sistema che sulla base di un errore assurdo, continua a fare di tutto per non accorgersi dell'errore e provvedere tempestivamente alle contromisure, procedurali e puntuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che ogni anno esplodono, perche' non trovano via di uscita. Non sono folli. Sono vittime di un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/grpind/separ/giordano1.htm"&gt;mobbing genitoriale di stato&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt; causato da evidenti negligenze procedurali e scarsa professionalita/serieta' di chi deve dare un servizio pubblico. Riassumendo in breve la storia, si capisce che anche la mamma, ex compagna di Aldo e' anchessa vittima del sistema. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.breakthroughparenting.com/PAS.htm"&gt;Come sempre avviene in questi casi.&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;Si capisce che la mamma prima di tutti aveva bisogno di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AIUTO e sostegno,&lt;/span&gt; insieme alla sua famiglia, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per il bene dei figli minori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, questo sistema "giudiziale" ha mostrato i gravi danni che derivano da un approccio totalmente imperniato sul diritto e sulla burocrazia. Valutando un "sistema", sia esso una fabbrica automatica, un ospedale o un moderno ed efficiente "processo di separazione dei genitori con figli minori" ne devo valutare il livello di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qualita'&lt;/span&gt; in termini di tempo di processo, tempi di attesa, efficacia (costi/benefici) e sopratutto qualita' del prodotto finale. Il processo di separazioni giudiziale ne esce con punteggi da era preindustriale. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se lo paragonassimo a un ospedale, i suoi medici sarebbero tutti inquisiti per negligenza e i pazienti con mortalita' africana.&lt;/span&gt; Il benchmarking con un ospedale e' piu' che corretto, essendo entrambi i processi operanti su "persone" il cui "benessere" finale e' un parametro essenziale della valutazione. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Viene misurato il benessere psichico di madre, padre e figli dopo la separazione? NO!&lt;/span&gt; Non interessa a nessuno. Non esiste neppure il concetto di sistema di qualita' nei sistemi giudiziari! Il cui compito di un sistema di qualita' e' proprio quello di definire protocolli e procedure per minimizzare gli "errori di sistema" e gli "errori stocastici", massimizzando la qualita' del prodotto finale: il benessere del minore e dei suoi genitori, che ad esso sono essenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si vola, ogni volta che avviene un pur minimo incidente (occorrenza di problema) si traccia il problema, si fa una indagine per risalire alla causa, si aggiornano immediatamente le procedure. Solo per questo possiamo avere una relativa sicurezza del volo. Siccome e' in gioco &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la vita delle persone&lt;/span&gt; diventa essenziale garantire livelli di affidabilita' e di qualita' molto elevati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia di aldo, un errore di valutazione, dovuto a un evidente pregiudizio di una sola persona che non aveva alcun senso di responsabilita', o che semplicemente applicava una "regola standard" ha provocato dieci anni di sofferenze incredibili ai figli, che qualsiasi padre di riflesso avrebbe sofferto per il senso di assoluta impotenza. Quanti padri nella situazione di Aldo avrebbero desistito dopo uno o due anni? Le statistiche ci dicono il 50%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ora che il mondo chiuso delle separazioni si confronti con il mondo reale. Entrare in un tribunale da la stessa sensazione di rivivere l'atmosfera Orwelliana di Brazil, mitico film di Gillam. Presenziare e partecipare a un dibattito sulla legge per chi non e' avvocato, magistrato o psicogiurista, e' "invasione di territorio sacro" e il commento piu' benevolo che si puo' sentire e' "sembra di essere da Maurizio Costanzo." Questo rifiuto della cross-professionalita' del benchmarking e' l'essenza della negazione della qualita' del processo. Causa primaria di tutti gli scompensi che sono identici in tutto il mondo che adotta le stesse procedure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sono per dire questo? Un ingegnere che guarda alla nuda realta' senza precondizionamenti ne devianze emotive. Cosa tiene assieme una coppia genitoriale? Le leggi? Il bastone? Non penso che quando due mettono in cantiere un figlio siano li a fare la coda per la carta bollata. Le forze di aggregazione familiare sono essenzialmente le risultanti di transazioni psicologiche tra l'interno e l'esterno della famglia. La loro dinamica e' piu' influenzata da aspetti "psicologici" che legali. Semmai un fattore di crisi o stabilita' sono i soldi e l'amore. Cambiamenti stressanti sono il cambiamento di lavoro, la perdita di una persona cara, la nascita di un figlio, il cambio di abitazione. Quando una coppia scoppia, le comunicazioni tra i genitori sono quasi "riflessi automatici" con transazioni bloccate su riflessi quasi pavloviani. Se in quelle condizioni decidono di "superare il momento stressante" separandosi, aggiungono a una situazione stressata al limite un ulteriore picco di stress derivato dalla decisione di separarsi. E' quasi normale che in condizioni non di quiete e relax, i due genitori siano ulteriormente destabilizzati sul piano psichico. Per non parlare di cosa avviene quando ci sono anche condizioni iniziali di personalita' anche lievemente disturbate o con problemi di autostima/dipendenza. Come reagisce una personalita' paranoica in una fase di separazione? Una madre dipendente e fagocitante? Un padre? Non e' una questione di genere. Ma di transazioni che si instaurano in condizioni di elevato stress.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di norma una coppia si rivolge all'esterno. Parenti stretti. Amici. Confessore. Psicoterapeuta. Analista. Avvocato. Chiede auto. Facciamo un test. Secondo voi, a buon senso, chi dovrebbero essere le persone esterne alla coppia, che un buon manuale di qualita' dovrebbe prescrivere al primo punto di insorgenza di crisi nella coppia? "Tra moglie e marito non mettere il dito" recitava la saggezza popolare, di cui abbiamo perso le dimostrazioni scientifiche di validita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse in America l'analista avrebbe qualche preferenza. Qui da noi, per certo Amici, Parenti, Avvocato sono la sequenza piu' frequente. Non certo le persone piu' competenti e specificamente preparate per dare sostegno valido alla coppia genitoriale. La coppia ha la comunicazione emotiva bloccata. Non riescono a sentirsi in sintonia. Come prima cosa si deve rimettere ordine nella comunicazione. Nel protocollo di handshake tra i due. Farli parlare e ascoltare a turno. Riprogrammare il loro linguaggio, per tenere sotto controllo le classiche distorsioni cognitive come il pensiero polarizzato, tutto o nulla, generalizzazioni e altre distorsioni logiche. Riportare tutto su un piano razionale e poi di condivisione emotiva. Ci sono numerosi testi e scuole di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa azione di sostegno, pragmatica ha una certa resa. Che puo' poi pilotare psicoterapie piu' mirate anche di tipo analitico. Se comunque fallisce, il suo naturale sbocco e' la mediazione genitoriale per mantenere comunque la comunicazione essenziale riguardante i figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso, la paura del "medico del cervello" e il mito del "divorzio facile" consumistico e "se son piccoli i bimbi soffrono anche meno", fa saltare a pie' pari con grande slancio ogni tentativo di far funzionare una coppia, che fino a quel momento di "picco stressante" funzionava bene. Un po come si fa con l'elettronica oggi, e' di moda buttar via una famiglia e farne un'altra. Ci sono recidivi seriali che arrivano a incasinarsi con tre o quattro situazioni da ricovero, tutte in tribunale. Ovvio che poi non ti rimane che l'estremo rimedio. La soluzione finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tipicamente, il saltare a pie' pari ogni sostegno psicologico, formazione o mediazione, e andare a parlare con l'avvocato nel picco di massimo stress e conseguente disequilibrio psichico, fa scatenare meccanismi di "rivalsa isterica" ovvero "l'acting out" dei problemi psicologici in azioni giuridiche. Avvocato, faccia questo, faccia quello. L'avvocato se esperto e autorevole puo' anche in qualche modo mitigare, ma nulla vieta che un cliente intransigente trovi pane per i suoi denti. E cosi' esplode il conflitto. Piu' una persona e' insicura e piu' sara' indecisa, incentivata a non mettersi in discussione e lanciarsi a testa bassa "contro" l'altro genitore. Tira e molla sui figli. Tira e molla sui soldi. Consensuali che diventano giudiziali. &lt;a href="http://www.breakthroughparenting.com/PAS.htm"&gt;O che fanno scaturire una denuncia per pedofilia, violenze e quanto altro. PAS (Sindrome di Alienazione Genitoriale) per alienare i figli. &lt;/a&gt;Tutti problemi nati da situazioni che non hanno nulla a che vedere con il diritto e con la legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono tre livelli di realta'. Quella reale, che nessuno di noi conosce se non per approsimazione. Quella percepita, che e' fortemente soggettiva, condizionata da quanto arriviamo a conoscere e come questa conoscenza viene modulata dalle nostre emozioni. Poi c'e' una cosa che esiste solo nei tribunali, che e' la "realta' processuale" ovvero la realta' verificate da prove ammesse legalemente. Che spesso e' ben diversa dalla "realta' misurata o scientifica" ovvero il nostro miglior modello di identificazione della realta' cn gli adeguati parametri. Ad esempio. Se uno che ha titolo dichiara che il signor x e' pazzo, anche se non ha alcuna misura oggettiva e ripetibile da cui ricava la diagnosi, puo' essere scritto agli atti come verita' giuridica. Che ha valore sociale. Un violentatore o un pedofilo o uno psicopatico o psicoinstabile difficilmente avra' accesso ai figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma in tribunale si entra in una realta' particolare, burocratica, che offre garanzie sul piano legale e del diritto solo sul piano formale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date queste premesse, risulta ovvio che il risultato finale del sistema dipende molto dalle condizioni di ingresso dei due genitori e dalle condizioni al contorno di assistenti sociali, consulenti di parte, consulenti del giudice e avvocati. Il magistrato avra' rarissime occasioni per conoscere direttamente la realta, basandosi esclusivamente sulla realta' degli atti e quindi dalla presentazione della realta' offerta nella fase di "acting out" di tutti gli attori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come mai allora tante coppie di genitori si separano pacificamente realizzando la piena ed equa compartecipazione alla vita dei figli? Perche' hanno maturato assieme ed elaborato il progetto di separarsi, senza fretta, mantenendo rispetto, fiducia reciproca e totale responsabilita' genitoriale, che non viene mai delegata, se non su un piano meramente formale. Possono avere il giudice che scrive quello che vuole sulla omologa, perche' finira' in un cassetto, insieme agli altri certificati di stato di famiglia. Continueranno ad essere genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo e solo questo realizza il massimo bene del minore, pur nella separazione dei genitori che comunque dispiace. Sia la mamma che il papa' sono fondamentali se idonei e si impegnano ad essere genitori, decicando tempo, imparando e confrontandosi tra loro e con esperti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo deve essere l'obiettivo di una legge ce tuteli veramente i minori e la bigenitorialita'. Un processo che incentivi la riduzione del conflitto trai genitori. La legislatura piu' avanzata si sta proponendo in US, Tennesse e California. Parla di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;tt&gt;&lt;a href="http://www.mensnewsdaily.com/archive/u-v/usher/2005/usher061305.htm"&gt;"Time-Shift Shared Parenting".&lt;/a&gt; This is identical to the equal custody bill which had previously been filed and debated in Tennessee. It ceases any power of judges over children who have fit parents, by the parents time-dividing the primary decision-making (residential) status between them. It also stops almost all custody battles before they even begin, because there is no morecustody to fight over.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ovvero, appurando scientificamente con test piu' scientificamente accurati che i due genitori sono idonei, non patologizzanti, il giudice non deve decidere nulla perche' si attua PER LEGGE UN AFFIDO ALTERNATO dividendo quindi temporalemente la piena responsabilita' parentale cosi' come farebbero due genitori non separati civilmente quando si trovano a distanza per qualche motivo, ad esempio di lavoro. Questo elimina immediatamente ogni motivo di contenzioso riguardante i figli, ovvero decisioni, tempo, casa e soldi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questo e solo questo, disincentiva l'escalation di rivalsa giudiziale, incentivando invece il ricorso a terapia di coppia o mediazione genitoriale, che effettivamente non puo' essere imposta per definizione stessa del procedimento di mediazione. Si puo' mediare solo se vi e' un punto equo di partenza (parita' tra le parti) e si rende piu' efficace in termini di rapporto costi/benefici trovare insieme una comunicazione e un compromesso autonomamente e non imposto da un terzo e quindi subito in modo passivo.&lt;/span&gt;&lt;tt&gt;&lt;br /&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-112266172165736340?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/112266172165736340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=112266172165736340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112266172165736340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112266172165736340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/07/tritatutto-genitori-e-bambini-sono-le.html' title='Tritatutto - genitori e bambini sono le vittime'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-112240281399659658</id><published>2005-07-26T19:46:00.000+02:00</published><updated>2005-07-26T21:21:28.820+02:00</updated><title type='text'>Senza Famiglia - Figli dispersi nel naufragio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ISTAT 2003 la famiglia affonda. Da una analisi di Massimiliano Rella, pubblicata lunedi 25 luglio su IL SOLE-24 ORE, Liguria e Valle D'Aosta hanno la palmares della instabilita' familiare, con una famiglia che si dissolve per ogni nuova famiglia che si crea. I ratei sono Liguria e Valle' 93% Piemonte 76% Emilia 74% Friuli 71% Lombardia 63% - un incremento allarmante rispetto alla media di 33% del 2002. Che fa presagire l'urgenza di una riforma del diritto di famiglia, ormai non ulteriormente procrastinabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prassi e' ancora di lasciare il minore con la madre, con il picco di affidi congiunti in Liguria al 22%. Siamo anni luce dalla civile Olanda con un tasso del 96% di affidi a entrambi i genitori. La media delle consensuali in Italia ha un misero 3,4% di affidi al padre e 13% di congiunti/alternati. Nelle giudiziali i congiunti/alternati crollano al 4,8% rendendo l'affido esclusivo un'arma di alienazione genitoriale, che elimina la figura del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rodolfo Ballini, presidente della prima sezione di corte d'appelo di Genova: "Dalla mia esperienza di 25,000 cause ho notato che l'affidamento esclusivo alimenta molto la conflittualita'." Paolo Martinelli, presidente della sezione famiglia del tribunale di Genova: "E' un buon disegno di legge [in discussione al senato] ma la legge da sola non puo' abbassare la conflittualita' e garantire la bigenitorialita'. Ci sarebbe bisogno di piu' psicologi specializzati nei problemi dei minori."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mediazione e sostegno psicologico, per focalizzare i genitori sul futuro del loro progetto genitoriale che rimane per tutta la vita. Mediazione che deve essere incentivata da un diritto certo e non interpretabile, che dia certezze ai genitori sul loro diretto e equo coinvolgimento nella vita dei figli, anche da separati. Abitare in due case diverse non deve privare i figli della presenza di entrambi i genitori. Mantenimento diretto e pariteticita' dei tempi sono non discutibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia le normative che trattano la mediazione familiare sono la legge 285/97 e la legge 154/01 "misure contro la violenza nelle realazioni familiari" - paradosso tutto italiano, visto e considerato che tutte le associazioni dei mediatori concordano che nel ritenere impossibile intervenirer con la mediazione sulle coppie in cui esplodono episodi di violenza. La legge prevede la mediazione obbligatoria proprio in casi di violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stona allora il fatto che la mediazione obbligatoria sia stata affossata nel progetto di legge sulle separazioni. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Si deve rendere obbligatorio un corso di formazione genitoriale che con piu' incontri illustri i possibili danni sui figli di una genitorialita' non condivisa, insegnando ai genitori a riflettere e comunicare per realizzare un modo di gestire i figli che renda giustizia ad entrambe le figure di riferimento. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In Francia il giudice puo' ingiungere l'incontro con un mediatore, in modo che io genitori siano informati sugli obiettivi e la prassi della mediazione. Anche in Norvegia e' previsto il passaggio preliminare obbligatorio informativo. Nel primo triennio applicativo della legge e' stata riscontrata una diminuzione del 40% del contenzioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono 898 di cui 245 pubblici i centri di mediazione censiti sul territorio. Presso le ASL si paga un ticket di 5,19 a incontro. Molto meno del costo di una giudiziale, non considerando il costo psicologico per genitori e figli di una separazione impostata male, su basi conflittuali che proseguono in giudizio per anni senza mai risolversi del tutto, se non con la definitiva esclusione del padre. Che magari si ripresenta dopo qualche ventennio a "C'e' Posta per te." per sapere se i figli sono ancora vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puo' reggere la nostra societa' all'assedio competitivo e politico del resto del mondo quando i nostri figli, societa' del domani, si ritrovano a nuotare da soli mentre la famiglia affonda? Stiamo offrendo loro le migliori opportunita' per competere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un esperto in mediazione" commenta Carla Mazzuca Poggiolini, deputata dei repubblicani europei e convinta sostenitrice della mediazione familiare - farebbe capire alla coppia l'utilita' di un accordo per discutere di qualcosa che rimane per tutta la vita: la responsabilita' genitoriale. Un legislatore accorto deve prevedere alcune occasioni extragiudiziali di sostegno alla coppia, avvicinandoci a un approccio pacifico alle separazioni, come gia' avviene in altri paesi dove con questo servizio di sostegno si e' registrata una significativa riduzione del contenzioso."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli aspetti piu' contestati e' la formulazione dell'art. 155-bis sulla possibilita' di mantenre l'affido aun solo genitore. Un linguaggio vago. Che fa venir meno la certezza di diritto. Il Senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile per la famiglia di AN, ha inviato una lettera ai presidenti della commissione giustizia (Antonio Caruso) e della commissione infanzia e minori (Ettore Bucciero) del Senato, sostenendo la necessita' di interventi chirurgici sul disegno di legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mediazione, mantenimento diretto, affido a entrambi i genitori con partecipazione in eguale misura alla vita dei figli, devono essere chiaramente definiti nella legge.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-112240281399659658?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/112240281399659658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=112240281399659658' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112240281399659658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112240281399659658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/07/senza-famiglia-figli-dispersi-nel.html' title='Senza Famiglia - Figli dispersi nel naufragio'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14720433.post-112203360423664556</id><published>2005-07-22T13:55:00.000+02:00</published><updated>2005-07-24T00:06:41.316+02:00</updated><title type='text'>Perche' la legge e' Incompleta.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoBodyText" style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 153); font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Una nuova separazione dei genitori sancisce i diritti dei figli a vivere con due genitori. Mancano i mezzi di attuazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText" style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 153); font-family: arial;"&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText2" style="font-family: arial;"&gt;La riforma della separazione dei genitori che prevede l’affido condiviso dei figli e’ stata finalmente approvata alla camera il 7 luglio 2005. Un lungo e travagliato cammino parlamentare ha finalmente ottenuto un largo consenso sul principio cardine: I diritti dei figli a vivere con entrambi i genitori.&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Per la prima volta si legge a chiare lettere nella pdl66A appena licenziata alla camera:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText3"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt; “Art. 155. - (Provvedimenti riguardo ai figli) – Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Nella odierna prassi di separazione legale, la scelta di affidare in via esclusiva ad un solo genitore l’esercizio della potesta’ genitoriale, ha di fatto sostenuto un dilagante vizio tra alcuni genitori affidatari, che con la separazione escludono dalla vita dei figli il genitore non affidatario (il padre, salvo un 3% di casi eccezionali). Specularmente, ha indotto alcuni genitori non affidatari, a considerate assolte le proprie responsabilita’ genitoriali, delegando in toto al genitore affidatario ogni compito di cura, salvo contribuire alle necessita’ dei figli in via esclusivamente economica, degradando nel tempo ogni forma di partecipazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;In assenza di altra etica universalmente riconosciuta, la legge e sopratutto la sua attuazione concreta, diventano un radicato mezzo educativo che influenza il comportamento della societa’.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Si ripete con sempre maggiore frequenza l’allarme per il grave danno esistenziale dei figli che crescono&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“in assenza del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;padre” e ci si interroga per come coinvolgere maggiormente i padri nel loro fondamentale apporto educativo alla societa’ del domani, i figli. Appare quindi con tutta la sua gravita’ il danno di una legge che non contrasta, ma anzi favorisce l’allontanamento del padre dai figli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;La legge attualmente in vigore, prevede tre forme di affido: esclusivo, alternato e congiunto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Di fatto, per consuetudine, la giurisprudenza e’ stata orientata a preferire l’affido esclusivo alla madre, in modo da risolvere sbrigativamente i problemi di gestione dei figli in caso di disaccordo tra i genitori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;L’affido congiunto, infatti, non definendo le modalita’ di esercizio della potesta genitoriale, non viene mai applicato quando i genitori non trovano accordi per ripartirsi i compiti di cura dei figli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Questo ha consentito, in molti casi, la prepotente prevaricazione del genitore affidatario che non riconosceva il diritto dei figli a vivere pariteticamente con l’altro genitore. In altri casi, ha consentito all’altro di sentirsi autorizzato a disinteressarsi del diritto dei propri figli a godere delle cure e della educazione diretta del genitore non affidatario. Diritto che non era sancito dalla legge, fino alla approvazione del nuovo testo licenziato alle camere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText3"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Il primo comma del nuovo testo di legge sancisce quindi un fondamentale diritto dei figli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Tuttavia, il nuovo testo di legge, rimane monco nella parte attuativa, in quanto delega al giudice ogni definizione delle modalita’ attuative del diritto sancito dalla legge. In particolare, non pone sufficienti rimedi legali per contrastare la volonta’ di un genitore di prevaricare l’altro nelle relazioni con i figli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Siamo altresi’ convinti della necessita’ di eliminare ogni disparita’ di trattamento giuridico trai genitori, per evitare che il conflitto giuridico si inneschi per ottenere vantaggi o per punire l’altro genitore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Questo documento intende rivolgersi a tutti i senatori, illustrando le gravi lacune della legge, in modo da presentare le ragioni per il loro coinvolgimento nel migliorare un testo di legge che se approvato nella forma attuale incrementera' la conflittualita' proprio nei casi per i quali la nuova legge era stata concepita. Chi vuole prevaricare continuera’ ad alimentare il conflitto, non esistendo sanzioni e vincoli che possano imporre il rispetto del diritto sancito al primo comma della nuova legge. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span lang="IT" style="font-size: 16pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 16pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Cosa manca alla nuova legge per essere attuabile?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 16pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Gia’ con la legge attualmente in vigore e’ possibile preferire il regime dell’affidamento congiunto, che mantiene l’esercizio della potesta’ genitoriale e quindi il diritto dei figli ad avere relazioni con entrambi i genitori, anche in regime di separazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Se questo non avviene e’ per l’assenza di norme che possano disciplinare ogni possibile disaccordo tra genitori, che alla base della separazione, denotano una grave difficolta’ di comunicare e risolvere problemi relativi alla prole. Ogni caso di divergenza nelle decisioni che i genitori debbono prendere di comune accordo rischia quindi di paralizzare il processo decisionale dei genitori, salvo la naturale propensione di uno a prevalere sull’altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Per questi motivi e’ prassi consolidata preferire comunque un regime di affidamento esclusivo, che viene proposto dagli stessi avvocati anche nei casi di separazione consensuale, non conflittuale nella forma e anche nella sostanza, in cui i due genitori di comune accordo decidono di separarsi senza conflitto e mantenendo una comune visione educativa e di comunicazione relativa alla prole. Ovvero anche genitori che mantengono nella separazione una ottima comunicazione genitoriale e capacita’ di trovare autonomamente soluzioni alle eventuali divergenze, hanno optato per l’affido esclusivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Questa preferenza del regime esclusivo ha innescato una anomalia, per la quale la quasi totalita’ delle pregresse separazioni e’ affido esclusivo nella forma, ma una buona parte di esse ricalca esattamente il modello dell’affido congiunto nella sostanza. La rarita’ dell’affido congiunto ha di fatto decretato la sua difficile accettazione nelle sedi di separazione consensuale, in cui difficilmente un genitore che ha titolo per essere affidatario in esclusiva accetta il regime di affido congiunto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Negli ultimi anni stanno tuttavia incrementando i casi di separazioni giudiziali in cui il giudice impone l’affidamento congiunto anche contro la volonta’ di un genitore, quando si rende conto che forzare la condivisione dei problemi genitoriali puo’ costituire un obiettivo non insormontabile per i genitori. Il primo comma del nuovo art. 155 sancisce i diritti prevalenti dei figli a mantenere relazioni con entrambi i genitori e al secondo comma, stabilisce prioritario l’affidamento a entrambi i genitori, costituendo quindi un fondamentale indirizzo giuridico a rendere omogenea questa preferenza:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText3"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;“Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: Verdana;"&gt;Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati,”&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Possiamo quindi prevedere che tutti gli attuali casi di affido esclusivo, che di fatto risultano gestiti dai genitori in piena condivisione delle responsabilita’ genitoriali, saranno definiti anche formalmente “affidi condivisi” sul piano giuridico delle sentenze di separazione e dai decreti di omologa dei patti di separazione consensuale. Questa preferenza diverrebbe nominale, senza cambiare la sostanza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style=""&gt;Questa non è la riforma che ci si aspettava per sanare le situazioni conflittuali gestite negli ultimi 30 anni da magistrati e avvocati che hanno sempre scaraventato la figura di uno dei due genitori fuori dalla famiglia, incurante delle eventuali conseguenti situazioni di indigenza economica indotta da provvedimenti non equilibrati, privando di fatto i figli dell’apporto di entrambi i genitori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style=""&gt;Mancano infatti criteri precisi a cui un giudice debba attenersi nel definire l’affido a un solo genitore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style=""&gt;Mancano norme che garantiscano l’equa ripartizione delle responsabilita’ genitoriali, anche in situazione di palese disaccordo e di conflittualita’ giuridica, che regolino l’esercizio della potesta’ con una norma chiara e non passibile di interpretazioni giuridiche divergenti, a cui la attuale legge e’ soggetta. La norma che lasci intravedere la possibilita’ di escludere un genitore sulla base di comportamenti intransigenti, prevaricanti e con la sistematica denigrazione di un genitore, amplifica ed incentiva il conflitto anziche’ indurre i genitori al dialogo costruttivo per il bene del minore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; color: black;"&gt;«Art. 155-bis. - (Affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso) – Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore.&lt;br /&gt;Ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere l’affidamento esclusivo quando sussistono le condizioni indicate al primo comma. Il giudice, se accoglie la domanda, dispone l’affidamento esclusivo al genitore istante, facendo salvi, per quanto possibile, i diritti del minore previsti dal primo comma dell’articolo 155. Se la domanda risulta manifestamente infondata, il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell’interesse dei figli, rimanendo ferma l’applicazione dell’articolo 96 del codice di procedura civile.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Il testo originale elencava i motivi di pregiudizio ma e' stato modificato. Per quale motivo? Pregiudizio significa dannoso per il bambino. Ovvero, qualora un genitore sia anche considerato meno idoneo dell'altro, deve rimanene genitore se non e' negativo per il bambino. Contrario all'interesse del bambino, nella visione ben consolidata nella giurisprudenza significa che "quando i genitori sono in disaccordo si deve affidare esclusivamente alla madre nell'interesse del bambino." Infatti "l'interesse del bambino" ha esattamente questa interpretazione giuridica. Ogni comportamento escludente di un genitore che agisce in giudizio per prevaricare sull’altro genitore avra’ sempre motivazione per il bene del bambino. Ogni divergenza di opinione verra’ sempre considerata, se esposta in sede giudiziale, motivo di conflitto, sufficiente per affidare a un solo genitore, per il bene del bambino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;La piu’ frequente motivazione di inapplicabilita’ di affido a entrambi i genitori e’ sempre stata l’esistenza di conflittualita’, intendendo per essa la manifestazione in sede giudiziale di disaccordo su questioni relative ai figli, quali ad esempio i tempi di frequentazione e le scelte di educazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Se la legge omette di precisare i criteri di opposizione all’affidamento condiviso, lasciando al giudice la piena liberta’ di motivare la propria decisione maturata ascoltando le parti, non si ha alcuna garanzia che un genitore valido e positivo non venga escluso per motivi che non sarebbero mai considerati per togliere la potesta’ a un genitore normalmente convivente in famiglia. Innumerevoli casi giuridici testimoniano la facilita’ con cui un genitore idoneo e’ stato escluso con motivazioni deboli. Inoltre, non si richiede che la decisione del giudice sia basata su indagini approfondite che portano via molto tempo anche per situazioni non critiche, che sarebbero meglio gestite da un capace mediatore del conflitto, psicologo, in grado di cogliere le reali motivazioni e capacita’ dei genitori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Ecco dunque la grave carenza della legge, che in presenza di conflitto strumentale non impone ai genitori un percorso di formazione genitoriale per insegnare ai genitori come comunicare, concentrandosi sulle soluzioni concrete relative ai figli, definendo un progetto di ripartizione dei compiti genitoriali che garantisca comunque ai figli una equa e definita presenza di entrambi i genitori. Per incentivare la mediazione si devono rimuovere le dispari condizioni tra le responsabilita’ dei due genitori, garantendo l’equa ripartizione come norma. Se la norma prevede equita’ anche in caso di conflitto, si potranno indurre i genitori a preferire un progetto elaborato da loro, con tutta liberta’ e secondo la guida di un esperto in mediazione del conflitto, che possa anche fornire sostegno psicologico. Focalizzando il discorso sull’impostazione del futuro dei propri figli, che due genitori idonei non possono mettere in secondo piano, si stempera il conflitto rimandando i motivi di rivalsa. Da un atteggiamento colpevolizzante, si passa a un progettualita’ creativa sul futuro dei figli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Il testo attuale non prevede alcuna norma che regoli le decisioni del giudice, che nel poco tempo a disposizione e senza conoscere la reale situazione dei figli, &lt;b&gt;“determina i tempi e le modalita’ della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresi’ la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contrinuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Si deve quindi completare la legge con strumenti attuativi della condivisione dell’affido, introducendo regole chiare e precise per normare:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;ul&gt; &lt;li class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Progetto      genitoriale e riduzione del conflitto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Criteri di      affidamento a un solo genitore&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="color: black;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Tempi e modalita’ di      permanenza presso ciascun genitore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="color: black;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Destinazione della ex      casa familiare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="color: black;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Mantenimento diretto&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"&gt;Sanzioni al comportamento escludente e/o alienante&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14720433-112203360423664556?l=marcobiondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcobiondo.blogspot.com/feeds/112203360423664556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14720433&amp;postID=112203360423664556' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112203360423664556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14720433/posts/default/112203360423664556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcobiondo.blogspot.com/2005/07/perche-la-legge-e-incompleta.html' title='Perche&apos; la legge e&apos; Incompleta.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
